Antonio Caron.

La ragazza con il cane al guinzaglio.


2012 Fratelli Frilli Editori, Genova.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Dalla sua sede in Provincia parte per dare una mano a un amico di famiglia incredibilmente accusato di abusi sessuali contro una bambina; successivamente si trova per le mani, nientemeno, un omicidio... Detta con poche parole, potrebbe essere la storia narrata in questo libro.
Il maresciallo dellArma Sebastiano Vitale mette il suo eccezionale fiuto investigativo al servizio di una giustizia che in certi momenti si sente di interpretare secondo valutazioni del tutto personali. Non ha incarichi formali e si muove di propria iniziativa; non di meno, grazie alle sue preziose indicazioni, la Polizia riesce a smantellare unorganizzazione di narcotrafficanti. Con la sua innata prerogativa di essere presente nei luoghi e momenti giusti, arriva inoltre a identificare e consegnare ai Carabinieri (per non fare torti) un efferato assassino.
Mentre sulloltre Appennino gravano gelide nebbie, in una Genova tiepida e soleggiata Vitale si aggira come un segugio fra carruggi e quartieri signorili. Abituato ai placidi paesaggi di Langa e preso in una specie di vorticoso gioco delloca, nel dedalo del centro storico gli capita di perdere lorientamento, senza peraltro smarrire il bandolo che lo porter alla scoperta della verit. Nel sottobosco malavitoso che gira attorno al mondo della droga si imbatte senza perdersi danimo in situazioni ingarbugliate e apparentemente inspiegabili che, per una serie di circostanze, solamente lui  in grado di affrontare e districare.
Personaggi e avvenimenti si intrecciano sullo sfondo di una citt con forti contrasti e talvolta sconcertante, ma allo stesso tempo capace di avvincere con il suo fascino un po misterioso.
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1.
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Renato Cominotti era un signore sulla settantina, vedovo, pensionato da una decina danni. Il suo datore di lavoro (unimpresa di Stato con esuberi di personale) lo lasci a casa prima del tempo. Aveva un figlio e una figlia sposati, ciascuno con la propria famiglia, che con una certa regolarit si facevano sentire al telefono. Negli ultimi tempi le visite allanziano genitore serano peraltro fatte sempre meno frequenti; e ci per diversi motivi: bambini indisposti, assenze per motivi di lavoro e altro. Cera in definitiva sempre qualche impedimento.
Rassegnatosi a vedere contraddette dal mondo molte sue convinzioni, Cominotti aveva da tempo accettato senza drammi le sorprese che riserva la vita. Impar a non meravigliarsi pi di niente, a tenere per s critiche e commenti.
Le sue giornate erano tranquille e monotone. Arrivato ai sessantacinque, aveva fra laltro smesso  per ragioni det  di prestare la propria opera di volontariato alla Croce Verde dove, un sabato mattina ogni mese, rimaneva disponibile per interventi e soccorsi. Aveva frequentato un corso di specializzazione, il servizio militare lo aveva prestato nella Sanit, gli era rimasto il rimpianto di non essere potuto diventare medico. Dopo la morte di sua moglie e i figli andati via di casa, la sua dimora era diventata troppo grande per una persona sola.
Aveva trascorso una vita intera da persona dabbene, cittadino integerrimo e specchiato padre di famiglia. Si era illuso  col suo reddito di pensionato e senza preoccupazioni di mantenimento dei figli  di poter trascorrere in serenit gli ultimi anni accanto alla sua cara Dina; ma un crudele destino aveva deciso diversamente. La moglie fu infatti colpita da una rara forma di tumore che la port alla tomba in breve tempo. Trovatosi solo, dovette imparare a fare da s; scopr il lungo elenco di umili e preziose incombenze casalinghe di cui non sera mai occupato; si rese conto che il semplice sedersi a tavola oppure linfilarsi una camicia pulita erano risultato di operazioni dietro le quali cerano amore di donna, dedizione e abilit.
Per i pasti decise in un primo momento di andare in trattoria; poi cambi idea. Di diverso parere divent dopo i bruciori di stomaco che gli venivano soprattutto la sera prima di andare a letto, senza contare il costo che  anche se derivato da ristoranti senza pretese  aveva una certa incidenza sul suo bilancio mensile.
Sera quindi ingegnato nella tuttaltro che facile arte di farsi da mangiare; ogni volta che metteva lacqua al fuoco o anche soltanto aprendo una scatoletta, il suo pensiero andava a Dina, alle sue mai abbastanza riconosciute capacit di fare andare avanti la casa in modo discreto e ordinato.
La sosta alledicola di piazza Villa era diventata metodica. Dopo avere per tanto tempo criticato chi lo faceva abitualmente, cadeva spesso nella tentazione di sfogliare per prima la pagina con i necrologi. Oltre a notare e commentare nomi eventualmente conosciuti, stava attento allet dei defunti, pronto a consolarsi o a preoccuparsi, secondo se chi aveva lasciato questo mondo era pi anziano o pi giovane di lui.
Il tratto di strada oltre il chiosco dei giornali era diventato percorso fisso, cos come la distanza che lo separava dallufficio postale dove si recava a riscuotere la pensione. Il vitalizio per un po se lo fece accreditare in banca; ma in seguito si sent a disagio. Prelevando lintero ammontare della rendita mensile, gli pareva di fare figure barbine, che gli impiegati lo giudicassero  anche se non era vero  un poveretto. Decise di chiudere il conto e di farsi accreditare lammontare alla posta. Oltre ad avere la possibilit di scambiare parola con pensionati come lui, non provava pi il complesso che gli veniva mentre stazionava in fila allo sportello della banca fra gente che faceva operazioni con tanti zeri.
Cera, pur vero, il pericolo degli scippatori; aveva perci imparato a premunirsi, diffidare delle facce sospette, mettere subito le banconote prelevate nella tasca interna della giacca poi abbottonata con cura.
Un po per abitudine e soprattutto per sviare eventuali malintenzionati, usciva di casa con una cartella di pelle ormai consunta ma che un tempo faceva la sua bella figura; riteneva infatti che gli scippatori puntassero casomai a quella, nella convinzione che contenesse chiss che cosa.
Dopo la rapida occhiata ai necrologi, metteva il giornale nella custodia per poi leggerselo con calma sulla sua solita panchina sotto gli alberi dellAcquasola.
Oltre al quotidiano, quel mattino sera fatto dare un noto settimanale, forse attirato dalla foto di copertina che riprendeva una bella ragazza a seno scoperto. Da salita San Gerolamo dove abitava, giunse a piazza Corvetto; fece labituale esercizio fisico quotidiano che si era imposto dopo il consiglio del medico di fare moto, camminare almeno unora al giorno per prevenire losteoporosi e altri malanni.
Si era poi finalmente seduto, con il giornale aperto. Era una tiepida mattina di fine gennaio, di quelle che sembrano fare le prove per limminente primavera. Le mamme avevano portato i bambini a giocare, pensionati e sfaccendati cercavano di far passare il tempo. Il giardino pubblico era unoasi nella citt, lontano dai rumori del traffico. Come spesso gli capitava dopo aver letto qualche articolo, Cominotti si assop.
Fu in seguito destato improvvisamene da urla e invocazioni di soccorso. Gli sembrava ancora di sognare quando si ritrov al Commissariato Centro con laccusa di molestie sessuali nei confronti di una bambina e, non bastasse, detenzione di materiale pornografico.
Signor Cominotti, come la mettiamo? Le accuse contro di lei sono gravi. Ma cosa le  saltato in mente?.
Il commissario Leoncilli rigirava la carta di identit del pensionato come per scorgervi eventuali attenuanti; era un funzionario non pi giovane che si rivolgeva alla gente con tono affabile, come non ci si sarebbe aspettato da un rigoroso tutore dellordine. Il suo accento non era settentrionale, ma neppure del Sud. Cominotti, che aveva girato lItalia durante la sua attivit lavorativa, immaginava fosse umbro o marchigiano. Nella sede della Polizia di Stato fu trascinato da due agenti. Sullocchio destro aveva unecchimosi che si stava progressivamente colorando di viola; dalla guancia lacero-contusa usciva sangue: poca roba, non fosse stato per lintenso bruciore che provocava.
In men che non si dica, lanziano fu assalito da un gruppo di donne inferocite; su di lui piovvero schiaffi, pugni e calci. Gli fecero molto male in particolare le ombrellate sferrate allimpazzata da una vecchietta infuriata; mentre subiva passivamente colpi, si domandava perch mai in quella bella giornata di sole la donna portasse con s il parapioggia.
Luomo era stato sottratto allira della folla da due vigili urbani. Fu una di loro che raccolse per iscritto testimonianze e prime indicazioni.
Il commissario scorreva le righe del verbale; ogni tanto aggrottava la fronte, faceva segni di assenso e dissenso. La sua lunga esperienza lo portava a immaginare le cose come veramente potevano essersi svolte, a prescindere da dichiarazioni rese a caldo e in situazioni di emotivit collettiva. Conosceva di vista il presunto bruto, anche se a lui Cominotti non aveva mai fatto caso; lo incontrava talvolta in un piccolo supermercato. La moglie di Leoncilli, pure lei in Polizia, aveva turni diversi e non sempre le riusciva di fare la spesa in ore canoniche. Per uno fisionomista e attento come il commissario non ci volle molto a fissare nella memoria lanziano pensionato che, guarda caso, si trovava sempre davanti a lui alla fila della cassa.
Stento ancora a credere che una persona seria e posata come lei abbia potuto....
Cominotti lo guard con lunico occhio rimasto in funzione, senza sapere che dire. Nel breve arco di qualche minuto era passato da cittadino irreprensibile a bieco molestatore di bambini. Ancora non si rendeva conto. Su di lui, oltre alle botte, erano calati volgarit e insulti inauditi. A mano a mano che si spargeva la voce, aumentava il numero degli arrabbiati pronti a fare giustizia sommaria.
Nei giorni precedenti, in commissariato erano giunte segnalazioni di esibizionisti che si aggiravano fra aiole e panchine del parco. Cerano state petizioni e pure i giornali ne avevano accennato. Alle redazioni giunse infine la tanto attesa notizia: il maniaco dellAcquasola era stato smascherato e arrestato. Mamme, nonne e benpensanti potevano tirare un sospiro di sollievo...
A questo punto, lei comprender che non posso fare altro che trasmettere il verbale alla Procura. Sar il caso che lei si trovi un buon avvocato, disse in tono grave il commissario.
Come inebetito, Cominotti non rispose. Non riusciva ancora a rendersi conto della situazione. Disse soltanto qualcosa che a Leoncilli diede peraltro da pensare:
Come sta la bambina?.
Il sostituto procuratore Isabella Maccara fu bloccata con un piede fuori della porta di casa. Era la sua giornata. Dopo il divorzio, ottenne di vedere il figlio in giorni determinati. Aveva gi saltato un turno, sempre a causa di impegni di lavoro sorti allultimo minuto. Adesso era veramente seccata e, di fronte al giovane avvocato Riccardo Barrieri, non tentava nemmeno di nasconderlo. Della piemme il professionista conosceva umori e problemi familiari; si rendeva conto che non erano certamente quelli i momenti adatti per ottenere benevolenze, soprattutto se a beneficiarne doveva essere un individuo che voce di popolo aveva sbrigativamente marchiato come spregevole della peggiore specie.
Avvocato, adesso non me la stia a raccontare. I fatti parlano da soli....
Al palazzo di giustizia cera il solito movimento: gente che andava e veniva, porte di uffici che si aprivano e chiudevano; per giunta, quel giorno si erano pure guastati gli ascensori. Per le scale si vedevano scene di anziani avvocati ansimanti e continuamente sorpassati da giovani patrocinatori di gamba buona che salivano gli scalini a due per volta.
I vetri dellufficio della dottoressa Maccara avevano bisogno di una ripulita, soprattutto dallesterno. Luscio non si apriva se non spingendo con forza; sfregava sul pavimento e ogni volta era uno stridore da accapponare la pelle.
Ma quando mai verranno ad aggiustarla..., diceva ogni mattina prima di prendere posto a una scrivania coperta di carte e fascicoli.
Prima di entrare in Magistratura, Maccara aveva esercitato lavvocatura per qualche anno. Con Barrieri si erano conosciuti ai tempi delluniversit; per un certo periodo avevano frequentato la stessa cerchia di amici e fra loro cera stata  secondo i bene informati  perfino una storia. Avevano poi preso strade diverse e non era la prima volta che i due si trovavano di fronte nelle aule giudiziarie.
Dopo il fallimento del matrimonio, la donna si era dedicata anima e corpo al suo lavoro; passava per magistrato intransigente, forse fin troppo, almeno secondo pareri anche autorevoli.
Quella mattina, a uscieri e avvocati poteva benissimo apparire con il belin di traverso. Barrieri, che aveva chiesto il colloquio, lo intu sin dal primo momento, soprattutto dopo aver sentito che la donna gli dava del lei, poco disposta quindi a confidenze e concessioni.
Se ho ben capito, il suo cliente ha adescato una bambina di cinque anni offrendole un gelato; poi lha ripetutamente baciata sulla bocca e palpeggiata sul petto suscitando la sdegnata reazione delle persone presenti al fatto. Il verbale parla chiaro....
Non ho ancora avuto modo di parlare con laccusato, ma la mia impressione  che si tratti dun caso classico di sbatti il mostro in prima pagina, una notizia gonfiata in cui i media ci hanno inzuppato il pane. In ogni caso, considerata let e lo stato di incensurato, chiedo che il fermo non sia tramutato in arresto. Quando pensa di procedere per linterrogatorio?.
Dopo la denuncia a piede libero nei suoi confronti, Cominotti era tornato a casa. Quando il commissario gli domand se conosceva un buon avvocato, cadde dalle nuvole; mantenne in sostanza lo stesso atteggiamento dimostrato fin dal primo momento: come fosse l per caso e le gravi accuse a lui rivolte non lo riguardassero. Era in stato di choc; ricordava solamente grida disperate, una bambina stesa a terra come morta. Di tutto il resto non rammentava nulla. Non aveva detto niente a sua discolpa, con meraviglia dello stesso commissario. In casi simili, molestatori ed esibizionisti dichiarano prontamente la loro estraneit, sostengono che si  trattato di un equivoco. Nel caso specifico invece il fermato non solo non si difendeva, ma sembrava addirittura condividere, con gesti vaghi e lo sguardo smarrito, la gravit delle accuse che gli venivano contestate.
Il giorno dopo, a differenza di altre volte, la presenza al supermercato dellanziano fu subito notata. La fotografia apparsa sui giornali era rimasta impressa. Una commessa si era rivolta alla collega:
Di, ma quello non ....
 proprio lui. Ma che faccia tosta!.
La sensazione che le poche cose presentate per il pagamento fossero infette e quindi maneggiate con cautela dalla donna alla cassa fu soltanto una fra le brutte esperienze  e nemmeno la peggiore  che Cominotti in quei giorni dovette subire.
La prima a telefonare fu Serena. Mario, laltro figlio, non sera neppure sentito di farlo. Allo sportello della banca in cui lavorava fu ben presto oggetto di insolita attenzione; sulle prime non ci fece caso, ma poi  dopo aver buttato lo sguardo al titolo e alla foto comparsi sul giornale  cap la situazione. Ai bambini era capitato di peggio. Allentrata della loro scuola ci furono alcune mamme che fecero una specie di barriera per separarli dagli altri. Le maestre dovettero darsi da fare: i compagni di banco, sobillati dai parenti, non volevano stare accanto ai nipoti del mostro. Davide e Gessica si sentirono emarginati e colpevolizzati. Intuita la situazione, a met mattinata la madre venne a prenderli e li riport a casa, intenzionata a tenerceli per almeno qualche giorno.
Pap, che cosa hai combinato? Ma ti rendi conto in quale situazione ci hai messi tutti quanti.
Alla agitata telefonata della figlia, Cominotti non seppe dire altro che:
Sapessi quanto mi dispiace....
La sera stessa, i condomini del caseggiato riunirono una assemblea straordinaria; fu votato un ordine del giorno contrario al rinnovo del contratto di affitto nei confronti dellimbarazzante inquilino.
A Cominotti fu tolto il saluto. Incontrandolo per le scale o in strada, tutti giravano lo sguardo fingendo di non vederlo. Il figlio bancario fu provvisoriamente trasferito dallo sportello ad altro ufficio; lazienda di credito aveva in questo modo voluto tutelare il proprio dipendente contro eventuali discriminazioni. Piuttosto che rivolgersi a lui, i clienti della banca preferivano fare lunghe file da altri impiegati.
Nello studio di Barrieri, i figli di Cominotti avevano unespressione affranta e lo sguardo perso nel vuoto.
Avvocato, non sappiamo pi che fare. Dalloggi al domani, la nostra vita e quella dei nostri bambini  drammaticamente cambiata; non possiamo nemmeno pi tenerli a scuola. Tutti ci evitano come appestati. Ci aiuti lei....

2.

A Cherasco il freddo si faceva sentire; alcuni erano pronti a giurare che giorni della merla tanto rigidi come quelli che stavano scorrendo non si ricordavano da molto tempo. Avvolta nella nebbia, la stazione dei Carabinieri non si distingueva, sembrava una delle tante villette che sorgono intorno.
Il maresciallo Sebastiano Vitale era appena rientrato, dopo aver presenziato alla inaugurazione di un convegno internazionale sulla elicicoltura. Da quelle parti lallevamento delle chiocciole  un vero e proprio business. Nessuno quindi si sorprese quando il sindaco diede lannuncio: a fine gennaio si sarebbero incontrati esperti, operatori e docenti universitari per dibattere sul tema. Cherasco  gi blasonata di avvenimenti storici  fin sulle pagine dei giornali, in particolare su quelle della stampa specializzata.
Marisa, la giovane moglie, lo stava aspettando. Non dovette nemmeno fare tanta strada; anzi, a essere precisi, si limit a scendere le due rampe di scala che separano dal soprastante alloggio del comandante.
Di sotto era raro che si facesse vedere. Le poche volte che si permise di affacciarsi, not unespressione del marito sicuramente non incoraggiante. Del resto, Sebastiano ci teneva a tenere nettamente separata la sfera familiare da quella professionale. Gli bastava infatti percorrere pochi gradini dallalto in basso per cambiare dumore e addirittura di fisionomia. La sua faccia soddisfatta al termine di un pranzetto casalingo assumeva infatti, nel volgere di pochi secondi, una metamorfosi degna del dottor Jekyll. Da sorridente e bonario, il suo atteggiamento diventava grave e severo. Appena apriva la porta, gli uomini ai suoi ordini per prima cosa gli guardavano i baffi; da essi riuscivano a capire lumore del superiore.
Daltra parte, i mustacchi di Vitale erano diventati un elemento dellambiente fra i pi variabili. Fin da giovane li aveva fatti crescere, sia per darsi un aspetto consono al ruolo di tutore dellordine sia per pareggiare le fattezze del viso che, a suo giudizio, risentiva di un mento troppo piccolo.
Dopo il matrimonio con una ragazza pi giovane di quindici anni, divent ancora pi attento alle apparenze. Vedendoli per strada  lei con i lunghi capelli biondi, lui canuto e in soprappeso  la gente di primo acchito era portata a pensare che fossero padre e figlia. Nessuno lo diceva apertamente ma per uno come Vitale, capace di annusare un delitto o anche soltanto una maldicenza, ci voleva poco per rendersene conto.
Decise allora di rasarsi la peluria sotto il naso, soprattutto dopo che a Marisa un giorno era sfuggito: I baffi ti invecchiano... detto con nonchalance, come se avesse commentato che fuori stava piovendo; poi se li fece nuovamente crescere. Da allora cominci a stare attento anche alla linea. Non fu del resto aiutato dalla moglie che, quando si metteva di impegno, era una cuoca eccezionale.
Laveva conosciuta nel corso di unindagine in un paese al confine fra le province di Cuneo e Asti; di madre monferrina e nonna paterna langarola, Marisa aveva da loro imparato le ricette di due fra le pi rinomate cucine a livello internazionale.
Vitale era allora brigadiere al Nucleo Investigativo di Torino. Nel capoluogo piemontese faceva vita disordinata e solitaria. Per le sue non comuni doti di investigatore che destavano invidia e si accompagnavano a un individualismo al limite dellinsubordinazione, furono in molti a rallegrarsi della sua promozione a maresciallo con trasferimento in una stazione di provincia.
In un primo tempo, laveva presa come un siluramento; qualcuno, sospettava, era finalmente riuscito a toglierlo di torno. Come per capita talvolta nella vita, una presunta disgrazia sera trasformata in insperata fortuna. Il matrimonio con una ragazza settentrionale giovane e bella, per lui  uno con gli occhi tristi di uomo del Sud, come lo aveva definito un personaggio della Torino-bene al quale aveva tolto certe castagne dal fuoco  fu una conquista, la liberazione da un complesso meridionalistico che lo faceva sentire estraneo in una comunit che non era la sua.
A Cherasco si trov bene. Era diventato unautorit, lambiente si adattava a sviluppare le sue indubbie capacit investigative. Si era distinto in alcune inchieste, aveva smascherato assassini e malfattori, oltre a fregiarsi della prestigiosa qualifica di aiutante dopo aver partecipato a un corso di specializzazione a Genova, dove ebbe parte importante nellarresto di un duplice omicida.
Quando vide Marisa che lo stava aspettando seduta alla sua scrivania, cap che sotto ci doveva essere qualcosa di importante; diversamente, lei non si sarebbe permessa di invadere il suo campo.
Mi ha chiamata Serena, da Genova....
Vitale lasci cadere il mento:
Serena chi?, domand muovendo su e gi il polso destro con le dita unite a pera.
Maresciallo Vitale?.
In persona. Chi parla?.
Sono lavvocato Barrieri di Genova.
A che devo lonore....
Mi sono permesso di disturbarla per un motivo molto serio e che richiederebbe il suo autorevole intervento. Innanzi tutto, ancora vivi complimenti per la sua efficace e risolutiva azione nelle indagini sul delitto Galluzzi. La sua presenza a Genova  tuttora ricordata. Non me ne vorr se mi sono informato sul suo conto....
Acqua passata, rispose Vitale con falsa modestia.
Le telefono anche per conto della signora Serena Parodi, figlia di Renato Cominotti e amica intima, se non sbaglio, di sua moglie.
Sono al corrente. O meglio, la signora ha chiamato.
Per venire al sodo: le andrebbe una piccola vacanza a Genova; oltre tutto, per lei non sarebbe nemmeno una novit.
Il maresciallo allontan dallorecchio la cornetta del telefono e prese ad agitarla come una medicina prima delluso. Per chi lo conosceva, il suo era un modo originale per dimostrare un disagio mascherato di impazienza. La moglie gli aveva infatti riferito la brutta situazione in cui si era venuta a trovare lamica Serena e lui ne era rimasto colpito; a sentirne nuovamente parlare si sentiva coinvolto e stranamente imbarazzato. Fece una smorfia; labbra sottostanti e naso presero direzioni opposte, formarono una specie di zeta.
Osservandolo, Marisa ebbe la certezza che il caso del vecchio Cominotti non gli era indifferente.
Con il suo intuito che talvolta rasentava il paranormale, il maresciallo colse subito incongruenze e lati oscuri. Oltre tutto, il parco dellAcquasola lo conosceva, ci andava con i colleghi di corso nellintervallo delle lezioni.
Barrieri insistette:
Maresciallo, le faccio una proposta, anche se le potr sembrare assurda. Dal momento che ho bisogno di un elemento esperto come lei come collaboratore alle indagini, le propongo, non certamente a titolo gratuito, di occuparsi del caso.
Non potrei comunque, sia ben chiaro, percepire alcun compenso, ribatt prontamente Vitale.
Il maresciallo riprov linebriante sensazione gi avuta quando per la prima volta percorse la strada sopraelevata di Genova. Si sentiva come trasportato da un tappeto volante, gli sembrava di sfiorare le enormi sagome delle navi ancorate nel porto. A sinistra, i palazzi della citt sembravano giganteschi paracarri affondati sulle alture. Dal suo emozionante stato di ebbrezza torn bruscamente alla realt, nel momento in cui sent sua moglie:
Ecco qua, rallenta e gira a destra....
Imbocc un tunnel e dopo alcune curve si ritrov nel traffico urbano. Marisa teneva gli occhi puntati sulla pianta della citt.
Questa strada dobbiamo gi averla fatta....
Come si chiama sto posto dove dobbiamo andare?.
Via Oberto Cancelliere, a Castelletto.
Domandarono ad alcuni passanti, fecero due volte dietrofront con la convinzione di aver sbagliato strada. Marisa si decise a chiamare lamica con il telefono portatile.
Ci troviamo... Dove siamo? Accidenti, i nomi delle strade qui sono merce rara....
Corso Magenta, rispose il marito indicando un angolo di strada.
Bene, proseguite fino a quando non trovate....
Come Dio volle, i tre si ritrovarono. Serena gesticolava per farsi notare. Fece segno di fermarsi e poi sal sulla sua automobile in sosta.
Mettetevi al mio posto..., disse allontanandosi.
Sebastiano fece fatica ad allinearsi a un alto muro di sostegno; si incune fra due autovetture incrostate da deiezioni di piccione che davano limpressione di trovarsi l chiss da quanto tempo. Si ritrovarono soli e senza sapere che fare, come intrappolati su un serpentone dasfalto occupato per met dalle macchine. Marisa prov le medesime sensazioni di panico avute nel corso della sua precedente venuta a Genova; stavolta per riusc a dominare le emozioni, si convinse che  alla fine  ci sarebbe stato il modo di cavarsi dimpaccio.
Dopo alcuni minuti, si rifece viva Serena.
Scusate se vi ho accolti in modo brusco.
Vitale fu l l per domandare: Ma la tua auto dove lhai messa?. Prefer tacere, per non fare la figura del provinciale spaesato.
Presero una valigia ciascuno e si avviarono; dietro a una curva, la strada ritorn in piano. Entrarono in un portone e salirono le scale. Ledificio era un palazzo costruito a suo tempo secondo i canoni del decoro borghese, ma che ora appariva come una vecchia signora un po malandata che aveva conosciuto precedenti splendori. Il tappeto rosso sui gradini nellatrio era chiazzato di macchie untuose; i muri presentavano crepe e lintonaco appariva scrostato. La ringhiera con volute di ferro in stile Liberty evidenziava grumi rugginosi che sembravano ferite mal rimarginate. Cera lascensore immobile nella tromba delle scale; sembrava un grosso ragno sospeso fra i cavi. A Marisa sfior lidea che avrebbe fatto comodo, ma non os domandare. Aperta la porta al primo piano, furono investiti da una luminosit inaspettata. La spaziosa entrata dellappartamento era in pieno sole, dalle alte finestre si vedevano mare e cielo dun azzurro sgargiante.
Sedete, riposatevi un momento, disse Serena indicando il sof nel soggiorno.
La stanza, bene arredata e confortevole, aveva un pavimento con ghirigori di mosaico. Vitale prov lirresistibile desiderio di affacciarsi. La vista panoramica lo appag dei tanti monotoni chilometri percorsi in autostrada e della spiacevole sensazione di impotenza provata poco prima.
Se volete rinfrescarvi....
Le due donne si allontanarono. Rimasto solo, Sebastiano si sent investito dal fascino di Genova, lo stesso che rimane dopo averci vissuto anche per poco tempo. Pens al s da lui detto quasi senza pensarci allavvocato Barrieri. Cerano state le sollecitazioni di sua moglie, ma pure il desiderio di sole e tepore che aleggiava fra gli abitanti di Cherasco e quindi anche in lui. Gelo e brinate che avvolgevano le colline del Piemonte erano scomparsi come per miracolo; laria aveva perso lodore di nebbia. Respir pi volte profondamente, sino a provare il capogiro. Fra la distesa di tetti grigi, cerc di riconoscere la sede del comando Carabinieri; dopo un po desistette. Dallalto, le case gli sembravano tutte uguali.
Fu in quei momenti che gli ritorn in mente lanziano Cominotti e il suo presunto gesto che tante pene aveva provocato in famiglia. Per come gli era stato riferito, lepisodio non appariva chiaro; soprattutto non lo convinceva lostinato mutismo dellaccusato, la sua incomprensibile posizione dopo il fermo.
Nellappartamento cera posto in abbondanza; non solo era ampio  a occhio, almeno 150 metri quadri  ma al momento pure in gran parte disabitato. Il marito di Serena si trovava in viaggio per lavoro; i figli, dopo gli spiacevoli episodi avvenuti a scuola, erano dalla nonna paterna.
A Marisa e al marito carabiniere, Serena aveva pensato istintivamente; la richiesta accorata di aiuto le era venuta senza pensare a impedimenti di sorta. Un maresciallo dellArma in servizio non potrebbe infatti, dalloggi al domani, trasformarsi in investigatore privato per conto di un avvocato; anche se, guardando i telefilm di Perry Mason che lo appassionavano, Vitale un certo pensierino in proposito (del tutto teorico sintende) lo aveva fatto.
Chiese una licenza di tre giorni: il massimo che poteva ottenere considerati pro e contro, assenze e congedi dei sottoposti. Ne aveva informato il Comando Provinciale; la telefonata laveva presa un maggiore col quale non correva buon sangue.
Riferir a chi di competenza, fu la gelida risposta che gli fece saltare la mosca al naso. Fu tentato di cambiare idea e lo avrebbe fatto, se Marisa non gli avesse raccontato la triste storia del padre di suo padre, reduce della campagna di Russia. Fu allora che conobbe il nonno di Serena; entrambi fecero la tragica ritirata del Don, condivisero patimenti e pericoli. Cominotti salv la vita al commilitone, rischiando la sua. Anche dopo la guerra, i due rimasero amici, le rispettive famiglie si frequentarono. Serena trascorreva le vacanze di scuola al paese di Marisa.
Del resto, anche il padre di Sebastiano era stato dichiarato disperso in Russia; la condizione di orfano di guerra lo aveva fra laltro facilitato nellaccoglimento della sua domanda di arruolamento nellArma. Il senso dellonore e della gratitudine, in Sebastiano particolarmente vivi, lo rendevano solidale con la famiglia di acquisizione.
Fu destato da una specie di ipnosi; le due donne riapparvero sorridenti e Sebastiano si rallegr vedendo che la sola presenza di Marisa aveva portato sollievo allamica.
Per prima cosa vorrei fare il tratto di strada che faceva suo padre ogni mattina....
Ma le di ancora del lei?, lo interruppe Marisa.
Avvocato Barrieri? Sono Vitale. Volevo dirle che sono a Genova, ospite della signora Parodi.
Maresciallo! Non sa che piacere mi fa....
Se non disturbo, vorrei fare un salto da lei.
Sicuramente.
Pianta della citt alla mano, Sebastiano pass prima davanti alla abitazione di Cominotti, poi gi gi fino al parco dellAcquasola. Fra aiole e panchine cera un campionario di umanit che si aspettava: bambini non ancora in et scolare, mamme e baby sitter, anziani e gente indefinibile che si godeva il sole e la bella giornata. Raggiunse in seguito via Venti Settembre. Qui lambiente era del tutto diverso; dal silenzio appena interrotto da voci infantili, si ritrov nel frastuono di un traffico incessante. Sotto i portici cera viavai. Lultima volta che si trov in quella via, la situazione non era molto diversa; forse peggiore, a causa di un corteo di manifestanti che creava intralcio alla circolazione. Fece il percorso in discesa e svolt a destra. Trov il numero civico, sal e suon il campanello.
Venne ad aprire una giovane che si allontan di corsa subito dopo. Vitale ebbe appena il tempo di dire:
Scusi, lavvocato....
Viene subito.
Il maresciallo prese posto in una stanza disadorna, con un tavolino da quattro soldi al centro. Dalla finestra non si vedeva nulla, se non un muro grigio e scrostato: la tipica apertura sul cavedio che si ritrova in tanti edifici genovesi. Guard verso il basso; vide rottami e detriti che nessuno si preoccupava di rimuovere. Sul tavolino cerano le solite riviste spiegazzate che ci si aspetta di trovare nella sala dattesa di un professionista. Pens alla giovane indaffarata venuta ad aprire e si pent di non averle detto il proprio nome. Lattesa si prolung; decise di bussare a una porta.
Pardon, lavvocato Barrieri?.
Alla scrivania cera la ragazza di prima; di fronte a lei, due donne di colore con robusta corporatura. Allo sguardo attento ed esperto del maresciallo non sfugg il loro aspetto; nelle sue abituali perlustrazioni, qualcuna simile a loro poteva incontrarla sul ciglio duna strada in attesa di clienti.
 stato annunciato, aspetti e non si preoccupi, fu la seccata risposta.
Il maresciallo fece la faccia contrariata. Si aspettava, per la verit, una ben diversa accoglienza. Ritorn sui suoi passi e cominci a borbottare:
Se non arriva fra due minuti, me ne vado. Ma chi si crede dessere....
Quasi avesse sentito, si affacci Barrieri profondendosi in mille scuse.
Labbiamo fatta aspettare, ci perdoni. Linfluenza che gira in questi giorni ha lasciato a casa le segretarie. Io e la dottoressa Daneri dobbiamo fare i salti mortali. Prego, si accomodi nel mio ufficio....
Vitale entr in una stanza accogliente; i mobili erano nuovi e ben diversi da quelli, modesti, visti prima. Per esordire, gli scapp una battuta che  detta la lui  aveva un suono particolare, tuttaltro che spiritoso:
Quelle due  fece segno col pollice verso la porta  sono veramente quello che dimostrano di essere?.
Lavvocato deglut e cerc di minimizzare:
Sono clienti. Perch, che aspetto hanno?.
Parliamo daltro. Per non farle perdere tempo, chiederei  se non  troppo disturbo  di leggere le carte che riguardano Cominotti. Mi interesserebbe in particolare il verbale della vigilessa.
A Barrieri si illuminarono gli occhi; intu che il maresciallo aveva centrato il possibile anello debole dellaccusa.
Al momento ne sono sprovvisto; il sostituto procuratore mi ha detto che me lo avrebbe fatto avere al pi presto. Non  tuttavia necessario, dal momento che quasi lo ricordo a memoria. Posso riassumere per sommi capi.
Se non le dispiace.
In poche parole, Cominotti avrebbe acquistato un gelato e poi lo avrebbe offerto alla bambina, per motivi sordidi. In seguito, sarebbe passato alle vie di fatto. Ci sono testimoni che dichiarano di averlo visto mentre palpeggiava vistosamente la bambina, dopo averla ripetutamente baciata sulla bocca.
Lavvocato si interruppe e guard linterlocutore da sopra gli occhiali, come per saggiarne le reazioni.
Lei capisce  prosegu  che di fronte a queste testimonianze....
Ho sentito anche di peggio, se  solo per questo. Il problema  semmai verificare se le apparenze non ingannino.
Concordo pienamente. Purtroppo io mi trovo in un brutto momento, non ho materialmente il tempo da dedicare a questo caso che, del resto,  poca cosa rispetto ad altri ben pi gravi che ho attualmente per le mani: robe da ergastolo. Ho quindi bisogno di una persona esperta, scrupolosa e discreta che faccia questo prezioso lavoro per conto mio. Se la sente?.
Diversamente non sarei qui....

3.

Serena aveva preparato tavola con la tovaglia ricamata e i piatti del servizio buono. Nonostante le offerte di Marisa, aveva fatto da s. Dopo cena, le due donne erano sedute sulle poltrone a chiacchierare.
Sebastiano aveva ancora in bocca leccellente gusto delle lasagne al pesto. Mentre Marisa domandava spiegazioni su quei sottili fazzoletti di pasta, ben diversi dalle lasagne come intendeva lei, luomo aveva aperto la finestra e vi si era affacciato. Il cielo era terso e laria piacevolmente frizzante. Con i gomiti sul davanzale, guardava ammirato la distesa del mare che rifletteva la luna; osservava in particolare il lento procedere di una grande imbarcazione tutta illuminata che si avvicinava dopo aver superato limbocco del porto. Doveva essere un traghetto proveniente dalla Sardegna oppure una nave da crociera, con tanta gente a bordo. Prov invidia, anche se  per la verit  lidea di starsene inscatolato in una cabina nella stiva gli dava un vago senso di inquietudine.
La via sottostante aveva una fila di alberi sempreverdi. Il marciapiede, come un fiume carsico, spariva e compariva, secondo la disposizione delle piante e le crepe sullasfalto. In quei momenti vide una ragazza bionda con giubbetto rosso, mentre teneva un cane al guinzaglio. Lanimale era immobile e ingobbito. La giovane si guardava intorno, paziente e per nulla imbarazzata, nellattesa che il quadrupede terminasse le sue necessit corporali.
Di fronte al curioso quadretto, a Vitale venne da sorridere. Il volto della ragazza era rischiarato dalla luce dei lampioni, i capelli a coda di cavallo erano accarezzati dalla brezza. Il cane gir su s stesso, annus e poi, come rassicurato, tese il guinzaglio e trascin.
Sebastiano sedette a sua volta. Rimase silenzioso ad ascoltare ciarle, rievocazioni e comuni ricordi. Serena appariva distesa, perfino di buon umore. La venuta di Marisa le aveva fatto dimenticare il brutto momento che stava attraversando.
Sebastiano si estrani pensando ai tanti triboli sofferti dai soldati durante la guerra. Non ebbe difficolt a comprendere come in certe situazioni, continuamente esposti ai pericoli e alla morte, due commilitoni possano cementare legami e amicizie destinati a durare per sempre. Come componente della famiglia, si sentiva coinvolto.
Vitale passeggiava nel parco con il giornale sottobraccio. Pass davanti al chiosco delle bibite; diede unocchiata e prosegu.
Era una giornata soleggiata, con il cielo limpido e azzurro. Nelle condizioni che i meteorologi definiscono di alta pressione, in pianura e sulle colline di oltre Appennino  diversamente dalla Liguria  grava solitamente una fitta nebbia. Il maresciallo avrebbe pertanto scommesso che in quegli stessi momenti a Cherasco la gente stava uscendo di casa imbacuccata; i bambini raggiungevano asili e scuole con i berretti calati sulle orecchie e la sciarpa sulla bocca. I piccoli frequentatori dellAcquasola avevano invece il privilegio di scorrazzare sotto il sole; le mamme non sembravano per nulla preoccupate per come erano coperti.
Da via Cancelliere era arrivato in piazza Villa, prendendo per salita San Gerolamo. Davanti alla casa in cui abitava Cominotti si ferm a leggere i nomi sul citofono; decise di rinviare lincontro con luomo accusato di reati ripugnanti, come risultava agli atti. Si convinse infatti che un eventuale colloquio non avrebbe dato apprezzabili risultati. Rafforz peraltro la convinzione che luomo era vittima di situazioni ancora tutte da chiarire.
Il quotidiano che il maresciallo teneva sottobraccio aveva la data di alcuni giorni prima. Nella pagina della cronaca compariva la fotografia del presunto maniaco dellAcquasola, la stessa ripresa dalla patente di Renato Cominotti che i giornalisti si erano procurata senza andare tanto per il sottile. Il gestore del chiosco aveva appena aperto; serviti un paio di caff, cera poco da fare. Il maresciallo si decise e gli parl andando subito al sodo:
Immagino che lei conosca costui, disse spiegando il giornale.
Luomo guard lui prima ancora di gettare lo sguardo sulla pagina; cap di trovarsi di fronte a uno della giustizia. Non sembr per nulla meravigliato. Rispose a modo suo: con un silenzioso scatto del capo.
Vitale si sent incoraggiato:
Cominotti era solito comprare gelati da lei?.
No, proprio per niente; al massimo qualche cappuccino.
Sebastiano allarg le orbite.
Mi dica una cosa: dopo il fatto, lei  stato ascoltato, qualcuno  venuto a domandarle....
No, nessuno.
E lei, naturalmente....
Di solito mi faccio gli affari miei. E poi, che cosa avrei dovuto fare, con chi avrei dovuto parlare?.
Signor....
Qui tutti mi chiamano U Setembrin.
Bene, lei mi pare una persona dabbene, come minimo sorpresa di quanto  qui accaduto pochi giorni fa. Mi permetta di farle una precisa domanda: le risulta che la mattina del ventinove gennaio scorso Cominotti abbia acquistato un gelato da lei?.
Non mi risulta.
Mi dica inoltre se ritiene possibile che il suddetto possa essersi procurato un gelato altrove, magari in un bar vicino.
Possibile, ma improbabile. Avrebbe dovuto fare un po di strada tenendolo in mano oppure nella cartella.
Dunque lei sa della cartella....
La portava sempre con s, come quelli che vogliono sembrare persone ancora attive, mentre non hanno in realt niente da fare.
Signor Settembrini, penso che lei si renda conto di come Cominotti se la stia passando in questi momenti. La prego di rispondermi con precisione: lei conosceva la bambina?.
Quelli che vengono qui abitualmente, almeno di vista, li conosco pi o meno tutti.
Mi pu dire qualcosa della piccola, della sua famiglia.
I genitori non li conosco. Viene accompagnata da una extracomunitaria filippina o sudamericana: una comunque che parla con accento spagnolo.
Di Setembrin: uno attento e fisionomista come te... Vuoi mica farmi credere di non sapere chi sono, dove abitano....
Vitale era passato di botto a un tu amichevole e confidenziale.
Intanto fammi un cappuccino... Di una cosa: sapresti ricordare a chi hai venduto gelati quella mattina.
 venuta una ragazza; ha ordinato due ricoperti di cioccolato: uno per lei, laltro per....
Piano, calma. Mi stai dicendo che ne ha preso uno anche per la bambina presunta oggetto di molestie.
Confermo.
Fammi capire: ma non era con la baby sitter?.
In quei momenti no. Lei si stava baciucchiando pi in l con un giovanotto che se la filava.
Se ho ben capito, la ragazza decide di comprare un gelato per s e un altro per la piccola. E tutto questo mentre la filippina o sudamericana....
Se la spassava con il ganzo.
Me la puoi descrivere?.
Una biondina, portava un giubbetto rosso.
Hai detto rosso?.
S, perch?.
Niente. Prosegui.
Ti ricordi quando  poi cominciato il parapiglia?.
Qualche minuto dopo.
Ed  stato allora che hai visto Cominotti mentre....
Lo stavano menando.
A sto punto mi devi dire dove abita la bambina. Essendo minorenne, i giornali non ne hanno pubblicato il nome e tanto meno lindirizzo....
Di preciso non saprei. Una volta ho per sentito la governante che al telefonino diceva: Chiamami esta tarde a San Bartolomeo....
Un po vago.
Potrebbe essere via San Bartolomeo degli Armeni, una strada non lontana da qui.

4.

Certo che circolare a Genova non  facile....
Marisa aveva detto finalmente la sua, dopo essersi destreggiata al volante per lintero pomeriggio.
Per giunta, sento un rumore strano e insolito al motore che non mi convince per niente....
Ma non dovevamo fare il tagliando prima di partire?, se ne usc Sebastiano con quel suo modo di dire che faceva andare in bestia.
Dovevamo? Ma tu lhai fatto?.
Io no, credevo che tu....
Visto come si mettevano le cose, a quel punto si intromise Serena per impedire dallinizio un possibile litigio fra coniugi. Si sforz dessere imparziale, anche se si sentiva di prendere le parti dellamica.
Non mi sembra il caso di farne un affare di Stato. Un amico di mio marito lavora alla concessionaria; la macchina possiamo farla vedere a lui, potete stare tranquilli....
Marisa la guard con sguardo grato. Non era del resto la prima volta che i Vitale avevano da ridire fra loro, per motivi quasi sempre futili. Nel caso della macchina, le rispettive posizioni erano pressappoco queste: lei sosteneva che era cosa da uomini; lui che ribatteva: Ma se sei sempre tu a usarla....
In effetti, a Sebastiano piaceva poco o punto mettersi al volante; quando poteva evitarlo, lo faceva volentieri. Durante il servizio, si faceva portare dal giovane Leonardi, il carabiniere di leva: un mantovano che sapeva tutto sui motori e non solo su quelli, un appassionato di Formula Uno che non si perdeva mai un Gran Premio, anche soltanto in televisione.
Per cercare di stemperare i cattivi umori, Vitale decise di sentire Cherasco:
Pronto, sono il maresciallo, passami il brigadiere. Martusciello? Come vanno le cose?.
Niente di particolare da segnalare. Tutto normale....
Com il clima?.
Il sottufficiale non cap se il superiore alludesse al tempo o ad altro.
Freddo e secco. Gi si sentono le lamentele; non nevica, non piove e qualcuno comincia a preoccuparsi per la siccit.
Niente di nuovo,  sempre cos; si lamentano quando fa freddo e quando fa caldo.
Prima che mi dimentichi: il colonnello lha cercata al telefono.
Ha detto per cosa? Devo richiamare?.
No. Quando gli ho riferito che lei si trova a Genova ha detto: Lo so, ci sentiamo quando ritorna.
Mi sembra strano.
Pure a me.
Ha telefonato anche il sostituto dottoressa Maggi; cercava espressamente di lei.
Credo di saperne il motivo. Casomai la richiamo io. Ora fammi parlare con il nostro esperto di motori. Leonardi?.
Dopo aver descritto sintomi e sentito pareri, Vitale pronunci la sua sentenza:
 meglio andare in officina.
Serena lo guard stupita. Marisa fece invece una faccia pi risentita che scettica; conosceva il suo pollo, lo sapeva capace di impuntarsi su cose irrilevanti. Soprattutto andava fuori dai gangheri quando si accorgeva che una cosa sostenuta da lei aveva valore soltanto se confermata da altri. Come nel caso dellautomobile: doveva essere Leonardi a suggerire che ci voleva il meccanico. Finch era lei a dirlo...
Dove si trova la concessionaria?.
In via Adamoli, rispose Serena, come se tutti sapessero.
Sebastiano sgran gli occhi, non lo fece felice lidea di guidare nel traffico della citt; guard la moglie e ne ebbe una tacita espressione che voleva dire: Stavolta te la sbrighi tu.
Vedi di fare in fretta. Lo sai che qui, oltre una certa ora, non si pu pi parcheggiare.
Lo so; ed  anche per questo che mi secca muovere la macchina.
Sebastiano stava imparando regole e comportamenti che i genovesi abitanti di certe zone conoscono a menadito: come quella di non spostare lauto parcheggiata se non per casi veramente urgenti. Al ritorno, c infatti rischio di non trovare pi posto. Gli avevano in particolare dato da pensare alcune autovetture nei dintorni che avevano tutta laria di essere abbandonate. Fosse dipeso da lui, avrebbe approfondito, fatto ricerche sui proprietari. Quando ne parl con Serena, si sent rispondere:
Forse  gente imbarcata che lavora sulle navi, che torna a casa ogni tanto....
Sebastiano rimase a bocca aperta, ebbe limpressione di aver fatto la figura del carabiniere ottuso e sospettoso. Come per farsi perdonare, disse alle due:
Se non sapete dove andare, fate un salto in via San Bartolomeo degli Armeni. Mi hanno detto che  una bella zona....
La moglie gli diede uno sguardo poco benevolo. Sebastiano le fece un gesto, come per dire: Poi ti spiegher.
Vitale si mise infine al volante, di malavoglia. Sera s fatto spiegare, ma tra il dire e il fare...
Ora dovrei andare in piazza Manin e poi in via Montaldo. Aiuto! Speriamo bene....
Procedeva a velocit pi che moderata; ogni tanto si beccava strombettate da parte di automobilisti spazientiti. Nei pressi del cimitero, ricord quanto in proposito detto da Serena: poi vai sempre diritto, non puoi sbagliare.
Una parola, con sto traffico....
Mentre procedeva lentamente tutto sulla destra, sul marciapiede vide la ragazza bionda con il giubbetto rosso. Era lei, senza dubbio, anche se stavolta il cane che teneva al guinzaglio non era il medesimo della sera precedente. Rallent e segu con lo sguardo: prima di allontanarsi, la vide armeggiare su un motorino fermo pi avanti. Ne rimase piacevolmente sorpreso. Ora il traffico non gli sembrava tanto caotico; forse perch si trovava alla periferia estrema della citt.
Giunto alla concessionaria, il conoscente di Serena lo accolse cortesemente.
Ci vorr il suo tempo, disse dopo essersi reso conto.
Fa niente, tanto non potrei muovermi.
Mentre aspettava, tir fuori il cellulare.
Avvocato Barrieri, ha un momento....
Sto entrando in aula.  urgente?.
Vorr dire che ci risentiremo....
Con Setembrin era rimasto inteso:
Se rivedi la baby sitter con la bambina, mi raccomando: chiamami subito. Ti lascio il numero del mio cellulare. Naturalmente sarai rimborsato.
Il titolare del chiosco alz le spalle. In seguito fu di parola. Mentre aspettava alla concessionaria, Vitale apr il coperchietto del portatile e si sent dire:
 qui.
Riconobbe la voce.
Vengo subito.
Voleva aggiungere: nel frattempo trattienila; ma non ne aveva lautorit. Si fece chiamare un taxi; a quelli dellofficina disse:
Quando avete finito con la mia macchina, tenetemela da parte. Vengo pi tardi, ora ho un affare molto urgente da sbrigare.
Lauto pubblica fil spedita fino a Staglieno, subito dopo rimase imbottigliata nel traffico. Il maresciallo friggeva, non stava nella pelle.
Non conosci qualche scorciatoia, disse mostrando la sua tessera di riconoscimento.
Lautista fece retromarcia; zigzagando fra le auto incolonnate imbocc strade e stradine che Vitale non avrebbe saputo citare in un eventuale rapporto.
Mi fido di te..., disse rassegnato.
Quando meno se laspettava, si trov in via Assarotti; riconobbe poco dopo il monumento equestre di piazza Corvetto.
Va bene, lasciami qui.
Pag la corsa e si mise a correre verso il sottopasso pedonale. Setembrin gli fece segno con il mento; si volt e vide la bambina su uno scivolo. Senza perderla docchio prese posto su una sedia di plastica vicina al chiosco.
Fammi un buon caff, ora ne ho bisogno....
A fine cena, dopo aver lasciato le due amiche nelle loro interminabili chiacchiere, Vitale si affacci alla finestra. Dopo un po, richiuse, anche perch nel frattempo laria si era rinfrescata. Alz lo sguardo verso il mare, vide nuovamente la grande nave e se ne convinse: era sicuramente un traghetto che passava sempre alla medesima ora.
Gli venne voglia di fare due passi; avvert e usc di casa. Le due donne lo guardarono silenziose; poi ripresero i loro conversari, come se niente fosse. La moglie era ormai avvezza a non stupirsi delle sue improvvise decisioni che lo portavano, da un momento allaltro, a uscire precipitosamente senza neanche giustificarsi.
Dopo aver chiuso il portone, rimase incerto. Non aveva una meta precisa, anche se sotto sotto desiderava  pur non sapendone il perch  rivedere la ragazza col giubbetto rosso. Era in preda a una delle sue fissazioni che lo prendevano quando non riusciva a spiegarsi alcune cose. Si domandava: non far mica la accompagnatrice di cani per professione; lanimale era suo oppure no?
Via Cancelliere era deserta, passava una macchina ogni tanto. Rimase a guardare le luci della citt. Si domand dove poteva essere via degli Armeni, lo stesso luogo dove qualche ora prima aveva seguito bambina e governante.
Mentre si trovavano al parco, non le aveva perse di vista nemmeno per un istante. Osservava in particolare la ragazza che gli sembrava nervosa e circospetta. A un certo momento la vide aprire una borsa termica e tirare fuori cibarie e bevande. Chiam la bimba e le dette da mangiare. Anche in quei semplici gesti tradiva agitazione, un affanno non giustificabile: tutte cose che non sfuggivano alla puntigliosa osservazione del maresciallo che annotava mentalmente ogni particolare.
Non passavano inoltre due minuti senza che la baby sitter chiamasse a s la piccola, le sistemasse gli abitini. Ce nera abbastanza per trarre una precisa conclusione: la giovane extracomunitaria era inquieta, sembrava impaurita.
La riprova Vitale lebbe subito dopo, quando un aitante giovane le si avvicin. Appena lo vide, la ragazza gli rivolge un gesto stizzito che sembrava invito perentorio ad allontanarsi e non farsi vedere con lei. Una nanerottola bruttina che scaccia in malo modo un bel ragazzo che sicuramente conosce: figurarsi se un curioso a cui non sfugge mai niente non lo rimarcava...
Nonostante la ritrosia della ragazza, il bellimbusto riusc finalmente ad ammansirla. Sedette accanto a lei e, tenendola per i polsi come per non farla scappare, cerc di rassicurarla. Quando verso le undici e mezzo se ne andarono, ciascuno per strade diverse, Vitale segu le due. Dopo averle viste entrare in un palazzo elegante e signorile, si segn la strada: via San Bartolomeo degli Armeni. Il buon Setembrin laveva dunque imbroccata.
Decise allora di aprire le orecchie, sentire i discorsi della gente. Pur avendo i giornali pubblicato solamente le iniziali della bambina, era prevedibile che la voce sulla vera identit si fosse sparsa. Scorse una bottega di alimentari e rimase a osservare chi andava e veniva. Visto che la porta rimaneva aperta, si decise a entrare.
Come prevedeva, la brutta esperienza toccata alla piccola era tuttora argomento di discussione. Fece la parte del tonto, come nei casi in cui non voleva apparire. Interrompendo una donna dalla voce tonante, con candore se ne usc?
Perch, che cosa  successo?.
Fu guardato con meraviglia da tutti.
Ma come, non lo sa..., rispose luomo dietro il banco.
Vitale fece spallucce, poi si sent investito da una specie di diluvio verbale. Ognuno sparava la propria versione. Sul caso della bimba addirittura brutalmente violentata emersero valutazioni e giudizi i pi avventati. Il povero Cominotti fu dipinto come delinquente abituale, violentatore extracomunitario, pendaglio da forca.
Il maresciallo parve indifferente, ma su quanto detto da una donna che aveva tutta laria duna collaboratrice familiare, sofferm la sua attenzione. Le aveva sentito dire: Poveretta, oltre tutto con la sua malattia.... Quando usc dal negozio la segu; avvicinatosi, le domand:
Perch ha detto che la bimba  ammalata, di cosa soffre?.
La donna non parve sorpresa e, con laria di una che vuole darsi importanza, rispose:
Di acetone. Se non stanno attenti a cosa mangia, le possono venire brutte crisi, andare perfino in coma.
E s, poveretta, comment Vitale, come se fosse al corrente.
Ma lei come fa a sapere, lavora in casa della bambina?.
No, ma conosco una delle loro cameriere.
Sebastiano non insistette; fece alcuni passi e accese il telefono portatile. Chiam il dottor Perissinotto, lamico di famiglia da poco diventato primario di ospedale; gli domand informazioni sullacetone e i suoi effetti sui bambini.
Rientrato a casa di Serena, sembrava di buon umore; partecip perfino alle vivaci chiacchiere in libert. La sua mente era per altrove; continuava a rimuginare su quanto saputo dal dottore: anche un semplice gelato, soprattutto al cioccolato, pu provocare conseguenze gravissime. Il bambino che soffre di acetone (aveva pure detto il termine scientifico) presenta quasi immediatamente sintomi di soffocamento, perde conoscenza. Gli effetti passano quasi sempre senza conseguenze; ma rimane lo spavento dei genitori, il terrore che il fatto possa ripetersi con esiti fatali.
Per entrare nella conversazione fra le due donne, raccont della ragazza con il cane al guinzaglio vista nei pressi della concessionaria, la medesima notata sotto casa la sera prima.
Con ogni probabilit  una volontaria, rispose Serena.
Volontaria di che?.
Del canile municipale. Ci sono persone giovani, ma anche di et, che si offrono per portare a spasso i cani. Per un po di tempo cero andata anchio, con i bambini. A loro piaceva; quando tornavamo a casa, ci sembrava daver fatto una buona azione. La felicit delle bestiole quando gli mettevi il collare gliela leggevi negli occhi....
Marisa e Sebastiano si scambiarono un tenero sguardo. Avevano appena appreso un modo per rendersi utili, alleviare le condizioni del prossimo; anche se si trattava di quadrupedi che scodinzolano alla vista di un guinzaglio capace per un po di tempo di toglierli dalle gabbie, dando loro la sensazione di avere un padrone a cui dare il loro immenso e disinteressato affetto.

5.

Occorreva fare il callo alla novit del letto; a ogni nuovo giaciglio, Sebastiano doveva fare labitudine. Nel dormiveglia, gli era perfino capitato di sognare, forse per effetto dei prelibati pansotti al sugo di noci che Serena aveva preparato per cena. Gli apparve la ragazza con il cane; mentre tentava di avvicinarla, di parlare con lei  come accade in ogni sogno che si rispetti  si dest. Prima di prendere nuovamente sonno, fece ordine nei propri pensieri e qualche conclusione riusc a trarla.
La donna incontrata nel negozio gli aveva fornito un ottimo spunto. La successiva telefonata a Perissinotto (fra laltro, si era in modo imperdonabile dimenticato di fargli le congratulazioni per la sua nomina a primario) fu molto istruttiva.
Prima di allora, Vitale di acetone sapeva in pratica niente. Scopr che ne sono colpiti soprattutto i bambini che hanno una cattiva alimentazione dovuta a eccesso di dolciumi; nei casi pi gravi pu perfino sopravvenire il coma. Alla precisa domanda: pu essere dovuto a un gelato ricoperto, la risposta immediata fu:
Altroch! Nei casi di acidosi, i genitori devono stare molto attenti che i loro bambini non mangino soprattutto caramelle e cioccolato.
Vitale si segn mentalmente di domandare allavvocato Barrieri se la bambina era stata sottoposta a visita medica. Prima di chiudere gli occhi, riusc ancora ad immaginare la scena: la ragazza col giubbetto rosso che offre il gelato, mentre pi in l la baby sitter amoreggia con il galante. Di Setembrin non cera da dubitare che fosse un attento fisionomista, come capita spesso a chi ha da fare con il pubblico.
Lindomani, Marisa era alzata da un bel po quando si precipit nella stanza dove il marito stava ancora dormendo.
Seba, svegliati....
Eh, che c....
La moglie aveva in mano una copia sventolante di giornale.
Guarda qui. C qualcosa che sicuramente ti interessa: un bel delitto, come quelli che piacciono a te... Una ragazza trovata uccisa. Non si sa chi . Unico indizio: indossava un giubbetto rosso....
Pronto, mi dia lavvocato. Barrieri, sono Vitale.
Maresciallo! Proprio a lei stavo pensando. Volevo chiamarla per dirle che  stata fissata la data delludienza preliminare.
Mi compiaccio. C per una cosa che vorrei sapere e che per lei non dovrebbe essere difficile appurare. Dopo la presunta violenza, la bambina  stata sottoposta a perizia medica?.
Barrieri sembr cadere dalle nuvole; rimase muto per un po.
Avvocato,  ancora in linea?.
S, s. Stavo facendo mente locale.
Pu procurarsi copia del referto medico?.
Se c, certamente.
Mi far sapere?.
Stia pur certo.
Dopo aver abbassato il ricevitore, lavvocato disse fra s:
Referto medico: e chi ci aveva pensato....
Al volante, Serena era  almeno secondo il metro di giudizio di Sebastiano  sin troppo disinvolta. Filava veloce nel traffico, nei sorpassi appariva talvolta spericolata. Si era offerta di accompagnare fino alla concessionaria. Lautovettura era rimasta l, dopo la fuga  che definire precipitosa non era esagerato  del maresciallo.
Quando sei nei pressi del canile, puoi fermarti?. Serena annu e poco dopo rispose:
Ecco, ci siamo.
Svoltarono a destra. Nei pressi dellentrata si vedevano alcuni cani tenuti al guinzaglio da improvvisati accompagnatori. Il suolo era costellato di deiezioni. Cera da pensare che gli animali, non appena fuori dalle gabbie, si lasciassero andare a una specie di rilassatezza emotiva che li portava a scaricarsi degli ingombri intestinali.
Vitale scese e fece segno di volere entrare, ignorando a bella posta la faccia contrariata di sua moglie.
Vitale, pur privo della divisa, aveva non di meno una faccia da questurino o carabiniere che di pi non si poteva.
 venuta da voi una ragazza?.
Ne vengono tante....
S, ma questa vestiva un giubbetto rosso, era bionda, con i jeans azzurri.  stata qui ieri, intorno alle undici.
Ma allora  quella che ha preso Bill....
Bill?.
S, il cane che compare su Teleligustica. Non lha mai visto?  diventato un divo.
Viene tutti i giorni?.
Proprio ogni giorno no; diciamo sovente.
Prende sempre il solito animale?.
Talvolta. Ieri mattina ha chiesto di lui, dopo averlo evidentemente visto in televisione. Lo ha poi riportato verso mezzogiorno.
Signora....
Sonia.
Grazie per la sua cortesia... Ancora una curiosit: la ragazza come viene fin qui? In macchina, con lautobus....
Di solito, col motorino.
Vitale si allontan.
Credevamo di vederti ritornare con un cane..., gli disse sua moglie in tono acidamente ironico.
Lui fece finta di niente; si rivolse poco dopo a Serena:
Puoi portarci fino al luogo dove il giornale dice che  stato trovato il corpo senza vita della ragazza?.
Le due si guardarono perplesse. Marisa alz sconsolata le spalle e aggiunse:
Serena: porta pazienza, siamo due bei rompiballe....
Ma la tua macchina?, obiett lamica.
Dove si trova non mangia e non beve. Vorr dire che ci andr domani o unaltra volta.
Salito a bordo, Vitale ritorn sullarticolo di cronaca.
Qui dice che il cadavere  stato trovato nei boschi di Lumarzo. Ci si pu arrivare su questa strada?.
S, non  difficile.
Lauto ripart di scatto, con una sgommata sullasfalto. Marisa e Sebastiano furono sballottati. Quasi volesse farsi perdonare per il disturbo, Vitale butt con indifferenza:
Penso proprio che per tuo padre ci siano buone notizie....
Per tutta risposta, Serena schiacci ancora di pi il pedale dellacceleratore.
Prime pagine di giornali e televisioni non si erano risparmiati sulla notizia del rinvenimento della ragazza assassinata e ancora senza nome. Come capita sovente in mancanza di precise informazioni e sullonda emotiva che si scatena nella pubblica opinione, i giornalisti andarono pesanti nel riportare particolari, alcuni dei quali inventati di sana pianta allo scopo di alimentare la sensazione. Pur facendo la tara che lesperienza gli suggeriva, Vitale una certa convinzione la stava comunque maturando.
La ragazza era stata rinvenuta senza vita in una localit boscosa situata nel Comune di Lumarzo. La poveretta presentava ferite da arma da taglio inferte selvaggiamente sul torace e in altre parti del corpo. Secondo le prime ricostruzioni, cera il sospetto che fosse stata prima violentata e poi vittima di un raptus omicida. Sul posto erano intervenuti i Carabinieri di Recco, in seguito a una segnalazione anonima. Eseguiti gli accertamenti di rito, la salma era stata posta a disposizione per lautopsia.
Dopo aver dato una scorsa al giornale che Marisa gli aveva portato mentre era ancora a letto, Vitale ebbe limpulso di percorrere il tratto che separa il canile dal luogo del delitto. Sullauto di Serena prese posto dietro e in quella posizione ebbe modo di osservare il paesaggio, senza venire troppo distratto dalle chiacchiere delle due che non avevano veramente mai fine. A un certo punto, la strada si addentr in una zona alberata, tappezzata di foglie morte e ricci di castagne. Con la sua formidabile capacit di intuizione, Sebastiano si convinse di aver grosso modo ripercorso lultimo tratto fatto dalla vittima prima della sua morte. Domand a Serena:
Qui ci si pu arrivare anche da altre strade?.
Volendo dalla parte del mare, passando per Recco. Ma  pi lunga....
Da buon investigatore, sul commissario Leoncilli Vitale volle preventivamente sapere et, personalit e abitudini. Lavvocato Barrieri conosceva il funzionario di Polizia per averci avuto che fare pi di una volta. Se lera trovato come testimone daccusa in alcuni processi. Secondo quanto riferito al maresciallo, era persona di buon senso, con i piedi per terra, per nulla smanioso di protagonismo. Gli si poteva dare cinquantanni. Era sposato con una ispettrice che prestava servizio in questura; non avevano figli e questo particolare  almeno secondo Barrieri  era uno dei motivi che gli conferivano una certa espressione malinconica.
A causa dei diversi orari con sua moglie, era lui stesso che andava di solito a fare la spesa; non si tirava indietro nemmeno nei lavori di casa. Memorabile fu il caso in cui, chiamato durgenza, si era infilato nella Pantera della Mobile con il grembiule di massaia ancora addosso. Bastarono tuttavia poche indicazioni per consentire al maresciallo di farsene unopinione. Ricorreva al suo sesto senso che col tempo aveva imparato a dominare e a temperare, senza incorrere negli errori di precipitazione commessi in passato che pi di un guaio gli avevano arrecato.
Il commissariato di piazza Matteotti ha sede in un fabbricato moderno che fa a pugni con lausterit della sede arcivescovile e la sontuosit di Palazzo Ducale, due fra i pi famosi edifici di Genova situati a un tiro di schioppo. Vitale vi trov unatmosfera ben diversa dalla sua tranquilla stazione di Cherasco. In uffici e corridoi cera agitazione, si sentivano voci concitate. Agenti in divisa e altri in maniche di camicia passavano continuamente con gente di tutte le risme. Una semplice scrivania separava talvolta pacifici cittadini che denunciavano lo smarrimento di documenti da delinquenti ammanettati e con facce sprezzanti. Blocc fisicamente un giovanotto con i capelli dritti, vestito come un punk; nonostante il suo aspetto inconsueto in un commissariato, lo aveva subito catalogato come agente infiltrato.
Posso parlare con il commissario Leoncilli?.
Primo piano, quarta porta a destra. Si faccia annunciare.
Prima che potesse domandare a chi, si sent nuovamente come un provinciale smarrito nella grande citt. Non si perse danimo. La quarta porta non la trov subito; dietro langolo cera infatti un altro corridoio, con tanti usci uno dietro laltro. Quando finalmente vide la targhetta con il nome, fu colto da un dubbio amletico: farsi annunciare o non farsi annunciare. Si decise e buss.
Avanti.
Permesso, il commiss....
Non termin la frase, dopo aver visto una poliziotta che stava scartabellando negli schedari di un armadio.
Al momento non  in stanza. Se vuole aspettare... fuori.
Sebastiano chiuse dietro a s la porta, con delicatezza; rimase come un pesce fuor dacqua. In quellala di edificio, i rumori giungevano attutiti. Aveva caldo, avvolto comera nel cappotto pesante che Marisa gli aveva imposto prima di partire, nonostante le sue obiezioni che a Genova sarebbe stato di troppo. Oltre tutto, gli era pure venuto il crampo alla gamba, un piccolo malanno che si faceva sentire ogni tanto e allimprovviso. Batt ripetutamente il piede sul pavimento e si massaggi il polpaccio. Mentre si trovava nella inusuale posizione, sent dire:
Sta aspettando qualcuno?.
Si volt imbarazzato, come preso in flagrante durante un atteggiamento sconveniente.
Dottor Leoncilli?.
In persona.
Posso conferire?.
Il commissario lo squadr, fu sul punto di fargli presente che doveva annunciarsi. Alla fine disse:
Si accomodi.
Lufficio prima soltanto sbirciato era del resto prevedibile, perfino nellodore: sedie e scrivanie di legno chiaro, mobili metallici con tanti cassetti, il ritratto del presidente della Repubblica appeso a una parete.
In cosa posso esserle utile?.
Sono un collaboratore dellavvocato Barrieri, il difensore di Renato Cominotti....
Leoncilli guard da sopra le lenti a mezzaluna che si era nel frattempo appoggiate al naso. Rimase silenzioso. Passarono secondi che parvero ore. Lirreale atmosfera fu interrotta dal tonfo di una pratica caduta di mano alla poliziotta.
Lei per non  un semplice collaboratore, aggiunse Leoncilli.
Vitale fece una smorfia, come preso in castagna.
In effetti, no. Sono un maresciallo dei Carabinieri. Mi trovo a Genova per aiutare un amico di famiglia. Preciso subito che non ho alcun incarico ufficiale, sono qui come privato cittadino.
Segu un altro lungo silenzio, forse dovuto alla tattica dilatoria usata solitamente dal commissario. Poteva per pure essere perch questi aveva intuito che davanti a lui non cera uno qualsiasi. A Roma si sarebbe detto che aveva svagato.
I due si annusarono, misero in azione tutti i loro misteriosi congegni di intuizione e psicologia di cui erano in possesso. Commissari di Polizia e marescialli dei Carabinieri di lungo corso possiedono eccezionali capacit di valutare immediatamente situazioni e persone; la loro esperienza umana e professionale fatta di buon senso e positivo scetticismo li porta a vedere dove altri non vedono, a essere cauti quando tutti si entusiasmano.
Vitale si era nel frattempo ricomposto, scrollandosi lespressione goffa con la quale si era poco prima fatto sorprendere, al punto di perderci in dignit.
Dunque maresciallo, che posso fare per lei?.
Vorrei innanzi tutto chiarire la mia posizione: non sono qui per chiedere, ma per dare.
Dare? E che cosa....
Elementi utili alle sue indagini. Alcuni particolari non le sono forse stati del tutto chiariti.
Mi vuole dire che lei  convinto dellinnocenza di Cominotti?.
Non solo ne sono convinto, ma ho addirittura le prove. Perlomeno, se non prove, consistenti indizi.
Leoncilli si gratt la testa, nello stesso momento in cui guard verso la finestra; si comport esattamente come Vitale avrebbe fatto al suo posto. Rivel tacitamente in sostanza tutte le perplessit, finora tenute per s, sulla colpevolezza dellanziano pensionato.
Il maresciallo si sent autorizzato a proseguire.
 al corrente che la bambina... A proposito, posso almeno sapere il suo nome di Battesimo?.
Ellen.
Appunto. Lo sa che soffre di acetone, in una forma acuta e pericolosa; le basta infatti un gelato al cioccolato per perdere i sensi, cadere addirittura come morta?.
E lei come fa....
Mi creda sulla parola. Del resto, pu sincerarsene anche lei; ci sar sicuramente scritto in qualche cartella clinica. A proposito,  stata ricoverata per accertamenti dopo il fatto, e dove?.
Al Galliera....
Scusi la mia ignoranza di Genova; presumo che sia un ospedale....
Leoncilli fece un gesto, come per dire che il luogo era ininfluente; poi prosegu:
Vabb, avr pure lacetone, ma....
Non fin la frase, gli venne in mente che in tutta la vicenda un gelato aveva la sua importanza. Si mise a braccia conserte, richiam la poliziotta che stata parlando ad alta voce al telefono.
Secondo laccusa, il Cominotti  con fini subdoli  avrebbe offerto il gelato alla piccola. Se ricordo bene, ci  quanto sostenuto dalla baby sitter che ha riferito di avere personalmente assistito al fatto.
Il commissario fece una smorfia di meraviglia. Rispose:
Dovrei rileggere il verbale....
Se mi consente, le d io una verosimile versione. Quella mattina, come altre, Ellen va ai giardini con la sua accompagnatrice. Questa dopo un po si incontra con un giovanotto e con lui si apparta. Nel frattempo arriva una ragazza dallaspetto pulito e rassicurante; attacca discorso con la bimba, va al chiosco e le compra un gelato che Ellen ingoia voracemente forse perch per lei era una rarit. Bastano poi pochi minuti. Si sente male, le vengono le convulsioni, accusa gli effetti del cioccolato che per lei  veleno. A quel momento entra in scena Cominotti che si trova l vicino, seduto su una panchina. Vede la piccola a terra, con tutti i sintomi di un malanno che pu essere gravissimo. Allora che ti fa? Si butta generosamente verso di lei, le pratica la respirazione bocca a bocca e il massaggio cardiaco, come del resto aveva imparato a fare alla Croce Verde dove era volontario. A proposito, lo sapeva?.
Croce Verde?, aggiunse sbalordito il commissario.
Leoncilli mise fra le labbra una sigaretta senza accenderla, come aveva visto fare in un film poliziesco dal detective di turno.
Pu pure essere; ma lei come fa a dire certe cose....
Per un motivo semplicissimo: me lo ha riferito il gestore del chiosco, quello che chiamano U Setembrin. Ricorda bene il particolare del gelato, saprebbe riconoscere la ragazza che ha provocato, involontariamente o no, il malore alla piccola Ellen.
Setembrin? Cose da..., aggiunse sconsolato il commissario.
A questo punto si pu spiegare come il gesto di altruismo del Cominotti possa esser stato scambiato per aggressione a sfondo sessuale. Si pu anche capire perch la governante extracomunitaria, resasi conto della sua negligenza, abbia tentato di addossare le colpe di quanto accaduto al primo capitatole a tiro. Chiss quante volte avr sentito i genitori della bimba che si raccomandavano: Ellen non deve assolutamente mangiare dolci e gelati....
Leoncilli and alla finestra; pass il dito sul vetro, per togliere un granello di polvere e forse darsi un contegno. In poche ma efficaci parole, quel tale che diceva di essere un maresciallo aveva probabilmente smontato un castello di accuse che sembrava solido come roccia. Ma s! Era proprio in quel modo che potevano essersi svolti i fatti. Daltra parte, per quanto poteva conoscerlo, Cominotti non gli sembrava il tipo del pedofilo che adesca le bambine in un giardino pubblico.
Ma perch non si  discolpato, non ha fornito la sua versione, aggiunse senza muoversi e con voce accorata, dopo che gli erano venute in mente le uniche parole pronunciate da Cominotti durante il suo interrogatorio: Come sta la bambina... Sul momento gli erano sembrate incomprensibili, ma ora assumevano un significato del tutto diverso. Vitale aggiunse:
Mettiamoci nei panni di una persona perbene, improvvisamente investito da male parole e della furia della gente. Mi sbaglier, ma secondo me oltre a botte e invettive non ricorda niente di quel che gli  successo. Non escludo che possa addirittura sospettare di averle veramente fatte le cose di cui  accusato, forse in un momento di offuscamento mentale....
Il commissario torn a sedersi.
Cosa intende fare?.
Io proprio niente;  lei che casomai....
Credo che una tosta come la Maccara si possa anche convincere. Maresciallo, complimenti per la sua eccezionale acutezza. Posso fare qualcosa per lei?.
Potrebbe s, aggiunse Vitale in tono sibillino.
E che cosa....
Andare dalle parti del canile di via Dalmazia e recuperare il motorino della giovane che  stata trovata assassinata....

6.

Dopo averci pensato a lungo, Vitale si decise infine a dare la sua preziosa informazione a Leoncilli. Allimpulso iniziale di fornirla agli appartenenti della propria Arma  come in un primo tempo gli era sembrato logico  aveva poi deciso di riferire al commissario, soprattutto dopo averlo conosciuto e avergli parlato.
Fra i due si era instaurato un immediato feeling; per et, esperienza, indole e modo di vedere le cose si erano accorti di avere molti punti in comune. Leoncilli rimase colpito dallacume e dallo spirito di osservazione del maresciallo; fu favorevolmente impressionato soprattutto dal suo esordio:
Lei di nome fa....
Leoncillo.
Leoncillo Leoncilli: non si chiamava cos anche un noto radiocronista della Rai?.
Siamo parenti, alla lontana....
Al commissario capitava ormai raramente che qualcuno gli ricordasse lomonimia di cui si faceva vanto, soprattutto agli inizi della sua carriera. Tante volte si era infatti sentito dire:
Ma lei  il giornalista....
Quelle erano per cose che capitavano quando la radio era ancora sentita da tanta gente, prima che la televisione prendesse il sopravvento.
Del resto, a Vitale non era mancata una certa dose di ruffianeria allo scopo di farsi buono il commissario; sul caso Cominotti sera messo in testa di andare a fondo, di l da testimonianze e rapporti ufficiali. Dopo aver sentito lacuta ricostruzione del maresciallo, Leoncilli si sarebbe dato i pugni in testa; anche se a lui e ad altri come lui sarebbe comunque stato difficile non tenere conto delle circostanze. Il maniaco dellAcquasola era infatti stato preso, placati organi di stampa e pubblica opinione; telefonate di semplici cittadini e sollecitazioni dallalto avevano finalmente trovato soddisfazione...
Dopo essersi accorto che le sue parole avevano fatto breccia, Vitale volle a modo suo  del resto, faceva quasi sempre di testa sua  compensare il commissario. Gli diede la chicca del motorino della ragazza uccisa: ipotesi al momento ardita, ma sulla quale avrebbe scommesso. Di fatto, la successiva telefonata di Leoncilli al dirigente della Mobile e soprattutto il ritrovamento del ciclomotore nel luogo indicato fecero fare una gran bella figura al commissario; al punto che lo stesso questore lo convoc per avere delucidazioni.
Leoncilli se lera cavata accennando a segnalazioni da parte di occasionali passanti rimasti anonimi: era quasi la verit, dal momento che lo stesso Vitale si era raccomandato di rimanerne fuori.
Alla fine del colloquio, i due si erano intesi e piaciuti. Venne loro spontaneo di darsi del tu. Nel congedarsi, Vitale gli aveva detto:
Io d una mano a te, tu....
Contaci. Oltre tutto, le accuse a Cominotti non mi hanno mai convinto del tutto.
Il maresciallo aveva ancora impressa lespressione umana e bonaria del commissario, quando da casa di Serena telefon allavvocato. Prima si sincer, in un eccesso di prudenza, che lapparecchio non fosse sotto controllo; non fu difficile assicurarsene.
Nellapprendere gli ultimi sviluppi, Barrieri fece salti di gioia. Rimaneva tuttavia da convincere il sostituto procuratore, una che quando si metteva in testa qualcosa... Questo era per affar suo, ci avrebbe pensato lui stesso. Allo stato dei fatti, si convinse, era pure realistico pensare che non si sarebbe nemmeno andati alludienza preliminare.
Se ho ben capito, si tratta ora di appurare se la bambina soffre veramente di acetone: cosa che si pu tranquillamente fare sentendo i genitori o il medico di famiglia, sempre che non entrino in ballo il segreto professionale e menate del genere. Molto importante  comunque trovare la ragazza che ha offerto il gelato, anche se non sar facile....
Avvocato, dica pure impossibile.
Vitale non volle approfondire, ma aggiunse:
Non sarebbe male saperne di pi sulla baby sitter: una che alla luce dei fatti si pu definire perlomeno reticente, se non spergiura. Non  stata sincera; mentre doveva sorvegliare la piccola, se la stava spassando con il moroso.
Maresciallo non si preoccupi. Se mai andiamo al processo, quella la smonto io.
Mentre erano a tavola, Serena moriva dalla voglia di sapere, ma non osava domandare. Sebastiano la lasci volutamente sulla graticola, non fece sapere nulla delle sue indagini. Le concesse unicamente cenni rassicuranti e di ottimismo, comportandosi nello stesso modo che faceva solitamente andare in bestia sua moglie. La semplice idea che lui le tacesse certe cose che ad altri invece diceva scatenava sentimenti poco pacifici. I peraltro non frequenti litigi domestici avevano quasi sempre la medesima causa. Marisa era gelosa, non sopportava di rimanere alloscuro. Alla fine, rassegnata, ripeteva a se stessa una frase ricorrente: T piaciuto fare la carabiniera? Ora accontentati....
Con laria che tirava, non meravigli lannuncio di Sebastiano: Vado a fare due passi. Marisa decise di tacere, ma avrebbe pure voluto dirgli che quando si  in casa daltri...
Via Cancelliere, data lora, era intasata di auto in sosta. Vitale si mise a cercare la sua, ma poi ricord che si trovava in officina.
Spero non mi facciano pagare la giacenza....
Sorrise allidea di pensare come un genovese, almeno per quanto riguarda la parsimonia. Fu in quel momento che la sua attenzione si sofferm su un ragazzo a una decina di metri da lui; aveva un atteggiamento strano, inquieto. Faceva qualche passo in avanti e poi tornava indietro. Avvicinatosi, Sebastiano si accorse che aveva gli occhi spiritati, una faccia pallida e febbrile. Stava per dirsi: questo  belle fatto, quando si rese conto che il ragazzo si aggirava attorno a un certo albero: precisamente quello vicino al quale la ragazza si era fermata con il cane. Ora ricordava un particolare che prima gli era sfuggito: dalla finestra laveva vista appoggiarsi al tronco. A tutta prima, poteva sembrare un atteggiamento del tutto innocuo, perfino naturale, nellattesa che lanimale facesse i suoi bisogni.
Ora per il maresciallo si sarebbe sentito di dare uninterpretazione del tutto diversa, soprattutto dopo aver notato una cavit nella corteccia, nel punto preciso in cui la ragazza si sosteneva con la mano. Per uno come lui, non ci volle molto per subodorare qualcosa di losco, soprattutto quando vide il ragazzo in preda alle convulsioni. Fu allora che mise in atto un bluff improvvisato quanto spregiudicato:
Stasera non  potuta venire....
Con una smorfia di sofferenza, laltro rispose:
Quella, quella....
Ti senti male, posso fare qualcosa?.
Certo che sto male, senza la roba....
Io sono nuovo del giro, mi sto facendo le ossa....
Il giovane, in piena crisi di astinenza, domand:
Ma non ti hanno detto dove se ne pu trovare?.
Vitale esit. Si era impelagato in una parte avventata e tanto valeva andare fino in fondo. Il ragazzo non sapeva della sorte toccata alla sua abituale fornitrice. Il maresciallo lo intu e decise di sfruttare linsperata occasione.
Mi spiace, ma io di roba non ne ho. Sei certo che lei non labbia lasciata in qualche altro posto?.
Passava quando faceva buio.
I soldi li davi a lei?.
No, a un altro.
Prima andavi da lui?.
Stasera non lho trovato.
Se sai dove abita, possiamo cercarlo; forse di droga ne ha.
Trovare il cinese  difficile....
 uno che viene dalla Cina?.
No, ma lo chiamano cos....
Se almeno riuscissimo a metterci in contatto... E tu, com che ti chiami?.
Sergio.
Bene Sergio, vorrei aiutarti; ma non so come....
Il tossicodipendente era steso a terra, si rotolava come in un letto rovente; allo stesso tempo, tremava come su una lastra di ghiaccio.
Non puoi dirmi il vero nome del cinese?.
Ha un soprannome: il cigno.
Di solito dove bazzica?.
Dalle parti dellAcquasola....
Vitale si sent folgorato:
Sta a vedere che..., disse fra s.
Non hai il suo numero di cellulare. Potremmo andare da lui; ho la macchina qui vicino....
In un momento di lucidit, Sergio lo guard perplesso. Si era forse reso conto che quel tale spuntato dal nulla stava facendo troppe domande. Era per lunico che in quei momenti poteva essergli di aiuto per una necessit immediata e impellente: trovare una dose con la quale uscire dalla sua tremenda e insopportabile astinenza.
Dimmi almeno dove sta la ragazza... Quella che si chiama....
Marina.
Ce ne sono due: qual ?.
Adossi....
Appunto! Potremmo almeno andare da lei. Qualcosa da darti ce lavr sicuramente.
Abita in via Capraia....
Sergio si rannicchi, port le ginocchia tremanti allaltezza della bocca.
Ora non mi morire. Cerca di riprenderti. Dimmi almeno come si chiama luomo di Marina. Magari lui pu. Adesso gli telefono cos finisci di star male.
Gianni....
E poi?.
Treponti. Sta anche lui in via Capraia, non so altro....
Vitale cerc di rianimarlo, certo del resto che si trattava di fatica sprecata. Apr la cerniera del suo giubbetto, come per aiutargli la respirazione. Resosi conto che non aveva documenti o altro di interessante, si decise a telefonare al 118, il numero dellemergenza sanitaria.
Venite subito in via Cancelliere. C uno che sta male.
Lambulanza arriv poco dopo. Sentendo la sirena, Marisa e Serena si affacciarono incuriosite. Videro Sebastiano che dalla strada faceva gesti rassicuranti. Quando lautolettiga ripart, torn di sopra; prese lelenco del telefono.
Vediamo, Polizia di stato, commissariato centro....
Compose il numero.
Pronto, il commissario Leoncilli. Massima urgenza.
Un momento....
Passarono lunghi secondi, poi rispose una voce femminile. Vitale si convinse che era la poliziotta vista negli uffici del commissariato.
Non c, fu la secca risposta.
Il maresciallo non si perse danimo.
Sono quello che  venuto stamattina. Abbiamo parlato di motorini, ricorda?.
And a colpo sicuro, ben sapendo che la giovane in divisa, apparentemente distratta, non sera nella realt persa una sola parola di quanto i due uomini si erano detti.

7.

Sebastiano non si sentiva a suo agio, continuava a rigirarsi senza prendere sonno. Con sua moglie, si era sistemato nella stanza dei bambini di Serena che in quei momenti erano dalla nonna. Avevano occupato il letto a castello e lui si trovava disteso a mezzo metro dal soffitto. Si sentiva instabile e allo stretto, temeva in ogni momento di cadere; il suo ventre sfregava sulle sponde spigolose. Sar stata la novit del giaciglio o lagitazione: sta di fatto che, contrariamente a Marisa che di sotto stava addirittura russando, per lui invece non cera verso di dormire.
Con la mente ripercorreva il tratto di strada fino a Lumarzo. Ricordava la telefonata a Leoncilli che se ne stava tranquillo a teatro. Dopo essere riuscito a combinare i suoi orari con quelli della moglie erano finalmente riusciti ad andare allopera, ad avere una serata tutta per loro. Tutto preso in una delle arie pi toccanti della Traviata, il commissario sent vibrare il telefonino. Si alz dalla poltrona, sfil pestando qualche piede e sopportando le occhiatacce che gli venivano rivolte. Giunto nel foyer apr il coperchietto e domand:
Che c Lucia....
Lha cercata quel maresciallo. Dice che  urgente e se pu richiamarlo. Questo  il numero....
Vitale rifer per sommi capi. Leoncilli tir un sospiro di sollievo quando si rese conto che per lui non era necessario andarsene dal teatro, che si sarebbero visti lindomani. Stesso sollievo prov lispettrice  che vedeva ormai compromessa la sua serata di libert  quando vide tornare il marito con la faccia rassicurante.
A Vitale il commissario aveva detto:
Il motorino lo abbiamo trovato. Come poi facevi a sapere... Ma non divaghiamo. Il ciclomotore  stato riconosciuto da quelli del canile; era lo stesso che la ragazza uccisa usava abitualmente per andare da loro. Particolare curioso: era guasto, non  stato possibile metterlo in moto.
La targa?.
Risulta intestata a tale Giovanni Treponti....
Un momento: hai detto Treponti?.
S, perch....
Ti spiegher.
Con la sua non comune abilit di collegare fatti e personaggi, Vitale era in piena attivit mentale. Ricapitolando, la ragazza col giubbetto rosso va al canile con il motorino del suo ragazzo. Dopo aver portato a spasso lanimale, si accorge che il mezzo non riparte. Allora che fa? Molto probabile che raggiunga via Adamoli per prendere un autobus oppure fare lautostop. Se avesse preso la corriera si sarebbe diretta verso il centro citt. Per motivi al momento oscuri,  stata invece rinvenuta priva di vita a Lumarzo, nellentroterra dove il mare nemmeno si vede.
Sebastiano gesticolava, rivedeva come in un film i probabili spostamenti della ragazza; muoveva il dito indice da una parte e poi dallaltra, come per figurarsi un punto di partenza e laltro di arrivo. Gli ingranaggi del suo cervello erano in moto. Il suo eccezionale senso deduttivo lo fece infine propendere per uneventualit che pi ci pensava e pi lo convinceva: la ragazza aveva sicuramente chiesto un passaggio. Restava da capire perch lautomobilista, invece di raggiungere Genova, aveva preso la direzione opposta.
Quella mattina Leoncilli aveva le occhiaie, laria assonnata; la sua barbetta sale e pepe sembrava pi grigia del solito. Lespressione era non di meno tranquilla, come quella di uno appena destato da un sonno profondo. Quando vide Vitale alla soglia del suo ufficio, si alz dalla scrivania e disse:
Andiamo a fare due passi.
Il maresciallo fu preso in contropiede; allung lo sguardo, ma non riusc a vedere la poliziotta in divisa. Da piazza Matteotti presero per via San Lorenzo. Dopo pochi metri, il commissario fece segno di fermarsi.
Ti va un caff? Qui lo fanno buono.
Dando retta alle sue abitudini, Vitale avrebbe detto di no; di caff, solitamente, ne beveva uno solo al mattino, nel caffellatte; e poi non era un abituale frequentatore di bar. Entrati in un locale, il funzionario fu subito riconosciuto e ossequiato. Sebastiano si volt e vide limponente facciata della cattedrale sostenuta dalle sue diseguali torri laterali. Gruppi di scolari in gita bighellonavano con il naso allins, attenti alle spiegazioni che venivano loro date. La giornata, manco a dirlo, era limpida e soleggiata, ben diversa da quella che in quei momenti presumibilmente gravava sulla piana di Cuneo.
Il maresciallo fu colpito dagli involucri tenuti in mano da gente che usciva da una panetteria. Dal piacevole odore che sent, non ebbe dubbi: nelle carte cerano pezzi appena sfornati di focaccia, di quella morbida e allo stesso tempo croccante che solo in Liguria sanno fare. Invece di bere caff, avrebbe volentieri addentato uno di quei quadretti color del grano che spuntavano dai cartocci e che in tanti si portavano via come qualcosa di prezioso. Era per in compagnia di un importante funzionario e non poteva quindi fare quel che voleva.
Ieri sera mi sono dimenticato di dirti che il motorino  stato danneggiato, a bella posta: un vero e proprio sabotaggio. Devono aver usato un martello o qualcosa del genere.
Porc..., rispose come impietrito il maresciallo mentre girava il cucchiaino nella tazza.
Leoncilli socchiuse gli occhi e si rinserr nelle spalle: un modo tutto suo per esprimere filosofica accettazione dei fatti della vita, anche i pi inspiegabili.
Ti  almeno piaciuta lopera. La tua collaboratrice mi ha detto che eri al Carlo Felice....
A sentire mia moglie, che  una fanatica del melodramma, la regia lasciava a desiderare. Io non ci ho trovato niente da ridire.
Vi capita spesso?.
Cosa, di andare a teatro? Ma quando mai! Una volta ogni morte di papa....
Allora mi dispiace di averti disturbato.
Mentre assaporava estasiato il suo caff, Leoncilli alz le spalle, una parte del corpo che forse pi dogni altra gli conferiva forza espressiva. Secondo infatti come muoveva le clavicole, si poteva intuire come la pensava, i giudizi che avrebbe dato.
Lintestatario del motorino  il ganzo della ragazza. A proposito, il nome di lei  Marina Adossi.
Leoncilli spalanc gli occhi.
Non solo, tutti e due spacciavano droga....
Stavolta lespressione scettica del commissario si trasform in incredula meraviglia, senza nemmeno laiuto delle spalle.
Vitale a quel punto narr quanto a lui capitato la sera prima, lincontro fortuito con il giovane in crisi di astinenza, le informazioni da lui avute su qualcosa che si profilava come un traffico di droga in piena regola. Il commissario ascoltava a testa bassa, come se si sentisse colpevole. Proprio lui, che pi di ogni altro doveva essere informato. Guard Vitale senza interromperlo, con gli occhi tristi. Il maresciallo si accorse del suo stato danimo e non volle infierire. Aggiunse:
Il capo dellorganizzazione  uno che chiamano il cinese; ma forse  sudamericano. Mi sbaglier, ma io posso anche sapere chi .
Stavolta Leoncilli ebbe un sussulto. Era troppo, anche per un uomo tranquillo come lui.
Pensi che potremmo....
Direi di s, con laiuto del gestore del chiosco....
Setembrin: ancora lui!.
Vitale annu; in quei momenti pronunci la frase da lui sentita tante volte, quando prestava servizio in un Comune dellhinterland milanese:
Ghe pensi mi....
Dio ci salvi!, disse fra s il commissario.
Intanto potresti metterti alle costole del moroso della ragazza; con la morta, purtroppo, non possiamo pi far niente.
In piazza Matteotti qualcuno aveva intanto sporto denuncia per la scomparsa del motorino. Provvidenziale fu la prontezza di riflessi della giovane in divisa, la stessa che Vitale aveva immaginato come assistente o segretaria del commissario. Mentre scriveva i dati del denunciante, cap di chi in realt si trattava. Corse di sopra, apr la porta e annunci:
 qui....
Si pu sapere chi?, rispose Leoncilli guardando la donna da sopra le lenti.
Quello del motorino, lintestatario. Sta facendo denuncia....
E lhai lasciato solo....
No, con lui c Parenti.
Il commissario alz il telefono.
Sei tu Parenti? Da te c un certo....
Treponti, sugger la donna.
S,  qui.
Bene, tirala per le lunghe, trattienilo. Poi ti spiego... Aspetta. Se ci riesci, portalo addirittura nel mio ufficio. Procedura zeta.
La poliziotta ci rimase male; della procedura citata dal superiore non sapeva nulla. Immagin che si trattasse di qualcosa che riguardava i funzionari da un certo grado in su.
Adesso vai sotto; sorveglia senza farti vedere. Se  il caso, di manforte a... coso, come  gi che si chiama....
Ho capito.
Quando fu solo, Leoncilli si mise a tamburellare con le dita sulla scrivania. Aveva riacquistato una calma olimpica, la stessa che per un po Vitale gli aveva fatto perdere. Ora si sentiva di padroneggiare gli eventi.
Parenti, come da istruzioni, temporeggiava; come scrivano era una frana, non ne azzeccava una: nomi sbagliati, dati di nascita scritti al posto dellindirizzo. Strapp un paio di moduli e li gett indispettito nel cestino. Quando vide la collega che gli indicava di sopra, cap al volo.
Senta, per fare prima, lei potrebbe rivolgersi direttamente al commissario. Io di solito faccio altro... Santomarro! Ti dispiace dire al capo che stiamo andando da lui?.
Treponti mangi la foglia; si alz dalla sedia e tent di svignarsela. Fin subito dopo a terra, bloccato da una mossa di lotta giapponese prontamente messa in atto dalla donna.
Oh, mi scusi; ho perso lequilibrio..., disse Santomarro con una buona dose di ipocrisia.
Il ragazzo fu preso e trascinato. Quando entr nellufficio, Leoncilli era alla finestra. In quei momenti, Sua Eminenza usciva a piedi dal palazzo arcivescovile: un avvenimento che non capitava sovente.
Il commissario si volt e domand in tono garbato:
Mi voleva vedere?.
Il giovane rimase spiazzato; si aggiust alla meglio il giubbotto  un articolo di boutique che doveva costare un sacco di soldi  quasi sfilato di dosso in seguito al rude contatto dei suoi improvvisati custodi. Si guard attorno smarrito.
Ma prego si accomodi, invit il funzionario.
Dunque, vediamo un po... Secondo la denuncia, lei dichiara la scomparsa del suo motociclo, avvenuta presumibilmente... Mi dica lei.
Durante la scorsa notte o nella mattinata di oggi.
Ne  proprio sicuro?, aggiunse il commissario con una faccia da bonario maestro che corregge risposte sbagliate.
Lei si chiama....
Giovanni Treponti
Residente in via....
Capraia, numero....
Ebbene, caro signore, possiamo rassicurarla: il suo motorino  stato ritrovato; precisamente nei pressi del canile municipale.
Leoncilli fulmin con lo sguardo, pronto a cogliere qualsiasi reazione.
Ah s? Meno male.
Signor Treponti,  certo che glielo abbiano veramente rubato. Non  che per caso lo abbia prestato a qualche amico o amica.
Il ragazzo accus il colpo.
Ora per dovr rassegnarsi: il mezzo non parte pi; qualcuno lo ha volutamente danneggiato e forse lei potrebbe pure dirmi chi  stato....
Che vuole che ne sappia....
Vero? Adesso ricapitoliamo. Lultima volta che lei ha visto il suo ciclomotore  stato....
Ieri; saranno state le sette di sera, quando sono rientrato.
Prima si sar visto con la sua ragazza, presumo.
Lei che centra....
Centra, centra; al punto che  come forse lei sa   stata assassinata.
Treponti salt sulla sedia ed esclam:
Io non ne so niente....
E ora che ne  al corrente, che ne pensa?.
Mi dispiace....
Soltanto?, rispose il commissario guardando con atteggiamento ironico i sottoposti, che del resto lo ricambiarono allo stesso modo.
Adesso mi dica quali erano i suoi rapporti con Marina Adossi. La sua fidanzata, vero?.
Uscivamo insieme....
Questo soltanto? Non avete per caso messo su unattivit illegale per fare quattrini?.
Non so a cosa allude.
Ebbene, tanto vale che glielo dica: siamo al corrente che lei e la suddetta spacciavate droga... Calmo, non si agiti, stia seduto. Almeno mi pu confermare che Marina amava particolarmente i cani. Le risulta?.
Era una patita. Ne aveva uno; portava inoltre a spasso quelli dei vicini, per guadagnare qualche soldo.
Si occupava anche degli ospiti del canile....
Mi pare che me lavesse detto.
Ce nera uno in particolare a cui teneva: una bestiola che compariva in televisione.
S, un povero cane abbandonato, alla ricerca di un padrone.
Ammirevole, nulla da dire. Marina era spesso vista di sera, precisamente in via Oberto Cancelliere, dove aveva labitudine di portare a sporcare il suo amico a quattro zampe.
Pu darsi.
Come, non lo sapeva?.
S, no... Mi pare.
Le assicuro che  proprio cos. Non solo. Il suo quadrupede aveva labitudine di farla  come tanti suoi simili  sempre nello stesso posto, ai piedi di un certo albero....
A quel punto, Treponti ebbe la certezza di essere scoperto. Paziente e imperturbabile, il commissario non si scompose.
Possiamo stare qui anche fino a domani, se prima non ci dice chi  il cinese, il capo della vostra organizzazione.
Udendo quel nome, il giovane si sent perduto; ebbe un mancamento. Era sicuramente un mascalzoncello, ma non ancora un incallito delinquente. Leoncilli lo cap e non si sent di infierire:
Ragazzo mio, andiamo per le vie brevi: dica lei se preferisce essere accusato di spaccio oppure di omicidio.
Non centro, non sono io il colpevole....
Davvero? Allora chi lo ?.
Giuro che non lo so.
Piano a giurare, il giuramento  una cosa seria.
Il giovane si mise le mani in faccia e scoppi a piangere. I tre rappresentanti della legge rimasero a guardarlo: muti, come avevano fatto con tanti prima di lui seduti sulla medesima sedia.

8.

Con Leoncilli, Vitale era rimasto daccordo: Non appena Setembrin telefona, accorriamo immediatamente. Giunti a quel punto, il maresciallo non escludeva neppure che il cigno e lo spasimante della peruviana potessero essere la medesima persona.
Nellattesa, Sebastiano decise di concedersi un pomeriggio completamente turistico, anche per smontare i musi di sua moglie che nel frattempo si erano fatti sempre pi frequenti. A Marisa aveva decantato le bellezze di via San Lorenzo, della Cattedrale, di Palazzo Ducale. Gli era inoltre rimasta la voglia di entrare in quella certa panetteria dispensatrice di prelibate focacce, di cui aveva soltanto annusato i profumi. Serena si offr volentieri di fare da guida.
Non ci conviene andare in macchina.
Ma non  lontano?, obiett Marisa.
S, io per conosco una scorciatoia....
Vitale non disse niente, sapendo che una citt particolare come Genova  piena di viuzze nascoste, passaggi imprevedibili, scalinate provvidenziali: tutte cose insolite per un forestiero. Uscirono di casa dopo pranzo. Scendendo da San Gerolamo, passarono davanti allabitazione di Cominotti. Serena ebbe unesitazione che gli altri colsero. Con le lacrime agli occhi, disse:
Non vuole vedere nessuno, si vergogna. Quando gli ho detto che siete da me, ha risposto: Meglio che non ci incontriamo....
Sebastiano volle consolarla:
Coraggio. Se gli parli, di che ci sono buone prospettive.
Glielo dir di sicuro.
La silenziosa salita San Gerolamo sbocca in piazza Villa. Qui i tre si trovarono improvvisamente catapultati nel rumoroso traffico della citt.
Ora dove ci dirigiamo?, domand Marisa.
Allascensore.
Eh? In ascensore?.
Il marito se la rideva sapendo che a Genova ci sono ascensori per strada, e altri che in certe case si prendono allultimo piano invece che a pianterreno: qualcosa di incomprensibile per chi vive in pianura. Giunti alla spianata di Castelletto, Marisa e Sebastiano rimasero incantati dal panorama. Sotto di loro, la citt vecchia era ammantata di tetti grigi che riflettevano il sole. A destra cera il porto, con le sue grandi navi allancora; alcune erano cariche allinverosimile di cassoni squadrati e colorati che, visti da lontano, sembravano componenti di un Lego gigantesco. Sostarono appoggiandosi a una ringhiera, emozionati da quella visione che era loro apparsa allimprovviso come in un grande schermo di cinemascope. Quando le porte dellascensore si chiusero, a Marisa venne il batticuore; cerc di nasconderlo, ma al marito il suo stato danimo non sfugg. Pure lui, in quei momenti, sent un vago malessere. Il sole scomparve, lasciando la sensazione di entrare nelle viscere della terra, non dissimile da quella che si pu provare scendendo in miniera.
Serena appariva invece indifferente; era abituata ai panorami genovesi, i mezzi di trasporto cittadini per lei non rappresentavano una novit.
Lascensore scendeva lentamente, facendo strani rumori. Marisa osserv le tre donne che erano salite con loro, senza scorgervi segni di inquietudini o timori. Una si era anzi messa tranquillamente a sferruzzare. Ne fu tranquillizzata. Quando i battenti riaprirono, si trovarono in un tunnel, fra gente che andava e veniva. Presero il sottopassaggio pedonale e raggiunsero via Luccoli. Vedendo le strette vie del centro storico, a Marisa riprese lapprensione, rallent il passo. Lidea di addentrarsi in quella specie di labirinto non la entusiasmava per niente. Il marito la prese sottobraccio, dandole la sensazione di essere protetta.
Lungo la via cerano negozi e vetrine. Ci nonostante lei guardava quasi sempre verso lalto, sia per timore che potesse cadere qualcosa dalle finestre sovrastanti sia per tenersi aggrappata alla striscia di cielo che le appariva come un salvagente, una bussola di orientamento. Non fece caso agli splendidi palazzi e alle pregevoli facciate che del resto  nello spazio ristretto in cui si fronteggiavano  nemmeno si notavano. Sebastiano sembrava invece a proprio agio; fra i carruggi di Genova riviveva sensazioni e atmosfere gi vissute: rivedeva le viuzze del suo paese nel Mezzogiorno, le casupole abbarbicate e strette fra loro su angusti selciati.
Giunti in piazza Campetto, la strada si allarg; ma per poco. Il momento pi brutto Marisa lo visse passando in uno stretto passaggio umido e buio, sotto unimpalcatura di tubi metallici che sembrava sostenere muri pericolanti; quando meno se lo aspettava, si ritrov in una piazza ampia e luminosa. Al culmine di una scalinata si ergeva imponente la cattedrale; sui gradini cerano ragazzi e ragazze con zainetto alla schiena: chi scattava fotografie, chi se ne stava sdraiato al sole. Tir un sospiro di sollievo, respir a pieni polmoni. Le uniche auto in sosta erano della Polizia e ci la rassicur. Sebastiano punt deciso verso la panetteria; rimase deluso nel vedere la vetrina quasi vuota.
Intervenne Serena:
Il momento migliore per le focacce  il mattino, quando sono appena uscite dal forno....
Per lui fu una delusione. Ora i pochi rettangolini esposti in vetrina gli sembravano oggetti dimenticati e malinconici, privi di quella fragranza che soltanto poche ore prima tanto laveva ingolosito.
Davanti alla sede della Polizia, diede uno sguardo alle finestre che dnno sulla piazza. Sent trillare il cellulare. Era il commissario che chiamava, neanche a farlo apposta...
Vitale? Solo per dirti che hanno rubato in casa della bambina, quella della presunta aggressione. Ho sottocchio la denuncia.
Il maresciallo rimase pensoso, poi rispose:
Classico, come da copione....
Quale copione?.
Ti dir. Sei in ufficio, posso venire?.
Dove sei?
Per combinazione proprio sotto di te....
Nellufficio del commissario erano in tre, compresa  Vitale ci avrebbe giurato  la poliziotta in divisa. Stavolta ruppe gli indugi; and verso di lei e a mano tesa disse:
Non ho ancora il piacere di sapere il suo nome....
Agente Lucia Santomarro.
Onorato.
Lonore  tutto mio.
Il maresciallo laveva inquadrata: efficiente, senza fronzoli, intraprendente e coraggiosa; una che gli sarebbe piaciuta ai suoi ordini.
Accomodati? Cosa dicevi a proposito del copione?.
Ma di che lo sai anche tu....
Veramente....
Succede spesso soprattutto dopo un lutto, una disgrazia pubblicati dai giornali che la casa del malcapitato sia visitata dai ladri.
Lo so benissimo. Sta di fatto per che stavolta nomi e indirizzi non sono apparsi sui giornali, per le ragioni che tu sai.
Appunto!.
Il commissario fece la faccia appesa; quella di Santomarro rimase indifferente, ma soltanto allapparenza.
Pensaci, chi poteva esserne al corrente?.
Dillo tu.
Uno, la baby sitter. Due....
Leoncilli rimase con gli occhi sbarrati.
Il suo spasimante, quello che si fa chiamare il cigno. Chi altri. E se poi  il medesimo che sospetto io....
Non mi dire.
Quando dico classico, mi riferisco alle possibili fonti di informazione su certe case che arrivano da cameriere e governanti; non tutte, sintende. Possono rivelare la presenza di oggetti di valore, le abitudini dei padroni, i momenti pi adatti per entrare furtivamente.
Quindi, secondo te, il cinese se la filava per sapere....
Nella migliore delle ipotesi. se addirittura non ci sono complicit.
Lagente Santomarro si fece sentire, a modo suo; stavolta le cadde il contenitore di penne e matite.
Che ne diresti di fare due chiacchiere con la bambinaia?.
Prima ancora che Leoncilli rispondesse, Santomarro usc dallufficio. Vitale ci avrebbe scommesso: andava a dare disposizioni.
Se ricordo bene,  una latinoamericana. Ci vorr linterprete, rispose dubbioso il commissario.
Sta tranquillo: quando fa loro comodo, capiscono anche larabo. Ora devo lasciarti. Ho mia moglie che mi aspetta.
Potevi farla salire....
Unaltra volta, magari....
 lei: forza!.
Dopo aver dato il via alloperazione, Santomarro scese dallauto bianco-azzurra della Polizia con due agenti. Affiancarono la ragazza che stava entrando nel portone di via Armeni.
Maria Cruz?.
S, perch....
Le dispiace venire con noi in commissariato. Una formalit: dovrebbe firmare la sua deposizione rilasciata dopo laggressione alla bambina....
Ma la seora mi aspetta....
Lauto ripart a sirena spiegata. Dopo qualche minuto, la giovane era davanti al commissario.
Lultima volta che ci siamo visti, non ricordo se mi ha fatto vedere passaporto e permesso di soggiorno....
La giovane impallid. Era in regola, ma con la Polizia non si poteva mai dire. Tir fuori i documenti dalla borsetta.
Allora, vediamo. Cruz Maria, nata il, a Lima. Peruviana?.
Laltra fece segno di s.
Da quando  al servizio della famiglia Delgrano; in particolare, da quando si occupa della piccola Ellen?.
Sono due anni....
Immagino che, dopo tutto questo tempo, lei goda della fiducia dei signori, se le affidano la loro bambina... Quel giorno allAcquasola lei  stata vista in compagnia di un uomo. Non tenti di negare, ci sono i testimoni.
Maria non rispose; diede segni di nervosismo, soprattutto quando vide il commissario mentre scrutava attentamente il permesso di soggiorno. Lo teneva vicino e lontano, guardava in trasparenza, come se fosse una banconota di dubbia autenticit.
Che cosa volete da me, disse le ragazza in un italiano quasi perfetto.
Deve solo dirci come si chiama il suo spasimante e il suo indirizzo.
Dopo di che....
Lei esce da questa stanza cos come ci  entrata.
Seguro?.
Parola, a meno che....
Le ultime parole gettarono sconforto. La giovane si immaginava gi espulsa, imbarcata sul primo aereo diretto in Sud America.
Si chiama Manuel, non so altro di lui. Da un po di tempo mi gira intorno, mi fa la corte.
E lei, corrisponde?.
 un bel ragazzo, sa parlare....
Fra di voi?.
Mi ha chiesto di uscire....
Soltanto?.
A quel punto, il commissario fece un gesto a Santomarro; si alz e le cedette il posto. Usc per un caff, lasciando alla sottoposta la continuazione dellinterrogatorio. Per un po, la peruviana credette di averla sfangata, ma ebbe presto motivi per ricredersi. Lagente assunse il cipiglio di circostanza e incalz senza mezzi termini.
Ora cara mia devi dire tutto quello che sai....
Io non so nada....
E smettila di nasconderti dietro la tua lingua. Tanto lo so che parli benissimo litaliano. Il tuo corteggiatore ha un soprannome, viene per caso chiamato el cigno?.
Mai sentito.
E non sai nemmeno che lui  un boss della droga, uno che rifornisce Castelletto e buona parte del centro storico?.
Lei mi sta dicendo cose che io....
Al tempo! Prima di rispondere, dimmi prima che cosa gli hai riferito a proposito della casa dove abiti, sulle abitudini dei tuoi padroni....
La giovane si mise a tremare.
Non  parso strano anche a te: il giorno dopo la presunta violenza alla bambina, da voi arrivano i ladri... Sei certa di non avere, anche senza volerlo, confidato al tuo amico del cuore in quali ore lappartamento  incustodito. O addirittura riferito sulle cose di valore appartenenti ai tuoi padroni?.
No, mai. Sono sincera.
Sincera? Come quando hai detto che  stato Cominotti a offrire il gelato a Ellen, la bambina che dovevi tenere docchio per impedirle di mangiare dolci....
Maria Cruz non resse pi:
Povera me, povera me....
La poliziotta riprese:
Non so quali siano i rapporti con i tuoi datori di lavoro. Certo che se sapessero che tu, invece di sorvegliare la bambina... Come minimo ti licenzierebbero.
Supplico, non rovinatemi....
Tu per non hai esitato a rovinare un uomo perbene. Sapevi che anche un semplice gelato poteva essere fatale a Ellen. S o no?.
Sapevo....
Allora ti ha fatto comodo dare la colpa a quel povero uomo, che aveva lunica colpa di volere salvare la vita alla piccola.
Vi scongiuro, non dite nulla alla signora....
A lei posso anche non dir niente, ma tu dovrai modificare la tua deposizione. Ero presente anchio, quando hai detto che ti sei messa a urlare quando hai visto luomo che toccava la bambina. Invece?.
Ho gridato vedendo Ellen a terra, con il bastoncino del gelato ancora in mano e la bocca macchiata di cioccolato; credevo fosse morta....
 stato in quei momenti, non prima, che hai notato Cominotti; non ti sei nemmeno accorta che a Ellen stava facendo la respirazione bocca a bocca e il massaggio cardiaco; per toglierti le castagne dal fuoco. E tu, per riconoscenza....
Basta, non mi tormentare. Ho come un pugnale nel cuore. Quel hombre somiglia molto al mi pobre padre....

9.

Vitale aveva da poco ricevuto la telefonata di Leoncilli:
Lo ha ammesso... I fatti si sono svolti come avevi immaginato tu.
Chi ha ammesso?.
Come chi, la peruviana.
Bravo, dieci e lode. A questo punto, Cominotti pu essere scagionato. E per quanto riguarda il cinese?.
Pare sia sincera quando dice di non sapere della sua attivit di spacciatore. A lei ha detto di essere argentino; si  fatta incantare dalle sue dolci parole, dalla struggente nostalgia del paese dorigine.
 credibile?.
Fino a prova contraria. Lindirizzo del cinese non lo sa; le ha sempre fatto credere che viaggiava di continuo, dormiva in albergo. Il furbastro le ha perfino fatto credere che desiderava farsi una casa, con lei, dopo averla sposata.
A questo punto non rimane che Setembrin.
Speriamo bene....
Unultima curiosit: cosa fa il padre della bambina, di cosa campano in famiglia?.
Nella denuncia c scritto diplomatico.
Di che....
Ha dichiarato essere console onorario di non ricordo bene... Mi pare del Suriname.
Com il suo nome per esteso?.
Nelson Delgrano. Ha detto di essere nato ad Asuncin, Paraguay, come sua moglie.
Troppo semplice, disse fra s mentre con Marisa e Serena si trovava in cucina.
Guard lorologio e fece il numero di Cherasco. Rispose come sempre il carabiniere di leva.
Leonardi, ti ho riconosciuto dalla voce. Passami il brigadiere.
Non c, lhanno chiamato da Novello.
Fa niente. L come vanno le cose?.
A meraviglia: s e no una telefonata al giorno.
Sei il solito lavativo. Quanti allalba?.
Esattamente trentasei giorni, poi sono in congedo. E sa che le dico? Quasi quasi mi dispiace.
Va l, che sei un bellelemento....
Ha ordini?.
Di al brigadiere di chiamarmi, casomai avesse qualcosa dimportante da riferire. Capito?.
Chiaro e forte signor maresciallo. Tutto per i destini gloriosi dellArma....
E piantala!.
Leonardi era una sagoma. Aveva la battuta pronta, quasi sempre impertinente. In certi momenti, Vitale gli aveva perfino rifilato qualche bonario scappellotto. Il giovane carabiniere era intelligente e istruito, perfino laureato; poteva tranquillamente essere accettato al corso per ufficiali. Aveva invece, per sua stessa ammissione, preferito fare il servizio militare come caramba semplice. Era pure un genietto del computer; con un picchiettio sulla tastiera risolveva problemi che in altri momenti avrebbe dovuto intervenire il tecnico. Un giorno il maresciallo ricevette una telefonata:
Mi risulta che ai suoi ordini ci sia un ottimo elemento, gli disse un capitano del Comando Provinciale.
Allude a Leonardi?.
Gli ha proposto di iscriversi al corso per sottufficiali?.
Se riesce a convincerlo lei, glielo mando immediatamente. A me non sembra tagliato per la vita militare....
Pi che allestroso carabiniere di leva, Vitale in quei momenti pensava a Calogero Piazza, il giovane collega dei Ros che aveva conosciuto al corso per aiutante, proprio a Genova. Rimase a riflettere, poi si decise a telefonare:
Vorrei parlare al maresciallo Piazza. Sono il comandante della stazione di Cherasco. Aspetto....
Cal, che piacere sentirti. Tutto bene? Ho saputo che sei diventato padre di una bella bambina!.
Grazie ancora per il vostro regalo. Con la vostra signora non dovevate disturbarvi.
Ma  stato un piacere! A proposito di piaceri, te ne vorrei chiedere uno e non sarebbe il primo....
Dite, dite.
Vitale scosse il capo; con Piazza non cera verso di farsi dare del tu. Per aver fatto tanti anni prima un grosso favore a suo padre  pure lui siciliano e maresciallo dellArma  sera meritato gratitudine e rispetto eterni da parte della famiglia. Calogero continuava, per deferenza, a dargli del voi. Era fatto cos...
Potresti sentire negli ambienti del Ministero degli Esteri? Fatti dire se conoscono un certo Nelson Delgrano, uno che si fa passare per console onorario del Suriname a Genova....
Pure quella era fatta. Secondo le sue personali fissazioni, il nome e la qualifica del padre di Ellen gli sembravano sospetti: al punto di volere controllarne la veridicit. Cominci a strologare, a fare congetture. Si diceva:
Uno che abita in una bella casa, in un quartiere signorile, con cameriere e bambinaie, pu pure essere creduto quando ostenta le patenti di diplomatico.
Poteva forse darlo a intendere, ma non certo a chi come Vitale fiutava il marcio a distanza. Aveva chiesto lintervento di Piazza, ma poteva pure rivolgersi a Leoncilli. Non voleva per dargli  se mai i sospetti si fossero rivelati fondati  un altro dolore. Cera infatti stato un precedente: la versione sullanziano molestatore di bambine presa per buona a scatola chiusa. Con la nuova interpretazione fornita dalla governante si poteva ora stabilire la veridicit dei fatti e confermare la sostanziale estraneit di Cominotti. Cera voluta tutta la costanza di Vitale; senza di lui, il gestore del chiosco e la sua preziosa testimonianza non sarebbero nemmeno stati considerati.
Non era comunque il caso di gettare la croce sullonesto e scrupoloso Leoncilli. Al posto suo, Sebastiano si sarebbe forse comportato allo stesso modo. Oltre tutto Cominotti non si era difeso, avvalorando indirettamente le accuse contro di lui.
Ora per quel Setembrin potrebbe pure farsi vivo....
Il maresciallo divenne impaziente. Di mezzo non cera pi il solo spaccio di stupefacenti, ma addirittura un omicidio. Sapeva per esperienza che pi passa il tempo, pi gli assassini hanno probabilit di farla franca.
Si alz dalla poltrona del soggiorno. Allimbrunire, vide la solita nave illuminata (ma forse era una diversa) che entrava nel porto. Port lo sguardo sullalbero sotto di lui, quello preferito dal cane della ragazza col giubbetto rosso. Se la vedeva ancora: con una mano appoggiata come per sostenersi, in atteggiamento disinvolto. Nella realt, infilava bustine di plastica nella corteccia, sapendo che di l a poco sarebbe passato qualcuno a prenderle. Facilissimo, un gioco da ragazzi, chi avrebbe mai sospettato...
Allo stato dei fatti, si poteva pensare che Marina ricevesse la droga da Treponti e questi dal cinese. Neppure da escludere che via Cancelliere fosse uno soltanto dei punti finalizzati allo smercio. Alla ragazza era stata assegnata una certa zona, ma il traffico doveva essere pi esteso.
Mentre per quanto riguardava la droga unidea se lera fatta, per il delitto Vitale brancolava ancora nel buio, anche se  con unacuta vista come la sua  un lumicino riusciva a scorgerlo anche se flebile e lontano. Qualcosa gli diceva infatti che attorno allomicidio ruotava in qualche modo il cigno, il presunto capobanda; a meno che non ci fosse qualcuno ancora pi sopra e importante di lui.
Linteresse del cinese per una come la bambinaia rimaneva comunque qualcosa da approfondire. Figurarsi: un prestante giovanotto dalla parlantina facile con tanti soldi in tasca che perde tempo con una come Maria Cruz... Non convinceva. Se il bellimbusto si comportava a quel modo, doveva avere  come dicono a Genova  la sua bella convenienza. Vitale non fatic del resto a convincerne lo stesso Leoncilli.
Ora Sebastiano poteva se non altro dare latteso annuncio a Serena: sulla base dei nuovi elementi raccolti, larchiviazione per suo padre rimaneva soltanto questione di tempo. Cera per la verit ancora da convincere la dottoressa Maccara, una che quando si metteva qualcosa in testa...
Per correttezza, la comunicazione ufficiale doveva farla lavvocato. Con Barrieri si raccomand di non dire tutto in un colpo solo, dessere prudente, far comunque sapere che si era sulla buona strada. Daltra parte, non si sapeva mai come poteva andare a finire con certi magistrati troppo puntigliosi.
Tutto sommato, il suo compito Vitale lo aveva svolto; poteva pure fare ritorno a Cherasco. La licenza stava per finire, ma una scusa gli consentiva di rimanere. Chiese pertanto il prolungamento, adducendo i soliti motivi di famiglia. Quando si trov a tu per tu con sua moglie gett l con indifferenza:
A Genova potremmo anche starci pi del previsto; sempre che la cosa ti faccia piacere....
Marisa lo fiss. Conosceva il suo uomo. Intu che dietro a quelle innocenti parole cerano motivi che a lei non era dato di conoscere. Daltra parte, la prospettiva di prolungare il soggiorno al mare non le dispiaceva per niente. Fin per dire:
A me non importa, ma per favore non farmi la faccia da finto tonto. So bene che non mi diresti mai quello che ti ha fatto cambiare idea.
Sebastiano accus il colpo, si sent smascherato.
Ebbene, hai ragione. Mi sono messo in testa di scoprire lassassino della ragazza, quella trovata nei boschi, come Cappuccetto Rosso.
Oh! E ci voleva tanto....
Fra scalette, passi e scorciatoie, Vitale ormai si raccapezzava. Da via Cancelliere sapeva scendere e risalire senza passare per la strada carrabile. Ormai sapeva come arrivare alle vie Caffaro e Bertani, poi raggiungere piazza Corvetto, quindi De Ferrari. La sua attenzione rimaneva comunque concentrata in zona San Bartolomeo.
La piccola Ellen aveva ripreso a uscire con la bambinaia. Sembrava in buona salute, aveva superato senza traumi apparenti la brutta disavventura. Per Vitale sarebbe stato utile conoscere i genitori, farsene unidea a conferma delle sue supposizioni. In particolare sospettava che gli stessi non dovevano essere alloscuro di quanto realmente accaduto allAcquasola. Il fatto che non avessero fatto nulla per scagionare il presunto colpevole dava da pensare.
Povero Cominotti! Denunciato per atti di libidine contro una minore, per di pi trovato in possesso di materiale pornografico. Che calvario doveva essere il suo. Per la verit, rimaneva ancora in piedi laccusa relativa alle immagini oscene: una circostanza ancora tutta da chiarire.
Ma te lo vedi  diceva fra s Vitale  il Cominotti che porta con s riviste pornografiche per mostrarle alle bambine prima di investirle con baci e palpeggiamenti?.
Ricapitolando, i guai del padre di Serena  quelli da codice penale  erano in pratica scaturiti soprattutto dal contenuto del verbale della vigilessa, lo stesso al quale il sostituto procuratore aveva dato fondamentale importanza.
Vitale stava passeggiando allAcquasola. Pass davanti al chiosco e lanci uno sguardo interrogativo; Setembrin scosse il capo. Una coppia di vigili veniva verso di lui; uno di due era donna: un tipo in carne, neanche male a prima vista. Sebastiano si convinse subito che fosse lei, anche se limmaginava racchia e ossuta; aveva invece un bel viso e occhi chiari che venivano notati. Si decise.
Signora, permette una parola....
Cosa vuole?.
Dico uneresia o lei  il pubblico ufficiale che ha steso il verbale che accusa Renato Cominotti....
Sentito quel nome, il vigile che era con lei alz gli occhi al cielo: un gesto che al maresciallo non sfugg, che poteva significare molto.
Non sono autorizzata a parlare di certe cose..., rispose la donna. E poi lei chi ?.
Sono un amico di famiglia di Cominotti.
Come si permette! Quel che dovevo dire, lho detto nelle sedi opportune....
Gentile signora, mi permetto eccome. Primo, perch  in gioco lonorabilit di un onesto cittadino; secondo, perch io sono un maresciallo dei Carabinieri.
Stavolta il collega maschio mise una mano alla bocca, chiuse gli occhi e si allontan.
Cosa vuole sapere?.
Lei ha riferito di avere aperto la cartella del suddetto e di avervi trovato materiale pornografico....
Non ho mai detto pornografico....
Oh bella! E che cosa allora?.
Intendevo fotografie spinte, os....
Mi faccia capire: di che tipo?.
Si trattava duna copertina di Panorama.
Eh! Panorama....
S, cera la foto di una donna nuda.
E secondo lei sarebbe materiale pornografico?.
Il verbale non lho materialmente scritto io....
Vitale osserv laltro vigile che poco distante scuoteva la testa, come se sapesse certi retroscena ma volesse rimanerne fuori.
Innanzi tutto, gentile signora, la ringrazio per la sua sincerit. Ora mi dica: dove si trova la rivista da lei menzionata?.
Non saprei;  stata probabilmente catalogata come corpo di reato.
Mi scusi se lho importunata. Le auguro una buona giornata.
I due vigili si allontanarono; il maresciallo li segu con lo sguardo. Quando si accorse che ciascuno prendeva una direzione diversa, corse verso luomo. Raggiunse e lo ferm. Laltro non sembr sorpreso.
Scusi se mi permetto....
Prego, rispose il vigile, come se quel nuovo incontro a breve distanza dal primo se lo aspettasse.
Tanto per chiarire..., disse mostrando la tessera di riconoscimento.

10.

Avvocato? Sono Vitale.
Maresciallo! Qual buon vento....
Volevo riferirle che ho saputo quale genere di materiale pornografico  stato trovato nella borsa di Cominotti.
Non mi dica....
Si tratta nientemeno che di una copia del settimanale Panorama.
Ho capito bene?.
Benissimo. Ha presente quelle copertine con fotografie non proprio castigate di belle donne?.
Ma come  potuto succedere?.
Per una serie di disgraziate e incredibili circostanze. Tutto  nato dalle imprecisioni della vigile che ha scritto il verbale; anzi, che se lo  fatto scrivere....
Ma cosa mi sta dicendo....
Assicuro. Le ho parlato di persona.
E lei si  prestata?.
Mi sono qualificato come maresciallo dellArma: la pura verit.
A quel punto, Barrieri immagin nuove difficolt sul fronte della Procura.
Continui, prego.
C poco da dire. Quando ho voluto sapere in dettaglio, lei ha confermato di non aver mai parlato di materiale pornografico. Voleva dire os, immagini spinte....
E come mai nel verbale risulta diversamente?.
 una storia... Per dirla in poche parole, il verbale se lo  fatto scrivere da un collega frettoloso che aveva finito il suo turno e non vedeva lora di andarsene. Quando  arrivato il momento di specificare il tipo di pubblicazione, lei era incerta, non sapeva spiegare di preciso. Per tagliare corto, laltro sugger: Scia metemu pornografico?. Non so se ho riferito con accento giusto la frase che mi  stata riferita....
Cose dellaltro mondo!.
Quando ci vedremo, le dir della vigilessa. Al momento le accenno che  una donna con qualche problema di depressione, come ammettono gli stessi suoi colleghi.  stata piantata dal suo uomo; nello stesso tempo le  morta la madre. Una storia perfino pietosa....
Maresciallo, ma si rende conto? Se cerano ancora dubbi, ora con questo chiarimento cade ogni ipotesi di colpevolezza....
Avvocato, ma a lei non  stata fatta vedere la presunta prova?.
No e devo ammettere....
Dica la verit: come tanti altri lei se l bevuta....
S, in un certo senso.
Ora cosa intende fare?.
Istanza per limmediata archiviazione; anche se....
Lo dica pure: quella donna sostituto  un osso duro.
Pi o meno.
Unaltra telefonata di analogo contenuto Vitale la fece al commissariato. Leoncilli non cera, ma rifer senza difficolt a Santomarro: un elemento, come aveva constatato, di assoluta fiducia e dedizione al suo capo.
Schiacci il pulsantino di chiusura comunicazione e si accorse che la batteria del suo cellulare si stava esaurendo. Allung gambe e braccia e sbadigli. Al parco cera poca gente. Contrariamente alle sue regole, si decise per un caff. Mentre era incerto se versare uno e due cucchiaini di zucchero, il telefonino cominci a trillare. Dal display si rese conto di chi chiamava:
Cal, beddu figghiu! Hai poco tempo, mi vuoi riferire che... Beh, potrai pure non credermi, ma ne ero certo. Sta bene e riguardati.
Dopo aver messo distrattamene una dose zuccherina di troppo, disse a voce neanche tanto bassa:
Calogero, santo ragazzo....
Vitale aveva uno spiccatissimo senso della giustizia e  per quanto in suo potere  non voleva fare torti a nessuno. Mentre passeggiava mani dietro la schiena sotto le arcate trasparenti di Galleria Mazzini, fantasticava, arzigogolava immaginarie distribuzioni di pani e pesci. Aveva attraversato latrio del Teatro, sfiorando le bianche colonne di stile classico. La galleria gli ricord quella di Milano, a due passi dal duomo. Cerano vetrine illuminate e, al centro della pavimentazione decorata, una fila di bancarelle che esponevano libri sui pi svariati argomenti. Butt locchio qua e l; si convinse ad acquistare una guida illustrata di Genova che mise nella tasca interna del giaccone. Percorse la galleria in un senso e nellaltro. Sembrava uno dei tanti bibliofili intenti a sfogliare volumi nuovi e antichi. Nella realt la sua attenzione era rivolta altrove, precisamente nei boschi di Lumarzo, sul presumibile luogo del delitto.
Faceva cinque o sei passi, si fermava, guardava verso lalto ai sostegni metallici, riprendeva il cammino. I passanti attorno a lui nemmeno notavano il suo insolito atteggiamento. Ricostruiva scenari, percorreva idealmente itinerari, cercava di mettere a fuoco comportamenti e moventi. I motivi che avevano spinto lassassino ancora non riusciva a spiegarseli, anche se il filo conduttore al quale si atteneva  in un primo momento facente capo allancora misterioso cinese  ora si spostava, non aveva pi unorigine unica e definita.
Cal gli aveva poco prima detto che negli ambienti qualificati Nelson Delgrano risultava del tutto sconosciuto: sia come diplomatico sia come console onorario; di lui le sue fonti di informazione non avevano mai sentito dire. Vitale se lo aspettava.
Per quanto riguardava le sue certezze, aveva riferito al commissario Leoncilli autorevole rappresentante della Polizia di Stato. Sospetti e supposizioni li teneva invece per s, nellattesa di renderli noti al momento opportuno allArma dei Carabinieri. Ci per senso di appartenenza ed equit, almeno secondo il suo salomonico giudizio che  detto in poche parole  si poteva cos spiegare: un po per uno non fa male a nessuno.
Daltra parte, Vitale aveva la vocazione dellangelo vendicatore, del giustiziere che scende dallalto, fa quel che deve fare e poi ritorna da dove  venuto. Possedeva un fiuto eccezionale, i suoi immediati e spontanei due pi due uguale a quattro erano lucidi, istintivi; soprattutto si rivelavano quasi sempre azzeccati. Aveva la prodigiosa capacit di trovarsi nei posti e momenti giusti, come un goleador distinto. Questa innata dote gli era riconosciuta anche dai superiori. Un ufficiale invidioso di lui aveva detto: Sar pure bravo, ma ha un mazzo formidabile; dove passa, trova sempre la soluzione a portata di mano....
Quanto stava succedendo durante la sua permanenza a Genova confermava la regola. Nella citt ligure cera peraltro gi stato e pure in quelloccasione  un corso di specializzazione  aveva dato un contributo fondamentale alla conclusione di importanti indagini. Di lui ancora qualcuno si ricordava e fra questi ci poteva pure stare il commissario Leoncilli. Diversamente, non si sarebbe fatto tanto facilmente convincere dallultimo arrivato.
Pur non avendolo mai neanche visto di persona, Delgrano era un personaggio che gli rodeva. Pi ci pensava e pi si convinceva che a scavare su di lui ne sarebbero uscite delle belle. Uno che si qualifica come console, ma nessuno lo conosce... Non bastasse: due giorni dopo lattentato alla figlia, una ragazza notata allAcquasola nei momenti in cui Ellen era per cos dire aggredita viene trovata assassinata. Pura combinazione, destino cinico e fatale? Ora gli appigli del maresciallo lo portavano a immaginare una sorta di vendetta, maturata in ambienti loschi e pericolosi.
Serena aveva deciso di portare i propri ospiti a vedere le parti pi suggestive di Genova.
Stavolta dallalto, precis con una punta di suspense.
In auto raggiunsero piazza Manin e poi via Cabella. In pochi minuti salirono fin sotto le mura di un antico forte. Da una parte si vedeva il mare, dallaltra la distesa dei monti. Sulle cime intorno sorgevano altre fortificazioni che sembravano pezzi di una immaginaria e colossale scacchiera
Il golfo spaziava da Savona, fino al monte di Portofino. Marisa e Sebastiano ammiravano estasiati la distesa azzurra e i rilievi che sembravano rincorrersi in una vertiginosa visione a 360 gradi.
Serena indic:
L c la Foce, a destra il porto, dove si trova la Lanterna  San Benigno....
Sebastiano fingeva di seguire; il suo occhio correva per alla ricerca di via San Bartolomeo degli Armeni.
La tua casa dove rimane?.
Vedi il campanile di San Paolo? Pi in basso....
Nonostante la giornata soleggiata, spirava un certo venticello; anzi, a giudicare dai brividi che scuotevano Marisa, si trattava di una vera e propria tramontana.
Dietro a quel promontorio?.
Portofino; prima ci sono Camogli e poi Santa Margherita.
Rapallo?.
 sulla strada....
Rapallo; chiss perch Vitale aveva domandato. Forse perch gli ricordava qualcosa? Ma certo! Un omicidio, la scoperta del colpevole avvenuta grazie a lui...
Dimmi ancora: Lumarzo....
Pressa poco nella stessa direzione. Da qui per non si vede.
Sebastiano beveva gli orizzonti, si sentiva coinvolto nel suggestivo intreccio di terra e mare che si gode sulle alture di Genova. Sapeva che in un punto imprecisato davanti ai suoi occhi si celava la soluzione da lui cercata. Si diceva:
Marina non sar stata farina da fare ostie, ma perch accanirsi tanto spietatamente contro di lei? Oltre tutto, in maniera premeditata: prima manomettendo il suo motorino e poi, dopo averle dato un passaggio in macchina....
Treponti si ostinava a sostenere di non sapere niente sullomicidio. Pure lui non era uno stinco di santo, ma arrivare a uccidere... La logica stringente del maresciallo affrontava ogni ipotesi al momento verosimile. Era ancora da approfondire se la ragazza fosse rimasta vittima di un bruto che, dopo essersi offerto di accompagnarla, laveva condotta in luogo solitario per poi ucciderla. Mah, poteva essere; ma lei, per quanto sprovveduta, non era il tipo da farsi portare a zonzo contro la sua volont. Pi probabile che limprovvisato accompagnatore lo conoscesse, che avesse accettato di buon grado il passaggio che le veniva offerto.
I Carabinieri di Recco coordinati dal Nucleo Operativo avevano avviato le indagini, ma nella sostanza non sapevano che pesci pigliare. I giornali riferivano che il corpo senza vita era stato ritrovato nellavvallamento di un castagneto. Tutto faceva pensare che la poveretta fosse stata gettata da unauto in corsa: come una bottiglia vuota, un sacchetto di spazzatura. Causa della morte, colpi darma da taglio di grosse dimensioni, presumibilmente di quelle che si vedono nei negozi darmi per la caccia grossa.
Il corpo aveva trascinato con s il sottobosco; terriccio, erba secca e ricci di castagne si erano impiastricciati al sangue che lo ricopriva. Sebastiano ancora la ricordava, con il cane che portava a passeggio di sera e poi con il Bill che appariva in televisione. Ne prov piet. Sentiva di dover agire; la cosa da evitare era abbandonarsi alla fatalit e al pessimismo. Nel suo personale ma tuttaltro che inefficace modo di procedere, era convinto che il bandolo della matassa si pu trovare quando meno uno si aspetta, purch lo si cerchi.
Sera messo in testa che il bersaglio grosso sul quale puntare era il sedicente diplomatico. Pure il cinese era un soggetto interessante, ma ora nellelenco dei sospettati veniva in subordine. Nellattesa dellaffondo finale, la tattica di Vitale gli suggeriva di lavorare ai fianchi, sviscerare pazientemente nella cerchia dei personaggi presi di mira, fare come gli zappatori che scavavano sotto le fortezze assediate per irrompere allimprovviso dove meno i difensori si aspettavano. Nellattesa, poteva intanto saperne di pi sul quadrupede diventato stella dello schermo televisivo.

11.

Parlando con Leoncilli, la prima cosa che Vitale domand fu:
Il cinese?.
Niente di nuovo. Quello  furbo; ha fiutato laria, chiss dove si  rintanato....
Potresti fare una telefonata a Teleligustica, dire che sono un ammiratore o qualcosa del genere che muore dalla voglia di vedere come  fatta dal vero unemittente privata?.
Niente di trascendentale. Mi invitano spesso, vorrebbero che andassi da loro per parlare del mio lavoro, di come i genovesi sono protetti dalla Polizia. Ma chi ne ha il tempo... Ti richiamo.
Detto e fatto. Dopo neanche due minuti, dallaltro capo dellapparecchio arriv la conferma.
Trovati l stasera alle venti e trenta precise. Oh, guarda che del motorino ritrovato e del nome della ragazza non sa ancora niente nessuno. I giornalisti ne sono alloscuro.
Non preoccuparti, so come comportarmi. Grazie tante, ci sentiamo. Aspetta....
Troppo tardi, Leoncilli aveva riattaccato. Vitale voleva sapere se poteva portare sua moglie. Sarebbe stata unoccasione per accontentarla, dimostrare che pensava a lei anche quando dava limpressione di essere distaccato e completamente preso nelle sue indagini. Rimase nel dubbio.
Teleligustica aveva sede in un edificio moderno al limite del centro storico. Puntuale come un orologio, il maresciallo entr in un androne stranamente deserto. Nessuna indicazione oltre ai nomi riportati sulle cassette per le lettere. Cerano due scale. Prese a destra, fino alla porta di un ascensore. A che piano? La pulsantiera era insolita, con pochi numeri. Premette il tasto intermedio; si trov a un ripiano. Alle porte cerano nomi di assicurazioni, broker marittimi, professionisti; di televisioni, nessuna traccia. Lascensore non volle in seguito saperne di muoversi. Scese a piedi, ma dopo un po i gradini finivano contro un muro. Pi in alto, il passaggio era sbarrato da un porta di ferro. In sostanza, non poteva salire n scendere. Non si sentivano rumori, il silenzio era totale. Rimase con la spiacevole sensazione di essere intrappolato. Prov con il telefonino. Stavolta la batteria era del tutto esaurita. Gli venne istintivo di gridare, farsi sentire, ma la sua forza di carattere glielo imped.
E mo, che faccio..., pens sconsolato.
Si era preparato al peggio, che nella circostanza voleva dire trascorrere la notte sul pianerottolo aspettando che il mattino seguente qualcuno di buona volont lo togliesse dimpaccio. Fece ancora alcuni passi e, miracolo, dietro langolo vide come unoasi insperata la porta di un altro ascensore. Stavolta i numeri cerano tutti, dalluno al sette. Premette lultimo e si ritrov in un atrio. Sent un voce metallica:
Desidera?.
Sono invitato.
Si accomodi.
Si apr di scatto una porta e a Vitale parve di tornare nel mondo dei vivi. In quello che appariva come disimpegno di uno studio televisivo, cera un divano sul quale sedeva una donna; ai suoi piedi era accucciato un cane. Accortosi del nuovo venuto, lanimale alz il muso e spalanc due occhi tristi che avevano dumano. Al maresciallo venne subito in mente che poteva essere lui lultima creatura che aveva visto viva per lultima volta, oltre allassassino, la povera Marina.
Da una stanza vicina si sent movimento. Apparvero alcune signore elegantemente vestite. Una in particolare al centro dellattenzione; attorno a lei, atteggiamenti ossequiosi e di riguardo. Era la presentatrice, la stessa che nelle sue trasmissioni esibiva personaggi curiosi e di richiamo, non esclusi gli animali.
Era tutto un Sandra qua, Sandra l. La donna, non pi giovanissima, appariva sorridente, stringeva mani e dispensava abbracci. A un certo momento ci fu linvito a trasferirsi nello studio; l, Vitale si rese finalmente conto di come si fa un talk show televisivo.
Prese posto in una fila di sedie. Su una specie di palco saccesero luci abbaglianti e si sent musica. Un cantante inton una canzone in dialetto genovese e subito dopo  fra gli applausi  entr in scena la presentatrice.
Buona sera da Sandra Botero e Teleligustica a tutti i cari amici che ci seguono con affetto....
Nuovi battimani.
Presento subito i nostri graditi ospiti....
Dal monitor posto in alto, Sebastiano vide il cane inquadrato in primo piano.
Innanzi tutto, una meravigliosa notizia: Bill ha trovato padrone, anzi una padrona. Ma andiamo con ordine....
Verso le undici era tutto finito, con prevedibili congedi da parte della briosa e instancabile presentatrice. Vitale si mise in fila, fra gli ossequianti. Quando se la trov davanti, prese da parte:
Grazie dellinvito. Io sono lamico del commissario....
Molto piacere! Mi stavo giusto domandando se cera pure lei....
S, come vede. Se dopo aver salutato i suoi ospiti mi vorr dedicare un minuto....
A Teleligustica, Sebastiano arriv a piedi; non lo spavent il tratto di strada: da via Cancelliere, non proprio due passi. Il percorso era quasi tutto in discesa. Ora che doveva risalire se la prendeva con calma. Appena scorgeva un parapetto, una sporgenza, si sedeva per prendere fiato. A casa aveva avvertito, da un telefono pubblico, che stava arrivando. Quando Serena si offr di andare a prenderlo disse di no, consapevole che per lei sarebbe poi stato un problema trovare nuovamente parcheggio.
Sebastiano ebbe modo di conoscere salita San Gerolamo bassa. Secondo il suo semplice ma ineccepibile ragionamento, se ce nera una superiore doveva pure esistere quella inferiore. In effetti, era proprio cos. La strada era stretta e tortuosa, il cielo limpido e stellato. Durante le sue soste, trovava sempre un angolo che offriva scorci panoramici in cui valeva la pena soffermarsi. A quellora non si incontrava nessuno, salvo alcuni ragazzi che facevano crocchio; quando scorsero Vitale, gli andarono incontro. Visto chi era, sembrarono delusi.
Un passo dietro laltro, il maresciallo ripeteva fra s, come una lezione, la versione preparata per sua moglie. Prevedeva infatti, se non proprio bufera, almeno maretta. Per come la conosceva, doveva aspettarsi musonerie e animosit; e per fortuna che cera Serena a farle compagnia. Diversamente sarebbe stato peggio.
Marisa poteva pure sopportare  con qualche fatica  di rimanere sola quando il marito era fuori per servizio; salvo poi contare le ore e rimanersene in ansia. Era per poco propensa a perdonare unassenza prolungata mentre loro si trovavano ospiti in casa daltri. E poi, per andare dove? A spassarsela in una televisione privata, fra donne eleganti e spigliate. Per giunta, non era nemmeno apparso sul video; nelle riprese sul pubblico non sera visto. E dire che lui ci sperava: se Marisa mi vede almeno si tranquillizza...
Era rimasto a lungo in dubbio se farsi accompagnare oppure no. Si convinse infine che sarebbe stato scorretto. Avrebbe tenuto lo stesso comportamento di quegli invitati a una festa che si portano dietro amici e conoscenti: una categoria che detestava. Anche se col senno di poi, una in pi o in meno, nessuno si sarebbe accorto. Si teneva per puntigliosamente coerente al suo carattere preciso e scrupoloso, in ogni occasione.
Aveva messo in conto di raccontare per filo e per segno; soltanto con quel comportamento poteva pensare di ammorbidirla. Doveva per descrivere minuziosamente, rilevare pregi e difetti, dire come erano vestiti i presenti e soprattutto le presenti, in particolare lanimatrice della trasmissione. Dopo averla vista per tutta la serata, era prevedibile che Marisa fosse curiosa di sapere quale profumo aveva indosso, di conoscere retroscena e particolari; in definitiva, si poteva pure pensare che ne fosse gelosa.
Gelosa poi di che e di chi..., pens Sebastiano.
Lei aveva le sue piccole manie e tanto valeva affrontare la realt. Al citofono si sent a disagio. Sapeva di disturbare. Volle quindi passare ancora una volta davanti allalbero. Guard da vicino la fenditura, pi per scrupolo che per convinzione. Sent aprirsi il portone: Marisa era sulla soglia, in vestaglia; doveva averlo scorto dalla finestra. La sua faccia non fu fra le pi benevole.
Ti pare questa lora....
Era il benvenuto che si aspettava. Sal e and in bagno. Quando dovette far correre lacqua, fu preso da altri scrupoli, si sent colpevole di rumori che potevano creare molestie alla padrona di casa e ai vicini.
Marisa si era intanto coricata nella parte bassa del letto a castello, con un libro in mano. Sebastiano si ricord della guida turistica comprata in galleria, ma in quei momenti a tutto pensava tranne che abbandonarsi a letture che conciliano il sonno. Indossato il pigiama, si chin verso di lei. Cerc di prenderla con le buone:
Ci hai perso niente a non venire..., disse quando lei meno se lo aspettava.
Lindomani Marisa era di buon umore: segno che le trombe le erano passate. Del resto, Sebastiano ce laveva messa tutta. Prima che lei si addormentasse, parl per quasi unora: impresa titanica, per uno di poche parole come lui. Descrisse ambiente e presenti, talvolta inventando di sana pianta; si sofferm in particolare su pettinatura e abbigliamento di Sandra Botero. Parl del complesso musicale, delle telefonate quasi tutte in dialetto che arrivavano annunciate da una ragazza che ogni volta alzava un apposito cartello. Ne capiva poco, ma di solito cominciavano cos:
Sandra, sono....
La presentatrice faceva mente locale e poi, convinta o no, rispondeva:
Ciao, grazie desserti ricordato di me.
Chiamavano chiedendo di riascoltare motivi musicali, fare presente casi pietosi che meritavano aiuti e interventi. Per tutti, Sandra aveva parole di conforto e incoraggiamento; accomiatava con garbo chi si dilungava, passava disinvoltamente dalla mestizia allallegria coinvolgendo il pubblico presente e i telespettatori. Sebastiano non fatic a convincere sua moglie che in quello studio televisivo con tanti che parlavano e si muovevano si sentiva in certi momenti perfino a disagio. Il pi delle volte, non riusciva a capire le parole di gente semplice che si accontentava della dedica di una canzone, dun saluto particolare dal video. La spigliata presentatrice sprizzava ottimismo, aveva una buona parola per tutti.
Marisa lo ascoltava, con lo stesso trasporto di una bambina che si sente raccontare una fiaba prima di prendere sonno. Le ultime parole che ud furono:
Una trasmissione popolare nel vero senso del termine. Secondo me, la televisione  il mezzo pi efficace....
Sebastiano tolse delicatamente il libro dalle mani inerti di Marisa. Sal la scaletta e si coric. Il lettino non era gran che comodo, ma aveva trovato di peggio in caserme e sistemazioni di fortuna. Super la sensazione di schiacciamento che provava con la faccia quasi a contatto del soffitto. Il silenzio era intervallato dal respiro, che sembrava un ritmico ronzio, proveniente dal basso, da sua moglie. Era latmosfera adatta per fare ordine nei propri pensieri, passare in rassegna nella sua memoria visiva avvenimenti e personaggi; parole e dialoghi in lui si ripetevano come incisi nella cassetta di un registratore. Rivedeva la presentatrice sorridente, i suoi gesti da fata turchina desiderosa di aiutare i bisognosi (anche gli animali) e piacere a tutti.
Dopo lannuncio di esordio, le telecamere inquadrarono il cane. La commozione di Sandra contagi presenti e telespettatori.
Bill avr finalmente una casa! Come ricorderete, aveva tentato di salvare il suo padrone colpito da infarto durante il sonno. Lui se nera accorto, aveva abbaiato; ma quando  arrivata lambulanza era troppo tardi. Il caso  finito sui giornali. Ora, grazie alla nostra emittente che ha lanciato appelli e lo ha fatto conoscere al pubblico, possiamo dire che Bill sar adottato da una graziosa signorina che ama gli animali e, ne siamo sicuri, lo tratter con affetto.
Lo scrosciante applauso che ne era seguito inquiet lanimale, lo fece abbaiare. Quando fu avvicinata dal raccomandato del commissario, la presentatrice intu che la storia del cane evidentemente interessava anche per altri motivi.
La ragazza che ha telefonato,  venuta di persona?, domand Vitale a bruciapelo. Sandra abbandon di colpo la sua espressione gioviale. Cap che la cosa era pi seria di quanto pensava, al punto che uno con laria di poliziotto voleva andarci a fondo.
Prima luno, poi laltro. Di solito vogliamo guardare in faccia chi si offre, chi accoglie i nostri appelli.
Che tipo era?.
Una ragazza come tante; avr avuto ventanni, forse meno. Vestiva jeans e un giubbetto rosso.
Ha lasciato le sue generalit?.
Certo: Luisa Masciadri, abitante in salita delle Fieschine....
Ha un recapito telefonico?.
La donna rimase col sorriso bloccato sulle labbra. Si accorse in quel momento che, nellemozione di aver trovato quanto cercava, non si era preoccupata di domandarlo.
Era venuta sola o in compagnia?.
Mi faccia ricordare....
Sebastiano intu che la pausa di riflessione era fatta ad arte, come se la donna fosse ancora davanti alle telecamere. Sandra port le mani alle tempie, socchiuse gli occhi e rispose:
S, mi pare proprio che fosse accompagnata. Capir, con tutta la gente che viene qui ogni giorno....
Mi perdoni se insisto. La prenda, se vuole, come una scusa per intrattenermi con un donna affascinante come lei....
La lisciata ebbe effetto. Pur abituata ai complimenti, la Botero non rimase insensibile al lusinghiero apprezzamento.
Con lei cera un giovanotto. Mi pare che lo chiamasse... Aspetti... Manuel. S, proprio cos.
Potrebbe descriverlo?.
Un bel tipo, alto, con gli occhi neri e profondi.
Le  sembrato che avesse un accento straniero?.
Per la verit, non ha quasi aperto bocca.
Non ho tuttavia difficolt a credere che una donna attenta come lei non abbia colto....
Mi  sembrato....
Su, dica.
Che avesse la parlata ispanica.
Al colmo della soddisfazione Vitale si allontan, non prima di essersi esibito in un vistoso baciamano. Si sent dire:
Torni a trovarci....
Mentre si rigirava fra una sponda e laltra del letto, la sua convinzione si faceva sempre pi solida: quel Manuel altro non era che il cinese, quello che faceva il cascamorto con la bambinaia di casa Delgrano; lo stesso che si poteva presumere fosse uno dei boss del traffico di droga che girava a Castelletto e altrove e di cui la ragazza con il giubbetto rosso era una pedina.

12.

Sul nome del fantomatico cinese cera dunque un riscontro. Il nominativo lasciato a Teleligustica dalla ragazza risultava invece falso ed era pure spiegabile che la presentatrice non avesse sospetti; il volto delluccisa apparso sui giornali era infatti irriconoscibile. Dal canto suo, Vitale si sarebbe giocato la carriera: laccompagnatrice di Manuel era la medesima da lui vista in un primo tempo davanti allalbero di via Cancelliere e poi nei pressi del canile.
Qualcuno particolarmente esigente avrebbe obiettato che si trattava di indizi troppo labili per tirare certe conclusioni. Se lo avessero tuttavia fatto presente, Vitale se ne sarebbe infischiato facendo spallucce.
In via degli Armeni, Sebastiano recitava la parte delloccasionale passante. Era convinto che il cinese, o Manuel che fosse, si stava aggirando nei pressi.
La governante aveva ripreso a uscire con la bambina; la loro meta era per cambiata. Da via Assarotti raggiunsero piazza Manin dove si fermarono a una panchina sotto agli alberi. Alla bimba non era consentito di allontanarsi; dopo qualche passo di troppo, veniva subito richiamata. Vitale osservava a debita distanza, con la faccia nascosta nel giornale che fingeva di leggere.
A un tratto, si sent il rombo possente di unautomobile e una brusca frenata. Da una Bmw decappottabile scese un giovane. Per lirruenza con la quale si present, il maresciallo credette per un momento che si trattasse di un rapimento; poi, vista lauto a due posti, decisamente poco adatta, si ricredette. La bambinaia sagit, si dimostr allarmata e angosciata. Per prima cosa, Vitale si scrisse i numeri della targa sul bordo del giornale. Gli venne pure limpulso di fermarlo, ma con un marcantonio di oltre uno e novanta aveva poche probabilit di spuntarla. Rimase a guardare.
Il giovane la teneva per le braccia; lei si divincolava, ma senza troppa energia. I due si parlavano in spagnolo; il maresciallo capiva una parola su tante. Il loro comportamento era per evidente: una che respingeva, laltro che tentava di convincere. Pure in quella circostanza, la bambina se ne stava in disparte, faceva correre la palla fino al bordo dellaiola, a breve e pericolosa distanza dal ciglio della strada dove passavano le automobili.
Alla fine, la ragazza sembr cedere; accett che il corteggiatore sedesse accanto a lei. Vitale fece il numero del cellulare (la batteria nel frattempo era stata ricaricata):
Leoncilli?  qui, lo sto sorvegliando. Sono in piazza Manin....
Dopo aver schiacciato il pulsantino rosso, Vitale si pent di non aver raccomandato che non era il caso di arrivare a sirene ululanti.
Sapr lui come fare..., si consol.
La bambinaia si era intanto fatta mettere un braccio intorno alle spalle. Sebastiano stava sui carboni ardenti; guardava con impazienza lorologio, fremeva per limpazienza. Ud una sirena e gli si allarg il cuore; si accorse poco dopo che era unambulanza diretta al vicino ospedale Evangelico. Continuava a ripetersi:
Fermo, che non ti venga la voglia di andartene....
Quando meno se laspettava, Leoncilli lo tocc sulla spalla. La sua valida collaboratrice era pi in l, con un sacchetto di plastica in mano, come una massaia che passa con la spesa. Il commissario fece un cenno e subito dopo irruppero come furie tre agenti. Il cinese tent la fuga. Fu prima gettato a terra, poi immobilizzato e ammanettato. Vista la conclusione, a Vitale sfugg una specie di moccolo finalmente liberatorio:
Ben ti sta! Beccati questo, cinese del c....
La donna agente sal sulla Bmw e si mise a rovistare. Il giovane fu portato a bordo dellauto della Polizia che sostava nei pressi con il motore acceso. Apparve unaltra autovettura; il commissario vi sal. Leoncilli e Vitale si guardarono; il primo domand:
Vieni anche tu?.
Fu tentato ma, constatato che la baby sitter non sera accorta della sua presenza, prefer sfruttare fino in fondo loccasione. Allung il mento verso la ragazza e laltro cap. Le auto ripartirono, anche la Bmw al cui volante sera messa Santomarro. Un attimo prima delle prevedibili sgommature, il maresciallo ebbe ancora il tempo di dire:
Uno dei suoi tanti nomi, forse quello autentico,  Manuel....
La bambinaia aveva intanto raccolto borsetta e giocattoli. Prese per mano Ellen e si allontan. Sebastiano la segu fino a casa; di lei non gli sfuggirono il volto sconvolto, i tanti fazzolettini di carta passati sugli occhi arrossati.
Vitale premette il pulsante, primo della seconda fila del citofono, come aveva visto fare alla governante. Rispose una voce femminile:
Bueno?.
Gioc dastuzia:
C un pacco che non entra in ascensore....
Lo stratagemma funzion. Dopo neanche un minuto apparve una signora ben vestita e fresca di parrucchiere. Non trovando nessun fattorino e accortasi che era soltanto uno scherzo di pessimo gusto, si lasci andare a uninvettiva del tutto imprevedibile:
Li mortacci....
Vicino, con laria del finto tonto trovatosi l per caso, Vitale ud distintamente. Si disse:
La moglie ora so che faccia ha; adesso vorrei vedere anche quella del marito.
Il ritardo fu stavolta pi che accettabile. Sebastiano entr quando Serena e Marisa erano a tavola da pochi minuti. La padrona di casa and in cucina a prendere il piatto tenuto in caldo. La moglie gli rivolse uno sguardo gelido:
Sempre belle figure facciamo....
Sebastiano alz gli occhi al soffitto e raggiunse il bagno. Quando ritorn al suo posto vide unabbondante piatto di pasta condita con salsa verde. Sedette e comment:
Mai mangiato di pi buono....
Durante il pasto, si era ripetuta una scena gi vista: Serena che non osava domandare, Sebastiano che masticava indifferente, Marisa a disagio nel vedere il marito che teneva sulla corda la cara amica. Mosso a compassione e come se parlasse del tempo, butt l:
Anche lultima rogna ha buone possibilit di essere superata....
Lo sguardo rivoltogli dalla moglie fu risentito, ma lui fece finta di niente. Diamine, poteva forse rivelare segreti dufficio, spiegare che lavvocato se la doveva ora vedere con quel mastino di magistrato in gonnella! Sapeva pure che lansia e lemotivit dei parenti possono a volte giocare brutti scherzi; come quella madre apprensiva che aveva spifferato ai quattro venti limminente scarcerazione del figlio. Venuto a sapere, un procuratore particolarmente severo avvi un procedimento per fuga di notizie che fece fra laltro rimandare la liberazione alle calende greche. Meglio quindi restare prudenti, parlare a ragion veduta e a bocce ferme; soprattutto se di mezzo cera una permalosa come la Maccara.
Suon il telefono. Era Barrieri:
La sa lultima?.
Il maresciallo fu preso alla sprovvista.
La rivista, il presunto materiale pornografico... Non si trova, sparita. Sapr esserle pi preciso.
Andiamo bene!.
Leoncilli? Sono Vitale. Il nostro uomo?.
Un osso duro. Vuol far credere di essere una colombella immacolata. Ma so io come incastrarlo. Voglio vedere cosa dice, quando lo metto a confronto con Treponti....
Non ho dubbi. A proposito, hai provato a dirgli che  conosciuto anche come Manuel?.
Come no! Quando glielho detto ha cambiato colore.
Come dice di chiamarsi?.
Ernan Pestalozzi, passaporto argentino e con regolare permesso di soggiorno....
Tu ci credi?.
Per niente.
Nel pomeriggio laria sera raffreddata, nel cielo erano apparsi nuvoloni neri e minacciosi. Data la stagione, Vitale si aspettava neve; ma a Genova con le previsioni del tempo non si pu mai dire. Basta infatti una folata improvvisa sul golfo per contraddire ogni pronostico. Del resto, i genovesi credono ai candidi fiocchi solamente quando li vedono cadere. Venne invece gi una pioggerella fine fine, di quelle che non fanno neanche aprire gli ombrelli.
Guardava dalla finestra e meditava. Non lo convinceva quella signora distinta che al citofono parlava in lingua straniera, salvo  poco dopo  abbandonarsi a imprecazioni tipicamente nostrane. E poi: Delgrano era un nome autentico, oppure una patacca, come la qualifica di console onorario? Quando la donna sent che sotto cera un pacco, non domand nemmeno spiegazioni; per lei doveva quindi essere normale riceverne.
Inoltre, era ancora da sapere perch quel Manuel dimostrasse tanto interesse alla peruviana; al punto, pur di avvicinarla, di mollare la macchina dove capitava, anche fra le aiole.
Tirando le somme cera dunque una bambina che per poco ci lasciava le penne, il furto nella casa dei genitori per forza denunciato dal momento che nel vicinato sera sparsa la voce e  dulcis in fundo  un omicidio. Tutti fatti accaduti a brevissima distanza luno dallaltro, in una sequenza che ai pi poteva sembrare casuale, ma non al maresciallo.
Nel guazzabuglio, ununica certezza: Cominotti era del tutto innocente delle gravi accuse rivolte verso di lui; anche se la sparizione del presunto corpo di reato poteva allungare i tempi. In definitiva, la vicenda del povero pensionato ingiustamente incolpato si intrecciava, pur marginalmente, con unaltra ben pi grave: lomicidio della ragazza che amava i cani.
Nella sua convinzione, Vitale aveva ormai ingranato la quinta e ben difficilmente si sarebbe deciso a fare retromarcia. Delgrano, il cinese e la sventurata Marina erano vertici di un triangolo mortale entro il quale si nascondeva la verit.
Manuel si trovava sotto torchio, ma soltanto per le sue responsabilit che riguardavano la droga. Allo stato dei fatti, la presentatrice televisiva e Setembrin erano i soli che potevano testimoniare di averli visti insieme, che linafferrabile cinese e Manuel erano in definitiva la stessa persona.
S, il ragionamento stava in piedi. Sorgeva semmai un dubbio: un fior di mascalzone come lui che commette limprudenza di farsi vedere negli studi di una televisione. Per come il maresciallo laveva catalogato, il giovanotto era un simpaticone, sempre pronto a dare una mano, dimostrarsi generoso; sapeva oltre tutto fare gli occhi dolci alle ragazze. Tutto fumo, specchietti per le allodole: era proprio dandosi quegli atteggiamenti di giuggiolone che riusciva a non far sospettare sulla sua vera attivit.
Dal suo confronto con Treponti, Leoncilli avrebbe di sicuro ricavato interessanti indicazioni. Intanto, con i due sotto controllo e la ragazza ormai fuori gioco, la distribuzione di stupefacenti a Castelletto poteva ritenersi compromessa. I vari Sergio e chiss quanti altri come lui si trovavano allasciutto, senza fornitori.
Manuel era sicuramente un tipo sveglio e intraprendente. Ritenere tuttavia che fosse soltanto la rotella di un ingranaggio pi vasto e intricato appariva del tutto realistico. Il cinese doveva essere un grossista locale al quale facevano capo spacciatori del posto. Si trattava di gente giovane e insospettabile, a giudicare almeno dalle facce da bravi ragazzi di Treponti e Marisa: una che passava per brava figliola, al punto di portare a spasso i randagi del canile.
Per esperienza, il maresciallo sapeva che i grossi rifornimenti di droga arrivano in Italia soprattutto da due direzioni: dalla Spagna e dai paesi della ex Iugoslavia. A lume di naso, era verosimile ritenere che Genova fosse alimentata via Nord Africa e penisola iberica. A meno che le partite non giungessero direttamene dal Sud America; cera pure da credere che non transitassero dal porto: un luogo troppo scontato e tenuto sotto costante sorveglianza.
Certo che, con quel macchinino che poteva fare i duecentocinquanta allora, uno come Manuel poteva spostarsi agevolmente, caricare e scaricare nel corso duna notte o di un giorno. Se poi sapeva, come presumibile, scegliere le persone con le quali accompagnarsi dava ancor meno nellocchio: come quando portava con s linsignificante peruviana oppure la biondina con la faccia di adolescente e i lunghi capelli che si scompigliavano al vento.
Il giovanotto poteva pure dimostrarsi magnanimo, al punto di assecondare il tenero desiderio di adottare un cane con gli occhi tristi visto in televisione.
Aveva smesso di piovere. Il cielo a occidente si stava schiarendo. Vitale provava non di meno a immaginarsi i gocciolanti castagni di Lumarzo.
Noi ce ne andiamo, si sent dire.
Marisa e Serena erano vestite di tutto punto e pronte per uscire con i guanti in mano.
Dove andate di bello?.
A fare due passi, in via Venti Settembre.
Buona passeggiata.
Serena aggiunse:
Le chiavi le hai?.
Andate pure tranquille....
Sebastiano si ritrov solo, in una casa accogliente che per non era la sua. Fu a quel punto che not i tubi del riscaldamento che correvano dal soffitto al pavimento. Tocc e sent caldo.
Chiamali fessi sti genovesi!, esclam.
Le condutture portanti il calore negli appartamenti, che nelle case pi recenti non si vedono, in quelledificio di inizio Novecento erano in bella vista, con la loro superficie radiante ben esposta e dispensatrice di tepore che, diversamente, sarebbe andato disperso. Rimase colpito da unaltra curiosit: nel radiatore di ghisa artisticamente lavorato cera una specie di stipo, con una porticina.
Sta a vedere che l ci mettevano in caldo la roba da mangiare, per non farla raffreddare....
Per non dire inoltre di altre originalit presenti nel caseggiato come lascensore riservato solamente ad alcuni condomini (ecco perch Marisa con i suoi bagagli non pot servirsene), lappartamento a livello cantine che prendeva luce da due finestrini alla base del marciapiede. Cose del genere a Milano, Torino ma anche a Cherasco, non si sarebbero mai viste.
Quei dettagli erano esempi di quanto pu rendersi conto un forestiero proveniente dalle nebbie dOltrappennino. Sebastiano matur la convinzione che Genova, come tutta la Liguria, si deve accettare cos com. Il loro fascino sta anche nella originalit e nelle bizzarrie che ne fanno una terra unica, da prendere o lasciare.
In mancanza di meglio, si era lasciato andare a vacue considerazioni; si trastullava mentalmente, come se avesse voluto prendere una ricreazione. Del resto, il silenzio che cera in casa e per la strada contribuiva a creare latmosfera adatta per meditazioni e considerazioni. Per uno con la fantasia fervida come la sua, la vista del mare che a un certo punto faceva orizzonte unico con il cielo era uno stimolo che laria iodata rendeva ancora pi eccitante. Apr la finestra e respir profondamente. Come alimentate da una miscela di sostanze misteriose, le sue facolt mentali si misero a galoppare come un cavallo alato capace di correre sullacqua, spostarsi come un fulmine dal monte di Portofino fino ai rilievi della Francia.
Ora vedeva le cose sotto una luce diversa, correggeva giudizi e prime impressioni. Si sentiva inoltre responsabilizzato, sapeva di dover essere equo e imparziale. Come dire che a Leoncilli aveva dato e non poco. Ora doveva bilanciare i piatti di una giustizia che imponeva di compensare i Carabinieri. Secondo la sua personale suddivisione, alla Polizia doveva andare il merito di aver sgominato un vasto giro di droga, agli altri larresto dellassassino della ragazza. Solamente agendo in questo modo non sarebbe stato preso da scrupoli di coscienza.
La perquisizione svolta nellabitazione di Manuel non aveva dato risultati. Nel modesto appartamento situato in un vicolo del centro storico non fu trovata neppure una modica dose per uso personale. Secondo quanto risultava dai documenti, di professione era collaboratore domestico. Figurarsi! Uno che faceva la bella vita come lui... Non era peraltro da escludere che a servizio in qualche casa, almeno in passato, ci fosse pure stato. Vitale pens subito alla dimora di Delgrano, dove poteva aver conosciuto Maria Cruz.
Perch no? Non cera da stupirsene.
La costosa Bmw era intestata a una societ di leasing e il relativo contratto firmato da una non meglio identificata Triplanet, con sede a Montecarlo. Alla domanda di come giustificava il possesso dellauto, la risposta fu sorprendente:
E va bene, lho rubata. Volevo far colpo su una ragazza.
Leoncilli e Santomarro si guardarono increduli; a loro non capitava di frequente che un ladro dautomobili confessasse la sue malefatte in modo tanto sbrigativo e disinvolto. Non sarebbe quindi neppure stata necessaria la lunga esperienza accumulata in tanti anni dal commissario per sentire puzzo di bruciato.
Al registro delle imprese italiane la Triplanet non esisteva. Dopo alcune telefonate con Monaco, risult che detta ragione sociale operava nel Principato occupandosi di import-export, in particolare con lAmerica Latina. Come amministratore figurava tale Benjamin Aulett, di nazionalit libanese. La Bmw oggetto di presunto furto aveva del resto targa monegasca.
Il commissario non era tipo da scoraggiarsi per poco. Durante linterrogatorio pose una precisa domanda:
Perch i proprietari dellauto non hanno sporto denuncia?.
Il cinese non fece una piega:
E che vuole che ne sappia....
Ricapitoliamo. Hai detto di esserti impossessato della macchina mentre era in sosta... Dove di preciso?.
Dalle parti di corso Magenta.
Non potresti essere preciso?.
No perch era buio.
Dilla giusta.
E va bene. Quando lho presa non cero con la testa, avevo bevuto.
Ci puoi dire in quali bar sei stato a ubriacarti?.
Ho stappato alcune bottiglie di spumante che tenevo in casa.
Vorrei capire: da te a corso Magenta c un bel tiro, non sono proprio due passi....
Sono allenato a fare lunghe camminate....
Il giovanotto appariva disinvolto, in certi momenti perfino strafottente come uno che sa di avere potenti protezioni.
Attualmente dove lavori?.
Sono disoccupato. Potete controllare nelle liste di collocamento.
Controller, sta tranquillo: questo e altro....
Il tempo passava, ma era come cavare sangue da una rapa. Dopo un paio dore di interrogatorio, lunico reato che gli poteva essere contestato era furto dauto; il che voleva dire una denuncia a piede libero, non essendoci flagranza.
Leoncilli esitava, sapeva che  appena fuori di gabbia  luccellino avrebbe preso il volo e non lo si sarebbe pi visto.
Vitale cercava di mettersi nei panni del commissario. Non poteva per sapere la frase che gli avrebbe sicuramente dato da riflettere:
Ho rubato per fare colpo su una certa ragazza....
Su chi, quella racchia e nanerottola di Maria Cruz?
Lidea che Manuel fosse rilasciato e quindi facesse perdere le proprie tracce lo innervosiva, gli faceva perdere la calma. Vitale sentiva di dover fare qualcosa. La prima che gli venne in mente fu di tornare nel negozio dalle parti di via Armeni. A met pomeriggio, la bottega era quasi deserta. Aspett che una signora anziana uscisse per rimanere a tu per tu con lesercente.
Si ricorda di me?.
Laltro sembr cadere dalle nuvole, ma una cosa ebbe subito per certa: aveva da fare con uno della giusta.
Mi pare, ma non sono sicuro....
Maresciallo..., disse Vitale sventolando per un attimo la sua tessera.
Immagino che lei voglia sapere del furto in casa Delgrano. Ho gi riferito ad altri....
Non precisamente. Mi parli intanto di loro. Che gente ?.
Normale, distinta. Lui non lo vedo quasi mai; lei viene rare volte, quasi sempre accompagnata dal personale di servizio.
Quanti sono?.
Mi faccia pensare. Una tuttofare, due cameriere, la baby sitter.
Si tratta di quella piccoletta e grassoccia?.
 soltanto in questi ultimi tempi che si  ingrassata. Prima era perfino graziosa.
Sono stranieri?.
Sembrerebbe di s. Almeno, tutti ne sono convinti.
Lui che lavoro fa?.
Di preciso non so. Sicuramente di alto livello.
In quel momento si affacci una cliente:
Signor Mario, si ricordi di procurami quel certo prosciutto cotto che a mia figlia  piaciuto tanto....
Stia pur certa signora. Ora sottomano non ci ho di matita, ma non me lo scordo di sicuro....
Scusi. Mi diceva?.
Che tipo di vita conducono?.
Molto riservata direi. Lei mi pare che faccia volontariato. Aiuta gli extracomunitari bisognosi.
Come lha saputo?.
Pi duna volta sono venuti da me, per sapere dove abitava la signora....
Che tipi erano?.
Poveretti in cerca di lavoro, soprattutto latino-americani.
La bambina?.
Delicata di salute. La tengono sotto bambagia.
Vitale alz gli occhi; sopra il banco cerano alcune fotografie attaccate alla parete.
 lei quello?.
S. Sono foto scattate quando  venuto il Cardinale in visita pastorale al Sacro Mandillo.
Si vede il suo negozio....
Lesercente fece la faccia compiaciuta.
Ne ho altre, se le fanno piacere.
Come no!.
Vitale prese in mano le immagini.
Aspetti, ce ne dovrebbe essere anche una con Delgrano....
Al maresciallo quasi venne un colpo. Dietro al presule, si vedeva un uomo al volante di unautomobile. Era una Bmw, stesso modello e medesimo colore di quella con la quale Manuel fece limprovvisata in piazza Manin.
Chi  questo signore?.
Ma  il signor Delgrano....

13.

Vitale ebbe ragione a voler ritornare nel negozio. Dopo aver appreso da Leoncilli il collegamento fra Bmw e Triplanet, ci mise poco a concludere che Delgrano faceva parte del giro. Manuel aveva rubato casualmente la prima bella macchina trovata per strada? Poco credibile, per un semplice motivo: la vettura non presentava effrazioni o manomissioni, aveva le chiavi originali di dotazione nel cruscotto. Al maresciallo era rimasta la curiosit di vedere in faccia il sedicente diplomatico; quella di sua moglie non era pi una novit.
Intercettarlo nel preciso momento in cui tornava a casa non era semplice. Si doveva rimanere appostati per lunghe ore; e poi non era nemmeno detto che si facesse vivo. Quando lesercente gli mostr la foto, ebbe limpulso di afferrarla e scappare via. Invece si controll, ebbe perfino la faccia tosta di dire:
Non le dispiace se me la tengo. Prometto che gliela restituir.
Il negoziante alz le spalle; daltronde, la fotografia non era nemmeno fra quelle meglio riuscite.
Dopo aver esaminato a fondo, colto particolari e sfumature, fu in dubbio se parlarne oppure no al commissario. Poteva essere importante per le sue indagini? A lume di naso ben poco. Oltre tutto, Delgrano lo aveva gi incontrato quando si era presentato a sporgere denuncia. Per il momento, decise di tenere per s.
Manuel era presumibile che fosse rilasciato. Oltre al furto dellauto, da lui prontamente ammesso, sul suo conto altro non fu riscontrato. Al momento di lasciare il commissariato, lagente Santomarro gli lanci unocchiata che significava: Tu non mi incanti....
Cera per poco da fare. Il bellimbusto fu abile a dare di s limmagine del bravo ragazzo magari un po sventato, dellextracomunitario venuto in Italia per lavorare, preso dal vortice tentatore del consumismo. Sullauto rubata si giustific dicendo che non aveva resistito alla tentazione, al desiderio duna botta di vita per far colpo su una ragazza. In definitiva, un peccato veniale, il coronamento pur effimero di un sogno accarezzato da tanti coetanei. Aveva un bellaspetto, piaceva alle donne; ma queste caratteristiche, fino a prova contraria, non costituivano reato.
Allontanandosi da piazza Matteotti con alle calcagna due agenti in borghese, Manuel se la rideva; non era cos ingenuo da farsi pizzicare con le mani nella marmellata. A dire la verit, cera anche qualcunaltro che moriva dalla curiosit di sapere dove andava e con chi si incontrava, soprattutto in un determinato posto.
Alla ricerca di un luogo appartato in cui rilassarsi, il cinese si diresse verso lAcquasola. Pass indifferente davanti al chiosco. Vitale fece un cenno interrogativo a Setembrin e questi annu. Ora non esistevano pi dubbi: il giovane era il medesimo visto con Maria Cruz al momento della presunta violenza nei confronti della piccola Ellen che tanti grattacapi aveva procurato al povero Cominotti.
Sebastiano ancora non sapeva che valore dare a quella rivelazione; sentiva comunque che doveva essere importante, buona a sapersi. Manuel sost a lungo solitario su una panchina. Vitale stava per andarsene, quando not un ragazzo che si aggirava con fare sospetto. Ci mise un po, ma poi lo riconobbe: era il medesimo da lui incontrato mentre si trovava in crisi di astinenza. Quel tal Sergio, se non ricordava male.
I due fecero finta di ignorarsi. Manuel and al chiosco e si fece dare un ghiacciolo; tolse la copertura e con la stessa avvolse il bastoncino. Dopo aver consumato, butt nel cestino dei rifiuti, come un coscienzioso frequentatore di giardini pubblici. Quindi si allontan. I due agenti lo seguirono. Sebastiano avrebbe fatto lo stesso, non fosse stato per la presenza del tossicomane di cui i poliziotti ignoravano lidentit. Sergio si avvicin al cesto, allung la mano e mise qualcosa nella tasca.
Tombola!, esclam il maresciallo.
Rimanergli poi alle costole non fu impresa da poco. Il ragazzo si voltava, guardava intorno circospetto. Vitale ebbe per un paio di volte limpressione di essere notato. Daltra parte, poteva pure non essere riconosciuto. Era stato visto in momenti particolari e non era detto che il ragazzo lo ricordasse. Era unipotesi un po temeraria ma sulla quale si poteva anche far conto.
Sergio imbocc via 25 Aprile e, prima di arrivare a De Ferrari, prese a destra. Il maresciallo si trov nuovamente alle prese con i vicoli di Genova, gli stessi che a sua moglie facevano senso, se non paura. Pass in luoghi soleggiati e in altri umidi, da starci attento a dove mettere i piedi. Il pedinamento dur quasi unora e non era escluso che il tipo la tirasse alle lunghe per disorientare eventuali inseguitori. Sebastiano teneva duro, non si scoraggiava; loccasione era troppo ghiotta per mollare losso. A un certo punto, Sergio entr in una casa, di quelle che non vedono mai il sole. La facciata era screpolata e anonima. Al vetro di una finestra si affacci un volto di anziano in canottiera. Incrociarono gli sguardi; il vecchio accenn un saluto, forse compiaciuto di vedere qualcuno dallaspetto normale. Vitale gli fece segno di aprire:
Dove abita Sergio?.
Qua sotto, al primo piano.
Sa se  in casa?.
Lho sentito rientrare proprio adesso....
Sebastiano si tolse dalla visuale; mise le spalle contro il muro della casa. Davanti, a due metri scarsi, cera unimpalcatura di tubi metallici ricoperta da una fitta rete che la faceva sembrare misteriosa come il volto velato di una donna araba. Si decise a salire al primo piano. Sul pianerottolo si affacciava una sola porta; come targhetta, un foglietto quadrettato. Quella fu una delle poche volte in cui rimpianse di non avere il vizio di fumare. Con un accendino avrebbe infatti faticato di meno. Alla fine riusc a leggere: Baletto.
Torn di sotto, indeciso. Linvolucro del ghiacciolo che Sergio aveva con fare indifferente raccolto dal cestino doveva contenere una chiave. Fece rapide considerazioni. Poteva entrare con la forza nellappartamento, con il rischio tuttavia di non trovare quel che cercava e di mettere inutilmente in allarme. Lalternativa era aspettare che il ragazzo uscisse nuovamente di casa per poi seguirlo. Era sicuro che la chiave portava a un deposito di droga, non poteva essere diversamente. Con la Polizia che lo teneva docchio e Treponti sotto sorveglianza, Manuel doveva far ricorso ad altri, era costretto a fidarsi anche di un tossicodipendente.
Il nome del vicolo, ammesso ne avesse uno, Vitale non avrebbe saputo riferirlo; nemmeno a Leoncilli, casomai avesse deciso di farlo venire.
Nellaria si sentiva odore di legna bruciata. Il cielo, per quel poco che si poteva vedere, appariva coperto. Cadde un silenzio di tomba. Per colmo, sar stata lagitazione o la fatica, al maresciallo venne un impellente bisogno di urinare. Guard intorno e apr la cerniera dei calzoni. Non ebbe tempo di finire; si riaggiust frettolosamente dopo aver sentito larrivo di qualcuno. Fece finta di niente, guard lorologio, proprio mentre quattro uomini entravano nellandrone. Avevano la pelle nera, quasi violacea; erano alti e robusti, con abiti esotici simili ad ampie vestaglie. Portavano pesanti borsoni. Parlavano fra loro in un linguaggio incomprensibile. Parvero sorpresi. Rivolgendosi a Vitale, uno di loro disse:
Buona sera.
Buona sera a lei.
Trascinando i loro fardelli, scomparvero nelle strette rampe di scala.
Sebastiano vide accendersi una luce al terzo piano. Nello stesso momento, si accorse che le finestre dellappartamento di Sergio erano buie.
Sta a vedere che adesso quello si  fatto. Chiss quanto mi tocca aspettare, prima che si svegli nuovamente....
Baletto invece apparve inaspettatamente sul portone; Sebastiano ebbe appena tempo di nascondersi. Il ragazzo sera cambiato dabito, aveva raccolto i suoi lunghi capelli, prima disordinatamene sciolti, a coda di cavallo. Sembrava essersi messo in ghingheri per chiss quale occasione. Dopo un lungo tratto in pratica al buio e che non sarebbe stato in grado di ripercorrere, lo segu fino a piazza Campetto e poi a San Matteo, la bella chiesa ricoperta di lastre bianche e nere. Al fontanone di De Ferrari cominci a orientarsi, non gli sembr pi di vagare in un labirinto. A quel punto poteva pure dirigersi verso il commissariato.
Sergio sedette ai bordi della fontana, come se stesse aspettando qualcuno. Per Vitale fu il momento buono:
Pronto, Leoncilli?.
No, sono lagente Santomarro. Il commissario  andato in questura per conferire.
Santo... Santo. Abbia pazienza, io per i nomi....
Dica, dica.
Non c un minuto da perdere. Ho bisogno di una mano. Mi trovo a due passi da voi, a De Ferrari. Venite subito. Vacc....
Pronto, pronto....
Il maresciallo si era interrotto; in quei momenti aveva visto Delgrano mentre si avvicinava al ragazzo.
Fate presto, mi raccomando....
I due rimasero per un po indifferenti luno accanto allaltro, come se non si conoscessero. I getti della fontana lasciavano intravedere contorni arzigogolati di imponenti palazzi. La poliziotta apparve come piovuta dal cielo. Faceva finta di frugare nella borsetta, un buffo cappellino le copriva la fronte; sembrava una passante come tante. Quando i due si alzarono, port il fazzoletto alla bocca; sembr in preda a una tosse convulsa, ma nella realt parlava al telefonino. Vitale si incammin e lei lo segu.
Delgrano e Baletto entrarono nellandrone di un edificio. Un custode in divisa si premur di salutare; quando i due salirono sullascensore, Santomarro si precipit verso di lui.
Polizia! Dove stanno andando quelli che sono appena saliti?.
Ma  il titolare della Tracon, al settimo piano....
Stia qui e guai a lei se alza il telefono....
A quel punto spuntarono i colleghi della poliziotta. Questa, rivolta a Vitale, disse:
Mi sono personalmente presa la responsabilit. Spero che lei non mi faccia fare brutta figura....
Prego, rispose il maresciallo indicando la porta dellaltro ascensore.
I poliziotti salirono.
Quando ci fu lirruzione, Vitale stava aspettando lautobus che faceva la linea verso casa.
Sopra il mezzo pubblico cera gente in buona parte da poco uscita dai luoghi di lavoro. Le luci dellautomezzo erano tenui, davano un senso di malinconia. Sul far della sera, nei corsi alberati dopo Manin, Vitale fu colto da sentimenti inaspettati. Guardando la distesa di case illuminate, Genova gli parve luogo ideale dove aveva sempre vissuto, una citt in cui si avverano sogni inconsci e sensazioni di ritorno a una madre mai dimenticata. Salendo la scalinata di corso Firenze, salut chi gli passava accanto: gente sconosciuta che rispondeva di buon grado.
Quando Marisa apr, parl prima di lei:
Adesso non puoi certo dire che sono in ritardo, che non ho orari....
Dopo cena, guard un po di televisione. Si sintonizz su Teleligustica. Davano un film. La Botero non si vide per niente. Prov ad immaginare il trambusto e lagitazione che dovevano esserci al commissariato. Alz il telefono:
Pronto. Mi passi lagente Santo....
Si sent un clic e poi la voce della donna.
Sono Vitale. Mi rendo conto che non  questo il momento adatto. Vorrei solo sapere se  andato tutto bene.
Bene, benissimo. Ora non posso trattenermi. La faccio semmai chiamare dal commissario....
Sebastiano si stiracchi, ulul un sonoro e sguaiato sbadiglio. Gli era improvvisamente caduta addosso la stanchezza. Avrebbe tuttavia pagato per essere negli uffici di piazza Matteotti. Cercava di dare significato a quel: Bene, benissimo....
Prima di addormentarsi al termine di una delle sue giornate pi movimentate, pens allavvocato. Se lo vide alle prese con la ex compagna di studi, e forse di qualcosaltro, dun tempo. Non voleva essere al suo posto.
Giornali e televisioni non ne erano ancora al corrente, ma la Polizia aveva stroncato uno dei pi grossi traffici di droga degli ultimi anni. Dietro la facciata di un ufficio apparentemente regolare, si nascondevano arrivi e partenze di grosse quantit di stupefacenti. Mentre Leoncilli riferiva i particolari delloperazione al questore, non riusciva tuttavia a nascondere il timore che qualcuno gli potesse obiettare: Ma come, proprio sotto il tuo naso....
In effetti, i circa venti chili di eroina pura sequestrati a due passi dal commissariato erano stati rinvenuti dove mai ci si sarebbe aspettato: in un palazzo centrale sede di numerosi uffici. Con la droga, alla Tracon furono trovati carte e registri sospetti. Gli esperti della questura serano messi al lavoro. Ci fu non di meno un particolare che colp lattenzione del commissario. La carta intestata della ditta recava scritto: Rappresentante per lItalia e il sud Europa della Triplanet.
Si domand:
Ma non  la stessa di Montecarlo, quella della Bmw?.
Dal canto suo, Vitale poteva ritenersi soddisfatto. Fu infatti grazie alla sua tempestiva segnalazione e alla sua provvidenziale presenza nel luogo giusto  era del resto la sua specialit  che la Polizia riusc, nel corso di in una brillante operazione come avrebbero poi riportato gli organi di informazione, a sgominare un traffico con ramificazioni internazionali.
Colti di sorpresa, Delgrano e Baletto furono arrestati. Nel corso della successiva perquisizione nellabitazione del sedicente diplomatico vennero alla luce altri quantitativi. Da Baletto, privo di documenti, non riuscirono ad andare; il giovane si era chiuso in un mutismo ostinato. Non riuscirono nemmeno a farsi dire il suo nome.
Per colmo di disdetta, lo stesso Vitale  interpellato in proposito dal commissario  non pot essere utile, dal momento che non fu in grado di dare indicazioni precise. Poteva far sapere fino a un certo punto; dopo, per lui, i carruggi erano tutti uguali. La sua fu una giustificazione che lasci perplessi. Accortosi che non stava facendo bella figura, a mo di scusa sbott:
Leonc, che ci posso fare. Vuol dire che invecchio, che mi sto rincoglionendo....
La documentazione rinvenuta nellelegante appartamento di via Armeni era stata catalogata come interessante. Ci significava in realt che, al momento, la Polizia non si raccapezzava. Il consiglio che Vitale diede al commissario fu:
Mettete sotto torchio la bambinaia. E poi, la sua padrona:  una che vuol far credere di essere quel che non ....
Non aggiunse altro, ma non cera bisogno di tante parole. Le due donne furono portate in commissariato e interrogate. La Delgrano riusc a impietosire. Senza di lei, la sua bambina cagionevole rimaneva sola e bisognosa di cure. Lelegante signora  dopo aver giurato e spergiurato di non sapere nulla di quanto faceva il marito  fu rimessa in libert.
Sin dal momento del suo fermo, Maria Cruz cominci a lamentarsi snocciolando interminabili litanie in lingua ostrogota. Muoveva continuamente il corpo in avanti e indietro; dopo un po aveva rotto i timpani a tutti. Fu chiamata durgenza uninterprete. Per la signora non ce ne fu bisogno; riusc subito a farsi capire, soprattutto nelle sue implorazioni a riguardo della figlia.
A quel punto Leoncilli ordin larresto anche di Manuel e Treponti. Entrambi sotto costante sorveglianza, non fu difficile acciuffarli. Con loro, la retata poteva dirsi completa. Al moroso di Marina furono trovate addosso alcune dosi pronte per lo spaccio. Protagonisti, comprimari e comparse si trovavano ormai sotto chiave. Ora si trattava di definire nei dettagli il quadro dellattivit criminosa.
Vitale aveva preferito rimanerne fuori, per delicatezza. Sera messo da parte poco prima che gli agenti salissero alla Tracon. Cambi tuttavia idea, dopo aver saputo che tra le carte sequestrate in via Armeni cera un lungo elenco di nomi con relative generalit. Si trattava soprattutto di nominativi ispanici. Fra gli altri, cerano quelli di Maria Cruz e  da non crederci  Ernan Pestalozzi. Luogo dorigine di entrambi, la Colombia. Semplici omonimie? Valeva la pena di approfondire.
Al maresciallo la fotocopia dellelenco da lui richiesta diede da pensare. La prima congettura che gli venne in mente fu che si trattasse dun traffico di clandestini. Fra le sue poco pulite attivit, Delgrano aveva messo su anche una specie dufficio di collocamento. Si poteva supporre che facesse entrare illegalmente in Italia tanti speranzosi di un lavoro e lucrare la relativa tangente; ammesso non ci fosse altro. In definitiva poteva trattarsi dun racket di manodopera in piena regola.
Vitale si persuase che lelenco era soltanto parte di una documentazione pi vasta che doveva comprendere anche luoghi di destinazione e di impiego. Il fatto che i nominativi fossero soprattutto di donne faceva pensare a un traffico di collaboratrici domestiche.
Il maresciallo si era gi occupato di giri di prostituzione diretti da albanesi e nigeriani. Erano gente senza scrupoli che attiravano in Italia povere ragazze col miraggio di una vita dignitosa. Per alcune, il mestiere pi antico del mondo da loro gi esercitato diventava se non altro meglio retribuito, in un Paese con molte comodit dove si vive bene e meta ambita di tanta misera gente.
Il passaporto argentino esibito in commissariato da Pestalozzi era sicuramente falso. Daltronde la falsit, lapparire e non essere erano costanti che nella vicenda si incontravano a ogni confronto con la realt. Inattendibili i nomi, le nazionalit; a cominciare dalla moglie di Delgrano a cui era sfuggita una italianissima invettiva: altro che cittadina sudamericana come voleva far credere...
Erano comunque i nomi maschili che Vitale decise di tenere in particolar conto. Mentre le indagini della Polizia seguivano il loro corso, il maresciallo decise di avviarne una per conto suo. Si mise in testa che i mestieri da loro esercitati erano tutto tranne che collaboratore domestico. Era il caso di quello sciupafemmine di Manuel, per fare un esempio. Realistico pensare che fossero nel giro della droga, se non addirittura killer a comando.
Bella intuizione, ma come provarla? Pure in quel caso, la generosa disponibilit del maresciallo dei Ros Calogero Piazza poteva venire a fagiolo.

14.

Mancava poco alle nove di mattina quando Vitale prese lautobus diretto a De Ferrari. Sapeva di aver fatto la figura dello sprovveduto, si doleva di non aver saputo indicare labitazione di Baletto. Non riusciva a darsi pace per aver fallito unoperazione fra le pi semplici; roba da reclute, allievi Carabinieri. Imbocc vico della Casana, quello che pi gli ispirava, e lo percorse in discesa. Guardava attentamente facciate e portoni; diceva di continuo: Questa no, quella neanche....
Il sole riusciva a irradiare lintricato centro storico, almeno in alcuni tratti. Aveva imparato che alla fontana erano rose e viole; il complicato veniva dopo. Come meta sera posta piazza Banchi, una localit suggeritagli da Serena dopo aver sentito le di lui confuse descrizioni. Marisa si offr di accompagnarlo; non insistette dopo essersi sentita dire di no.
A Calogero aveva inviato un fax con i nomi maschili contenuti nellelenco sequestrato in casa Delgrano. Erano una decina.
So di darti una scocciatura. Altro non ti posso dire. Porta pazienza....
Piazza non si scompose.
Mi interessano in particolare quelli che ti risultano attivi a Genova; al massimo in Liguria e Piemonte....
E dici poco!, aggiunse fra s.
Ora non gli rimaneva che aspettare e sperare nella buona sorte. Uno come lui non poteva per restare a guardare. Nella sua filosofia spiccia di vita quotidiana aveva maturato la convinzione che le cose non cadono dal cielo, che mentre ne cerchi una  facile che ne trovi inaspettatamente unaltra.
Dalla sua approssimativa ricognizione non si attendeva gran che. Era comunque un modo di attivarsi, aspettare la buona occasione, leventuale colpo di fortuna. Fortuna che credette di avere agguantato, nel momento stesso in cui vide i quattro neri dalla pelle violacea. Reggevano i soliti borsoni. A un certo punto si divisero. Vitale dovette decidere sui due piedi a quale di loro stare dietro. Scelse il pi grosso: primo perch era pi visibile, secondo nella convinzione che non fosse di gamba lesta. Pia illusione. Luomo dalla carnagione scura caric a spalla il pesante fardello e si avvi a passi lunghi, in salita verso De Ferrari. Il maresciallo fatic non poco a stargli dietro. Giunto alla piazza, il nero prese un autobus. Vitale fece appena tempo a salire anche lui; sceso alla stazione Brignole, segu fino a un treno in partenza per Savona. Era troppo, non se la sentiva di andare oltre. Mentre il convoglio era ancora fermo, entr e con voce affannata si rivolse alluomo di colore:
Devo a ogni costo avvertire Sergio. Lo sta cercando la Polizia. Sai dove posso trovarlo?.
Laltro in un primo momento rimase guardingo. La commedia era per convincente.
A questora lo trovi al bar di Sottoripa. Se si  svegliato....
E se non c?.
Lextracomunitario allarg le braccia. A un curioso incontrato per la prima volta aveva detto fin troppo. Vitale recit la parte fino in fondo; se ne and affannato, come se stesse cadendo il mondo.
Fuori della stazione, si sent al punto di partenza. Lindirizzo di Sergio non era riuscito a saperlo, vaga lindicazione per trovarlo. Di bar in Sottoripa ce ne doveva essere pi duno. Con ogni probabilit, in quei momenti Baletto si trovava in carcere assieme agli altri complici. In ogni caso, per quel che aveva da fare...
Ritorn a piedi. Pure via Venti Settembre, in salita, si faceva sentire. Domand per Sottoripa. Chi rispondeva dava per scontato che lui conoscesse la citt, soprattutto il dedalo del centro storico. Sbagli strada, torn sui suoi passi. Come Dio volle, allimprovviso si apr una piazza da dove proveniva rumore di traffico. Percorse su e gi gli antichi portici di pietra. A ogni locale pubblico, allungava il collo, sbirciava. Era per la solita gente che si pu incontrare in un bar a met mattina. Apr una porta a casaccio e domand:
Sergio s visto?.
Dopo analoghi tentativi, si sent rispondere:
 presto per lui....
Era quanto sperava di sentire. Ordin un cappuccino; sedette a un tavolo che gli permetteva di vedere i passanti, soprattutto chi entrava e usciva. Dalla faccia, il barista sembrava uno di poche parole. Sarebbe quindi stato difficile attaccare discorso. Quando si alz per andarsene, entr una ragazza scarmigliata e con la faccia addormentata. Vitale ci mise poco a capire che si era da poco svegliata da una notte di sballo. Con limprontitudine che in certi momenti gli veniva naturale si rivolse a lei dicendole:
Devo avvertire Sergio. La pula lo sta cercando....
La ragazza prese il suo telefonino e compose un numero. Dopo un po rispose:
Non risponde. Devessere ancora addormentato.
Dimmi dove posso trovarlo;  nel suo interesse. Fidati, sono un amico di Marina....
Sentendo quel nome, la poveretta spalanc gli occhi. Vitale decise il tutto per tutto:
Il cinese  stato arrestato.
Ci fu una reazione imprevedibile; la ragazza scoppi a piangere. Fra i singhiozzi, diceva:
E adesso, chi mi d la roba! Chi me la d....
Io ti posso al massimo offrire un caff con il cornetto.
La giovane accett. Presero posto. Sebastiano riprese:
A proposito di Marina, non si  pi fatta viva....
Il maresciallo si aspettava una precisa domanda: Ma tu chi sei?. Meno male che non arriv.
Qualcosa mi dice che ha fatto una brutta fine..., aggiunse in tono drammatico.
La ragazza sbocconcellava, apparentemente distratta. Quando meno se lo aspettava, Vitale si sent rispondere:
Quel Bulk,  capace di diventare una bestia.
Il maresciallo annu, come se sapesse.
Lui  uno....
Laltra non rispose. Sebastiano arrischi:
Di quelli fatti venire in Italia da....
Pedro.
Quello che sta in via Armeni?.
La giovane rispose con un silenzio pi che eloquente.
Per non  giusto. Bisognerebbe fargliela pagare. Con Marina tu non eri amica? Mi parlava spesso di una come te, che incontrava a Sottoripa.
Il bluff and a segno, la povera tossicomane sembr crederci.
Ora vedo cosa posso fare per aiutarti, soggiunse Vitale alzandosi dal tavolo. Pag la consumazione e scrut il volto del barista; non vi colse reazioni curiose o di sorpresa.
Cercher di mandarti qualcuno. Il tuo nome?.
Benedetta. Non so cosa sia venuto in mente ai miei; dovevano invece chiamarmi maledetta....
Fatti coraggio, concluse il maresciallo toccandole la spalla.
Al ritorno, pass davanti a Teleligustica. Guard verso lalto e si immagin Sandra Botero indaffarata, con il piglio di donna manager che concede a politici, miseri e potenti il privilegio di comparire in televisione; spesso con il solo compenso di un baciamano, dun complimento galante.
Non lo faceva sovente, ma gli capitava. Per riordinare le idee si aiutava con carta e penna. Tracciava ghirigori, scriveva nomi, faceva circoletti e poi collegava con linee a punta di freccia. Serena aveva da poco compiuto uno dei suoi miracoli di cucina: la cima alla genovese. Da quando Sebastiano rivel desserne ghiotto, in tavola la pasta con il pesto non mancava inoltre mai. Unico neo, il vino; mediocre, a giudizio di lui, abituato comera ai nettari langaroli.
Marisa era allegra, anche per tirare su il morale dellamica. Prima di dare rassicurazioni definitive, Vitale aspettava notizie dallavvocato; sapeva infatti che la scomparsa del settimanale prova di reato poteva portare a difficolt e rinvii. Daltra parte, con la Maccara sarebbe stato imprudente cercare di forzare i tempi o sollecitare oltre una certa misura.
Tutto sommato a Sebastiano non dispiaceva, almeno in quella circostanza, essere trascurato dalla moglie. Marisa era infatti tutta presa a consolare la cara amica. Le due uscivano insieme, passavano lunghe ore in cucina. Serena si sentiva con la suocera al mattino e alla sera. I ragazzi cominciavano a fare domande sempre pi imbarazzanti, in seguito alla loro lontananza dai genitori e dalla scuola sospettavano qualcosa di grave anche se non spiegabile.
Dal canto suo, Sebastiano era pi che mai lanciato; sera preso la gatta da pelare di Cominotti e ora (altro che gatta!) voleva scoprire lassassino di Marina. Non riusciva a scordare il suo volto delicato che ispirava tenerezza. Aveva saputo che era orfana, viveva con una vecchia zia. Qualche mascalzone, forse lo stesso Manuel, laveva messa su una brutta strada; lei si era prestata a fare la spacciatrice, forse senza nemmeno rendersi conto. In fondo, bastava portare a spasso il cane in ore stabilite, che prima duscire di casa nascondesse nel collare alcune dosi per poi infilarle in certe fenditure.
Marina accompagnava sovente il cinese sulla lussuosa Bmw, andava con lui a Montecarlo e chiss in quali altri posti. La droga viaggiava nelle imbottiture e nella ruota di scorta. Il sedicente argentino guidava disinvolto e senza timori, soprattutto dopo che il posto di frontiera a Mentone era stato tolto.
Sebastiano sottolineava nomi, tirava freghi e riscriveva. Dopo il suo fortuito incontro con Benedetta, due importanti tessere si erano aggiunte al mosaico da lui pazientemente composto. Nelson Delgrano, il boss, aveva assunto Pedro come nome di battaglia; Bulk era un sicario pronto a far fuori chi sgarrava. Se mai ci fossero dubbi, bast leggere il fax inviato da Calogero Piazza; da certi archivi che solo lui conosceva, aveva colto elementi che potevano facilitare lamico e collega. Accanto a Paco Correro  un nome che non diceva niente  cera una precisazione: alias Bulk, pregiudicato pluriomicida, evaso e ricercato dallInterpol. Nelson Delgrano non risultava; di lui le grandi menti dei Ros non sapevano nulla. Ci era probabilmente dovuto al fatto che usava nomi diversi, secondo convenienze e opportunit. Era soltanto questione di tempo: Vitale sapeva che prima o poi la verit sarebbe venuta a galla.
Intanto di quel brutto ceffo che si faceva chiamare Bulk aveva la foto segnaletica inviatagli dallamico Calogero.
Al Nucleo Operativo dei Carabinieri nessuno si ricordava di lui. Ufficiali e sottufficiali dun tempo erano stati trasferiti in seguito ad avvicendamenti e promozioni. Al nuovo comandante non fu facile spiegare il motivo della visita. Il colonnello Manfredi Licari si trovava da poco a Genova, doveva ancora ambientarsi. Aveva preso le consegne un mese prima; il tempo intercorso lo aveva quasi tutto dedicato a visite e ispezioni. Leggendo nome e grado sul biglietto con la richiesta di colloquio, disse:
Maresciallo, qual buon vento la porta a Genova....
Vitale se ne accorse subito: Licari era un tipo particolare, dimostrava affabilit, ma allo stesso tempo incuteva soggezione; in lui not un preciso particolare: era uno di quelli che portano il nodo della cravatta rientrato a un lato nel colletto. Il telefono sulla scrivania suonava di continuo; ogni volta doveva ricominciare da capo; forse lufficiale lo faceva apposta. Non appena afferr di cosa si trattava, il colonnello si irrigid; alz il ricevitore e disse:
Non ci sono per nessuno. Chi? Digli che lo richiamo.
Posato il telefono, si appoggi con i gomiti sulla scrivania; a Vitale diede uno sguardo tale che a un comune mortale avrebbe messo i brividi. Quando il maresciallo accenn alla grossa operazione che stava conducendo la questura, Licari si fece serio, arricci il naso; tocc la cravatta ed era forse per quella specie di tic che il nodo gli rimaneva quasi nascosto.
Per combinazione, sullargomento specifico lufficiale aveva poco prima parlato al telefono col Comando Regione e poi con Roma. Rispose imbarazzato alle richieste di delucidazioni. Quel maresciallo, il cui nome non gli diceva niente, lo incuriosiva. Il suo resoconto sembrava preciso e dettagliato; certi particolari li stava addirittura sentendo per la prima volta. Vitale del resto non disse tutto quel che sapeva: sia per non farla lunga sia per riguardo a Leoncilli col quale si sentiva legato da un patto donore.
Il motivo che mi spinge a rivolgermi a codesto comando  la certezza che il delitto di Lumarzo  sicuramente da mettere in relazione con il traffico di droga.
Licari gli lanci uno sguardo fulminante.
La certezza... Niente meno!.
Ebbene s, signor colonnello.
Lufficiale si alz e apr un armadio; finse di mettere in ordine alcune pratiche, ma la sua era soltanto tattica dilatoria; ancora non si decideva a prendere sul serio un tale mai visto che si gabellava per sottufficiale carabiniere.
Vitale lo intu.
Se vuole, pu chiamare il comando provinciale di Cuneo. Io al suo posto lo farei....
Le ultime parole gli sfuggirono, si morse la lingua, poteva risparmiarsele. Dire a un colonnello quel che doveva fare era come minimo temerario.
Licari sembr non prendersela pi di tanto. Guard lorologio con numeri romani appeso al muro; imprec silenziosamente contro chi doveva sostituirlo, come aveva chiesto, con un segnatempo pi facile da leggere. Pi duna volta sera confuso, aveva preso unora per unaltra. Dal canto suo, Vitale apr la cerniera del giaccone: sia perch faceva caldo sia nella convinzione di dover trattenersi per un lungo racconto.
Se permette, cerco di schematizzare. Innanzi tutto la mia presenza a Genova  dovuta a motivi per cos dire personali; nel senso che sono venuto in licenza per togliere dai guai un caro amico di famiglia. Ma non vorrei divagare....
Il colonnello rimase colpito da tanta sicurezza. Tocc nuovamente il nodo della cravatta.
Turna!, disse fra s il maresciallo.
Prosegua.
Per non dilungarmi troppo: la giovane rinvenuta cadavere era implicata, seppure in ruolo subalterno, nel traffico; faceva la spacciatrice al dettaglio nella zona di Castelletto.
Licari faceva segni di assenso; in realt, Castelletto ancora non sapeva dove di preciso si trovava.
Un regolamento di conti?.
Difficile a dirsi. Se lei lavesse vista: una ragazzina acqua e sapone, amava forse pi i cani che fare la bella vita. Aveva da poco compiuto diciassette anni.
Lufficiale stavolta si avvicin allarmadio a ragion veduta; tir fuori un fascicolo. Sulla copertina a pennarello spesso vi era scritto: Recco-Lumarzo. Apr e cominci a sfogliare.
Prego, non si interrompa....
In tutta la vicenda, chi tirava i fili era tale Nelson Delgrano, uno che si faceva passare per console onorario. Era titolare di un ufficio paravento, dove aveva impiantato un centro di smistamento della droga a livello internazionale. La ditta si chiamava Tracon, collegata alla Triplanet di Montecarlo....
Il colonnello ripian diligentemente la piega che si era fatta allangolo di un foglio. La nitidezza del racconto e i particolari lo sorprendevano.
Detto Delgrano, il cui nome di battaglia  Pedro, dirigeva importazioni che venivano con ogni probabilit addirittura dalla Colombia. Per gettare fumo negli occhi, si spacciava per diplomatico e console onorario. Secondo i Ros, i suoi titoli altro non sono che millanterie da quattro soldi.
Sentendo Ros, Licari aggrott la fronte.
Vabb, maresciallo; questo riguarda il capitolo droga.
Se mi lascia proseguire, verr presto al dunque. Deve sapere che qualcuno ha deliberatamente attentato alla vita della figlia di Delgrano. Caso strano, il giorno dopo, costui si trova la casa visitata dai ladri; inoltre  una combinazione?  lindomani la ragazza piccola spacciatrice viene trovata selvaggiamente uccisa.
Secondo lei ci sono collegamenti....
Se aggiungiamo che nella storia centra anche un certo Paco Correro, alias Bulk Airik, pluriomicida evaso, allora io dico di s.
Airik?.
Perch, lo conosce?.
Sembrerebbe un nome turco o albanese....
Per farla breve: non mi stupirei se detto Bulk avesse ucciso la ragazza per ordine di Delgrano....
Il colonnello tir fuori le raccapriccianti foto del cadavere contenute nel fascicolo. Le guard attentamente forse per la prima volta.
Su Bulk, i Ros hanno un dossier; molto pi modestamente, io ne posseggo una fotografia.
Vitale pos sul tavolo il fax che Piazza gli aveva spedito. Limmagine non era chiarissima, ma poteva bastare per dare avvio alla ricerca del probabile assassino.
Lei ritiene che costui si trovi a Genova?.
Forse non proprio in citt; si nasconde nei pressi, va e viene.
Non sar facile stanarlo....
Facile no, ma non impossibile. Secondo me, sta tentando di prendere le redini del traffico che ora si trova allo sbando; forse su ordine dello stesso Delgrano.
Lei sembra bene informato, considerato che i giornali non ne hanno parlato....
Sicuramente ancora per poco. Non  certo passata inosservata lirruzione fatta dalla Polizia alla Tracon. Non mi stupirei se domani stesso....
A sentire un semplice sottufficiale tanto informato e sicuro di s, Licari quasi si indispett. Non aveva ancora fugato del tutto il sospetto che qualcuno volesse giocargli un brutto tiro di benvenuto. Per nulla intimidito, Vitale prosegu:
Ci sono inoltre motivi per ritenere che attorno a Delgrano ruoti un racket di manodopera extracomunitaria clandestina. Soprattutto di collaboratrici domestiche. Non mi stupirei che ci gli servisse per regolare certi conti, organizzare furti negli appartamenti....
Stavolta Licari non ce la fece pi. Si lev di scatto; rimase poi immobile, senza sapere che fare. Il colmo: in pochi minuti era venuto a sapere particolari e retroscena che nemmeno immaginava. E poi, da chi? Un tale che nella migliore delle ipotesi comandava una stazione di provincia, in una localit mai sentita prima dallora. Da non crederci...
Maresciallo, ora che intende fare. Non deve rientrare alla sua sede?.
Col suo permesso, chiedo che lei intervenga per consentirmi di rimanere e collaborare alla ricerca dellassassino.
Licari rimase di sasso. Una simile richiesta non se la sarebbe mai aspettata.
In cosa consisterebbe la sua offerta di collaborazione?.
Senza falsa modestia, potrei aiutarla ad acciuffare il colpevole. Ho in mente dove potrebbe trovarsi.
Che diranno i suoi superiori?.
Se lei avr la bont di fare una telefonata....
Pure!.
Nel lettino solitamente occupato dai figli di Serena, Sebastiano cercava posizioni confacenti alla sua non esile corporatura. Era soddisfatto; la sua salomonica distribuzione di pani e pesci laveva fatta. Con il comandante del Nucleo Operativo aveva gettato il seme; ora aspettava di raccogliere. A ripensarci, si era forse eccessivamente esposto, doveva essere apparso fin troppo sicuro. Dire che sapeva con certezza dove trovare linafferrabile Bulk fu probabilmente temerario. Eppure gli venne spontaneo, dopo aver saputo dalla ragazza incontrata a Sottoripa. Con la sua logica stringata ma il pi delle volte efficace, Vitale si convinse che proprio tramite lei poteva raggiungere lo scopo. Unimpresa sicuramente non facile. Rimaneva infatti da convincere la sventurata che si aggirava malconcia sotto le arcate di Sottoripa.

15.

Le belle giornate continuavano a ripetersi; sembrava di essere in primavera inoltrata. Dalla finestra Vitale vide due grandi navi che procedevano lentamente luna verso laltra, fino a quando  per pochi secondi  non ce ne fu che una sola. In quei momenti ripens alla strada sopraelevata, alle sue visioni mozzafiato, in particolare a quel cantiere dove i bastimenti si costruiscono alti e a piani sovrapposti come palazzi. Le case ammonticchiate del centro storico sembravano fortezze inespugnabili. In una di queste si annidava il feroce Bulk, pronto a colpire; doveva sentirsi solo, in pericolo. Larresto dei componenti della banda lo aveva allarmato, aveva paura di essere lui stesso catturato da un momento allaltro; bastava che qualcuno parlasse, facesse il suo nome. Poteva squagliarsela, lasciare Genova. Se ancora non lo aveva fatto era perch qualcosa lo tratteneva: forse ordini precisi o interessi talmente grossi da affrontare il rischio di essere acciuffato. Non era da escludere che volesse mettersi a capo dellorganizzazione, diventare lui stesso il boss numero uno. Poteva essere la grande occasione della sua vita.
Ricordando il detto: quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare, Sebastiano decise a sua volta di giocare pesantemente, al limite del codice penale. Telefon a Leoncilli:
Posso venire un attimo da te?.
Seduto sullautobus diretto verso il centro, si faceva idealmente accarezzare dai rami dalbero che lambivano i vetri. A ogni curva, cera qualcosa di bello da vedere: unattraente prospettiva, uno scorcio di mare, la citt che digradava assumendo cangianti colori. Decise di scendere prima e percorrere via 25 Aprile con i suoi eleganti negozi. Il commissario lo stava aspettando.
Vitale,  da un po che non ti si sente....
Quel po erano per la verit, s e no, ventiquattro ore. Gli importanti eventi capitati ultimamente avevano evidentemente fatto perdere la nozione del tempo.
Avrei una richiesta insolita da farti. Insolita  dire poco....
Sentiamo.
Non so come cominciare....
Prova dal principio.
Sia ben chiaro: se non te la senti, amici come prima....
Lagente Santomarro si dava da fare a riordinare; almeno cos sembrava. Vitale esitava, non si decideva. A quel punto, pure Leoncilli finse di trafficare nel cassetto.
Tanto vale... Potresti darmi due o tre dosi, di quelle sequestrate?.
Ho capito bene?.
Non giudicarmi male, non sono per me.
Di chi allora....
Scusa, ma adesso non te lo posso dire. La roba mi serve per avere certe informazioni.
Lo sai che mi chiedi....
Me ne rendo conto. Ma credimi,  a fin di bene.
Leoncilli si avvicin alla finestra e guard di sotto. In disparte, Santomarro roteava gli occhi, scuoteva la testa. Ad ascoltare il suo impulso, avrebbe mollato tutto per andare con Vitale: ovunque, da qualsiasi parte. Intu che per una simile richiesta ci doveva essere qualcosa di veramente grosso.
Credimi, non posso..., rispose Leoncilli dando un certo sguardo alla donna.
Pazienza. Scusami.
Mentre scendeva le scale, il maresciallo fu raggiunto da Santomarro.
Scusi la mia maleducazione. Lho lasciata andare via senza salutare.
Porse la mano e ritorn di sopra. Vitale chiuse il pugno e lo mise in tasca. Quando fu fuori, prese la strada a sinistra, verso il mare.
Nei pressi della cattedrale, sembrava che le scolaresche di mezza Italia si fossero date appuntamento. Dovette scansare zainetti sporgenti e insegnanti affannati che facevano la conta. Alla fine della strada, imbocc i portici.
La ragazza scarmigliata era nel solito locale. Si avvicin senza farsi notare; quando disse a bruciapelo: Hai visto che sono stato di parola..., la giovane rimase sorpresa, quel tanto che consentivano i suoi riflessi appannati, lo sguardo assonnato, gli occhi socchiusi.
Hai ordinato?.
Luomo dietro il banco gli lanci unocchiata malevola. Indifferente, Vitale ordin:
Cappuccino e croissant. O preferisci il caff....
La ragazza alz le spalle. I quei momenti il maresciallo non stava facendo bella figura; appariva come un bieco individuo che vuole approfittarsi di una poveretta. Vitale se ne rese conto; decise tuttavia di recitare fino in fondo una delle parti peggiori che gli erano capitate.
Quando hai finito, possiamo andare a fare due passi. Ti voglio portare in un bel posto....
Si accorse troppo tardi della irrimediabile gaffe; parole peggiori in quei momenti non poteva infatti pronunciare. Fra i presenti mont un risentimento neanche tanto mascherato. Quando si avvicin per pagare, dovette affrontare lo sguardo disgustato della cassiera. Prese per un braccio la barcollante ragazza e usc. Dopo pochi passi, si rese conto che tanta strada non poteva farla. La sua accompagnatrice si muoveva lentamente, come impedita. Aveva intenzione di darle qualcosa che non poteva essere mostrato sulla pubblica via. Vide langusta entrata di una casa e si infil. Mise una bustina nella mano della giovane e disse:
Per te ce ne sono altre. Mi devi prima dire dove posso trovare Bulk. Ho urgente bisogno di parlargli.
In queste notti dorme al Bascone.
E dov?.
L, indic la donna.
Le mise in mano una seconda bustina e la lasci al suo destino. Si allontan dai portici, dove sera fatto vedere fin troppo. Si mimetizz in una comitiva che aspettava di entrare allAcquario.
Scusate: il Bascone?, domand a due vigili.
Lei  di Genova?.
No.
Allora vada dritto fino a quelle case, poi svolti a destra. Avanti un centinaio di metri. Non pu sbagliare.
Da quel che ne so  una specie di albergo....
Non proprio;  un ricovero per sbandati e povera gente.
Immaginavo. Grazie tante.
Il lupo aveva dunque scelto un ovile per imboscarsi. Fra i barboni: un bel nascondiglio... E se quella fuori di testa si fosse sbagliata, avesse detto la prima cosa passatale per la mente pur di cuccarsi la dose? Vitale fu colto da una frenesia piena di dubbi. Andarci solo o chiedere rinforzi? E poi a chi: poliziotti, Carabinieri? Troppo pericoloso. Vistosi scoperto, Bulk poteva mettersi a sparare allimpazzata. Inoltre era troppo presto per fargli capire che era ricercato; se prendeva il volo, chi lo avrebbe mai rivisto... No, per il momento era meglio che la belva se ne rimanesse nella sua tana, nellattesa che maturassero le condizioni per prenderla nella rete.
Mentre camminava sotto i pali a sghimbescio del Bigo, nella testa del maresciallo si rincorrevano deduzioni e perplessit. Volle intanto dare uno sguardo. Segu le indicazioni, ma non fu facile, come capita spesso a Genova la prima volta che si cerca una strada. Domandando e andando alla ventura, trov quanto cercava. La facciata era anonima, lingresso poco accogliente. Si ferm a guardare e a rimuginare.
Potrei entrare e domandare. Bravo merlo. E se quello lo viene a sapere? Chiamo Licari e facciamo irruzione. Troppo rischioso. E se poi non c....
A quel punto vide un prete che veniva verso di lui.
Reverendo, permette....
Dica.
Quello  il Bascone, vero....
Esatto
 tenuto da religiosi?.
Ce ne sono, ma la gestione fa capo a una fondazione.
Lei viene da l?.
Mi chiamano quando c bisogno di un sacerdote.
Dov la sua parrocchia?.
Faccio parte di unorganizzazione diocesana che svolge la sua missione nei luoghi di lavoro.
Il sacerdote era giovane, portava occhiali con lenti rotonde cerchiate di metallo che ricordavano le montature che si possono vedere nei ritratti di certi Papi. Vestiva la tonaca sotto uno spesso maglione con cerniera fatto a mano.
Chi ci viene?.
Gente bisognosa di tutti i tipi, anziani abbandonati, giovani sbandati.
Ci vuole un permesso, una raccomandazione....
Basta presentarsi, se c posto.
Le risulta che ci siano anche stranieri, extracomunitari che hanno conti in sospeso con la giustizia?.
Di sicuro nessuno chiede certificati di buona condotta....
Insomma, beneficenza pura....
Ha detto bene.
Unultima cosa, don....
Blengino.
Per sapere se un certa persona si trova l....
Lei non se la sente di entrare....
Mi capisca. Se c chi dico io, potrebbe essere imbarazzante, soprattutto per lui....
Capisco. Chi cerca?.
Si tratta di un lontano parente, uno sventurato che in famiglia ha creato tanti grattacapi.
Perch lo cerca?.
Vorrei convincerlo a tornarsene a casa.
Come si chiama?.
Ha un soprannome, Bulk. La pregherei di agire con la massima cautela; soprattutto quando beve diventa violento.
Aspetti.
Mi basta solo sapere che si trova l, in buona salute....
Dopo una decina di minuti, il prete fece ritorno.
C stato fino a stamattina, ma ora se n andato.
E ti pareva!, esclam Vitale.
Naturalmente non ha lasciato detto....
Intanto le preciso che come Bulk non risulta.
Sul serio?.
Si  registrato come Francisco Blanco.
Ma lei come lo sa....
Il direttore mi ha riferito che, quando si  presentato, uno dei presenti lo ha riconosciuto. Rivolgendosi a lui, gli ha detto: Ciao Bulk, non pensavo di trovarti qui....
Se gli mostrassi la fotografia, pensa che il direttore potrebbe riconoscerlo?.
Penso di s....

16.

Vitale se ne tornava con le pive nel sacco. Il suo tentativo di rintracciare Bulk era andato a vuoto. Beh, quasi; se non altro, aveva saputo che il ceffo si trovava ancora a Genova. Inoltre, conosceva uno dei nomi con i quali si nascondeva. Non era gran che, ma sempre meglio di niente.
Prese soprappensiero via Gramsci dove incontr uomini e donne di ogni colore. Si trov in piazza della Commenda, con il suo antico palazzo ad archi sovrapposti a due passi dallalto campanile di pietra. Linterno della chiesa di San Giovanni aveva laspetto di un tempio paleocristiano sostenuto da disadorne colonne. Edifici e lastricati circostanti sembravano presi dalla storia medievale della citt e portati miracolosamente ai giorni nostri. Sedette sui gradoni della piazza e rimase a guardare. Fra tanti volti, sperava di riconoscere Bulk. Continuava a ripetersi: sei qui, da queste parti, lo sento. Avvicinato da un venditore di cianfrusaglie; fu tentato di mostrare la fotografia. Si trattenne, commiser se stesso. Sincammin su una scalinata. Dopo aver superato con disgusto un angolo adibito a orinatoio, si imbatt in un giovane con lago della siringa ancora conficcato nel braccio.
Capo, non si spaventi..., si sent dire quasi in tono di scusa.
Dopo linatteso incontro prosegu fino alla stazione Principe.
A casa di Serena era tutto prevedibile: buona cucina, sguardi risentiti da parte della moglie. Sebastiano poteva fare un resoconto preventivo, senza sbagliare una virgola. Non erano per quelli i momenti per vantare meriti, soprattutto quello  ne era pi che mai convinto  dessere al momento lunico strumento della giustizia capace di scovare un feroce assassino. Tentare di spiegare, ricapitolare: fatica sprecata; anche se Marisa si sarebbe sacrificata di buon grado per sapere che cosa stava facendo il marito e dove se ne andava tutto il giorno.
Per arrivare in via Cancelliere prese una strada diversa, mai fatta prima dallora. Vide dimore patrizie e ville simili a castelli, percorse corso Firenze in tutta la sua lunghezza. La bellezza del paesaggio lo distraeva dai suoi pessimistici crucci, dal pensiero che forse doveva abbandonare il proposito di farla pagare allassassino.
Nel frattempo, la questura aveva reso note le generalit della ragazza uccisa. Il corpo di Marina Adossi aveva ricevuto il nulla osta per la tumulazione e i funerali erano previsti nel pomeriggio. Vitale prevedeva poca gente, dal momento che gli amici della morta si trovavano incarcerati. Di solito non mancava alle esequie di gente assassinata o morta in circostanze misteriose; poteva incontrare soggetti interessanti, forse gli stessi autori degli omicidi. In quel caso, cera per poca speranza che Bulk si facesse vivo.
Non smetteva di domandarsi: perch uccidere una ragazzina, che male gli aveva fatto? Di sicuro lha seguita. Dopo averla vista entrare al canile, prende a martellate il motorino, obbligandola a tornarsene a piedi. Si fa in seguito vedere da lei, come se passasse per combinazione da quelle parti; le offre un passaggio. I due si conoscevano? Vitale era ormai convinto di s; diversamente, anche una ragazzina sventata avrebbe avuto remore ad accettare linvito da parte di uno sconosciuto, per di pi con la faccia poco raccomandabile. Bulk prende una strada in direzione opposta alla citt. Ci che accade in seguito a Lumarzo si pu immaginare.
Mentre aveva pochi dubbi su come si erano svolti i fatti, il maresciallo non riusciva a darsi pace e non se la sarebbe data fino a quando il movente del delitto non gli appariva chiaro. Dopo, secondo lui, sarebbe stato tutto pi facile. Per modo di dire...
Prima di sfilarsi il giaccone, tocc nella tasca; delle tre bustine fatte scivolare nella sua mano da Lucia Santomarro gliene rimaneva ancora una. Il gesto della poliziotta lo aveva stupito; ancora si domandava se fosse frutto di personale iniziativa oppure di tacito ordine del commissario. Poco importava; essenziale che avesse ottenuto quanto richiesto, tanto da consentirgli  tramite la povera tossicomane  di sapere che Bulk era tuttora in circolazione.
Il Bascone era un asilo per poveracci senza casa. Pure Benedetta lo frequentava? Nelle sue pietose condizioni non era sicuramente in grado di mantenersi un appartamento e procurarsi pasti caldi; ogni soldo che riusciva a racimolare le andava in droga.
Vitale ebbe una folgorazione; da come laveva vista lultima volta, non sembrava affatto allasciutto; cera evidentemente chi la riforniva. Qualcuno aveva prontamente sostituito gli spacciatori della banda Delgrano.
Sta a vedere che  Bulk....
A quel punto gli venne in mente un altro drogato, quello incontrato sulla scalinata nei pressi della Commenda, lo stesso che sembr dispiaciuto di farsi vedere con lago infilato.
Chiss, pure lui....
Fece mente locale, cerc di stabilire lora esatta in cui per poco non gli and addosso. Solitamente i tossicomani sono abitudinari, hanno tempi determinati per bucarsi e altri in cui svegliarsi dai loro sogni malefici. Pure la ragazza di Sottoripa si vedeva, pi o meno, alla stessa ora.
Dopo essere rientrato e fatte le debite riflessioni, il sonnellino pomeridiano poteva pure aspettare. Con leccitazione che gli era nel frattempo venuta, di appisolarsi non era il caso. Fu attirato dal profumo di caff.
Ne vuoi?, domand Marisa con la moka ancora calda in mano.
No, grazie. Sai bene che mi piace soprattutto lodore.
Oggi coshai in mente di fare?.
C un funerale. Quasi quasi ci vado.
Qualcuno che conosci?.
Quella ragazza trovata morta....
Nel frattempo era sopraggiunta Serena. Le due si guardarono incerte. Si fece spiegare per arrivare alla chiesa.
Ci vediamo stasera....
Va, vai, furono le ultime parole di Marisa che ud prima duscire.
Dalla via, la parrocchiale di San Paolo non si vedeva. Ci mise un po prima di scorgere il campanile. La messa di suffragio era finita, i partecipanti si stavano attardando sul sagrato. Non cerano pi di venti persone; fra queste, una donna anziana che si reggeva a fatica, forse la zia della defunta. La bara era stata messa nel furgone e gli addetti del comune stavano raccogliendo i pochi fiori per adagiarli sul feretro. Vitale pass in rassegna i presenti, li scrut a uno a uno.
Da quella posizione si vedeva un mare color argento fuso che contrastava lazzurro del cielo. Guardando in alto verso il campanile, prov una specie di vertigine, da non starci molto con lo sguardo.
Si appost al margine della piazza, da dove poteva vedere senza essere notato. Si diede una manata in fronte:
Da non crederci....
Eppure il tossico di Pr era veramente l, a pochi metri. Aveva lo stesso sguardo quasi allegro di quando se lera trovato improvvisamente di fronte; se ne stava in disparte, non uno che gli rivolgesse la parola. Non sembrava per niente contrariato; per lui doveva essere usuale sentirsi evitato.
Il modesto corteo funebre si avvi alla volta del cimitero. Il giovane non lo segu. Quando gir i tacchi, il maresciallo non lo perse di vista. Salirono sul mezzo pubblico diretto a Principe e insieme scesero di fronte alla stazione. Poco dopo una scalinata, in un restringimento dove si passava a malapena, il tossico apr la cerniera dei pantaloni. Oltre a non farsi vedere, Sebastiano dovette pure stare attento a dove metteva i piedi. Correva il rischio di pestare siringhe ancora arrossate. Dopo la sosta, il tossico and a sedersi davanti alla Commenda. Vitale si ferm allangolo della via.
Trascorse molto tempo. Il giovane si mise a fumare come una ciminiera; quando il pacchetto vuoto fu appallottolato e gettato, ne apr un altro. Allidea di dover aspettare forse per altre venti sigarette, Vitale si sent mancare.
I raggi del sole giungevano sempre pi deboli e obliqui, sino a scomparire del tutto. Lanimazione attorno alla piazza aument. Molti entravano e uscivano dalla chiesa. Sebastiano ci sarebbe andato pure lui, se non altro per offrire un cero a qualche santo che desse sollievo alla sua scomoda posizione. Intorno alle sette comparvero volti neri; poi altri, olivastri; si sentirono infine accenti arabi e slavi. Si formarono gruppi che parlavano ad alta voce. Ogni tanto volavano pacche allegre e vigorose. Vitale si domandava: semplici esuberanze oppure furtivi passaggi da una mano allaltra?.
A forza di stare in piedi, a un certo momento gli venne il crampo al polpaccio, da vedere le stelle. Batt ripetutamente il piede al suolo, per far scorrere il sangue. Vedendo Sebastiano che sembrava scrollarsi qualche lordura appena pestata, una coppia di stranieri guard a sua volta le proprie suole. Ne usc una scenetta comica, con Vitale che stava al gioco allargando le braccia rassegnato e i due che commentavano divertiti.
Limprovvisato siparietto lo distrasse; quando Sebastiano punt nuovamente lo sguardo, ebbe un sussulto: il tossico stava parlando a un uomo grande e grosso, con giaccone di pelle e ai piedi un paio di stivali di tipo militare che arrivavano fin quasi al ginocchio. Aveva la testa rapata e due baffoni. Ci non di meno lo riconobbe.
Bulk non appariva esattamente con i capelli lunghi fino alle spalle e senza peluria sotto il naso come nella foto, ma era sicuramente lui. Sebastiano si trattenne dal gridare per la gioia.
Bulk apr la giubba mostrando un ventre enorme. Prese dalla tasca qualcosa che poi racchiuse nella mano. Vitale rimpianse di non avere una cinepresa o anche soltanto una macchina fotografica: poteva essere il momento buono per incastrare il delinquente. Pazienza. Si trov costretto a fare polenta con la farina che aveva, come diceva la nonna di Marisa.
Sulla scena che segu avrebbe scommesso. La manona di Bulk strinse quella scheletrica del tossico. Il passaggio di droga era avvenuto. Ora si aspettava il pagamento; ma a quel punto erano soltanto dettagli. Il pi si era concluso.
Bulk se ne and. In quei momenti, il maresciallo pens di tutto: chiedere soccorso alla Polizia, ai Carabinieri, tentare di fermare lui stesso. Scart subito lultima; non ci sarebbe riuscito, avrebbe avuto la peggio. Il commissariato non era lontano, ma Leoncilli aveva gi avuto la sua abbondante porzione di pani e pesci.
Quanto successo a Pr si ripet altre volte, in luoghi diversi: da parte di Bulk una stretta di mano e via, senza corrispettivo; qualcosa che faceva pensare a cessioni gratuite per promozione o a credito. Tanta generosit significava che il gaglioffo voleva evidentemente farsi una sua clientela, anche con incentivi. Dopo aver percorso la solita trafila di chiassuoli, scalinate e angusti passaggi, Vitale era esausto, le gambe non lo reggevano. Giunto a Caricamento, lo spacciatore entr in un bar sotto i portici. Sebastiano rimase fuori; dalle vetrate lo vide trangugiare whisky come acqua fresca. Era lo stesso locale dove incontr Benedetta. Il titolare serv con la sua solita faccia fra lincavolato e lo schifato. Dopo aver tracannato e ruttato, Bulk tir fuori una specie di quaderno. In quei momenti Vitale desiderava avere i raggi X al posto degli occhi; meglio, un radar per vedere a distanza. Il tipaccio mise una sigaretta in bocca, dando cos limpressione di non volersene andare tanto presto. Vitale fremeva dalla voglia di leggere quanto scritto nel quaderno che, a ben vedere, poteva pure essere unagenda. Infine si decise e compose il numero diretto di Licari.
Colonnello,  urgente. Pronto, dovete subito venire....
Credeva di parlare con lufficiale, ma le parole che udiva erano di una segreteria telefonica. Imprec, gli scapp una mezza bestemmia, si sent impotente. Guard intorno e vide unauto dei Carabinieri ferma al centro della piazza. Corse trafelato:
Meno male che ci siete voi! Aiutatemi, devo a ogni costo parlare con il comandante del Nucleo Operativo.
I due giovani in divisa rimasero impassibili. Dovette ripetere la richiesta aggiungendo:
L dentro c un pericoloso assassino....
Neppure la precisazione riusc a smuovere. Vitale si decise a mostrare la tessera:
Sono uno di voi, non vedete....
Il militare al volante alz il trasmettitore:
Richiesta urgente per il colonnello Licari, richiesta urgente... Colonnello  desiderato da un certo maresciallo....
In quel momento Bulk usc dal locale. Sebastiano moll tutto e corse verso di lui. Era furibondo. Non di meno si mise alle costole. Sub unaltra micidiale dose di vicoli che gli fece venire la nausea. Giunto a un certo punto, si accorse che il luogo non gli era nuovo. Quando vide Bulk entrare in un certo andito, non ebbe dubbi: era la casa di Baletto. A pensarci bene, non era nemmeno tanto strano.
Anche stavolta, nessuna indicazione o nome di strada. Dopo estenuanti pedinamenti, faticose camminate e incontri da batticuore, ora si ritrovava nuovamente solo, in un punto imprecisato del centro storico, esattamente come la sera prima.
Ora chiamo al telefonino. Bravo e se ti domandano dove sei?.
Stava sui carboni ardenti. Muoversi, cercare di orientarsi: e se nel frattempo Bulk se le filava? Il dilemma tormentava, lo faceva respirare con affanno. Vado, non vado... Anzich rimanere a macerarsi, decise. Ricord di aver poco prima visto unedicola con Madonna e poi la porta mezza sfasciata dun locale. Un provvidenziale lampione gli consent infine di avere unindicazione precisa:
Vico... Ti venisse!.

17.

Per gli uomini del Nucleo Operativo la cattura di Bulk non fu impresa da poco. Vitale riusc infine a mettersi in contatto con Licari e a dare le coordinate giuste per lintervento. Il maresciallo tir un sospiro di sollievo quando vide luniforme di un maggiore, poi quella di altri militari. Li accolse con un:
Mi raccomando, cautela. Quello  pericoloso. Piacere sono il maresciallo....
Non era il momento di fare le presentazioni, ma gli venne naturale. La presenza dellufficiale dimostrava che il colonnello lo aveva preso sul serio, gli aveva finalmente creduto.
Si trova al primo piano.
Tre uomini armati penetrarono nellandrone; poi, al buio e in fila indiana, salirono le scale. Altri rimasero fuori, con i mitra puntati verso lalto, pronti a intervenire. A un segnale convenuto ci fu lirruzione. Di sopra si sentirono trambusto e voci concitate. La finestra si spalanc. Bulk si lanci sullimpalcatura di fronte, in un estremo tentativo di sottrarsi alla cattura. La rete resistette. Il fuggitivo rimase per qualche attimo a braccia aperte e gambe larghe; poi scese lentamente, come da un viscido albero della cuccagna. I militari rimasti nel vicolo gli saltarono addosso beccandosi pugni e calci. Bulk si dibatteva con forza sovrumana. Alla fine fu immobilizzato.
Si era coricato vestito, gli mancava soltanto il giaccone di pelle. Dalle finestre si era intanto affacciata gente. Qualcuno applaud:
Bravi, finalmente. Era ora di finirla con questi tossici....
Con il cellulare in mano, il maggiore grid:
Rientrate, non  successo niente, tutto finito....
Di seguito, parl al telefono e disse:
Operazione conclusa. Cattura avvenuta. Rientriamo.
Approfittando della confusione, Vitale prese la palla al balzo. Illumin la porta sfondata al primo piano con laccendino che stavolta si era procurato e vide lindumento appoggiato su una sedia. Arraff lagenda che si trovava nella tasca interna e se la fil.
Gli automezzi poterono arrivare fino a un certo punto. Bulk fu trascinato di peso alla pi vicina camionetta. Dovettero legargli i piedi misura quarantasette per impedire che scalciasse. Intanto la notizia si era diffusa. I vicoli prima deserti si riempirono di curiosi. Alcuni tirarono sospiri di sollievo nel constatare che non erano loro a essere cercati dalle forze dellordine.
Vitale si dilegu. Prese una strada in salita che, a occhio, lo avrebbe portato dove sapeva poi proseguire. Quando la volta stellata gli apparve non pi limitata da cornicioni che sembravano toccarsi lun laltro, prov un senso di liberazione. Una silenziosa e illuminata via Garibaldi gli apparve allimprovviso: fastosa e discreta come una nobile dama ai tempi dei dogi. Erano da poco passate le quattro. Nemmeno pi si ricordava del tempo da lui trascorso, che gli parve tuttavia lunghissimo, nellansiosa attesa dellarrivo dei Carabinieri, mentre stava a rodersi in quel budello di vicolo.
Pensare di prendere un mezzo pubblico, data lora, era poco realistico; cos come sperare di trovare un tass. Si incammin sfinito per via Caffaro. Giunto a met, riusc a scorgere la finestra della stanza con luce accesa dove Marisa stava vegliando: con trepidazione, cera da supporre. Suonare al citofono fu imbarazzante. Marisa lo accolse in vestaglia, con il viso accigliato.
Non era la prima volta che Sebastiano rientrava dopo aver compiuto operazioni pericolose. Per ricompensa, si ritrovava una moglie alloscuro di tutto e alterata dallansia che lo guardava di storto, con una gran voglia dassestargli un mattarello in testa, come nelle vignette umoristiche che illustrano gli screzi coniugali.
A essere sinceri, un po se lera voluta. Sposando una donna pi giovane di lui, vivace e per niente disposta a starsene in casa a fare la bella statuina, sapeva a cosa poteva andare incontro. A tutto si aggiungeva la sua testarda abitudine di non parlare del suo lavoro: usanza che Marisa non aveva mai apprezzato. Quando se lo vedeva tornare stanco, con la barba lunga e gli occhi stralunati, magari nel cuore della notte, lei si aspettava come minimo di sentirgli dire che cosa lo aveva trattenuto, i pericoli affrontati. E invece no! Alle domande seguivano alzate di spalle, ammiccamenti, smorfie del viso che sembravano segnali convenzionali di codici segreti. Come moglie devota e fedele  che stava in casa tutto il giorno a lavare, stirare e in cucina  aveva la pretesa di essere messa a parte delle cose che riguardavano la famiglia; quindi lattivit del marito in primo luogo.
Cera poi da considerare che Sebastiano (bioca da tarun, come scappava talvolta a Marisa al colmo della sopportazione) era fatto a modo suo. Evitare di anticipare o rivelare le sue indagini per lui significava non soltanto essere prudente, ma attenersi a una forma di scaramanzia. Era convinto che cantare vittoria troppo presto portava male. Senza contare il di lui radicato pregiudizio nei confronti delle donne, senza distinzioni; una di loro in preda allira o alla gelosia, poteva spifferare segreti e riservatezze, mandare allaria pazienti indagini e delicate ricerche. No, anche in quel caso, non valeva la pena di spiegare che cosa aveva fatto il pomeriggio, la sera o il giorno prima. Salvo subirne le conseguenze.
Oltre tutto, moriva dalla voglia di vedere il contenuto dellagenda sgraffignata nella topaia di Baletto. Fiutato aria di tempesta, Bulk non dormiva mai due notti di seguito nello stesso letto. Era stato al Bascone e chiss in quali altri giacigli di fortuna, anche se non gli mancavano certamente i soldi per sistemazioni pi decorose. Il fatto che, dopo larresto della banda Delgrano, non si fosse ancora eclissato la diceva lunga sullinteresse che poteva avere rimanendo a Genova: una piazza nel frattempo diventata sguarnita, pronta a essere occupata da concorrenti associazioni per delinquere.
Da quanto al momento se ne poteva dedurre, Bulk era il mazziere, un tuttofare che si prestava alle operazioni pi turpi. Non meravigliava che di lui Leoncilli non si fosse occupato; anzi, che non ne conoscesse neppure lesistenza. Non era da escludere che il presunto killer si tenesse solitamente lontano da Genova.
Sebastiano aspett di vedere sua moglie coricata a letto.
Va che ti raggiungo fra poco, le disse con il tono pi dolce che gli riusc. Rimase poi seduto al tavolo del soggiorno, sotto lintensa e perfino eccessiva luce del lampadario appeso al soffitto: unimitazione settecentesca con tante lampadine e uninfinit di vetri penduli.
La copertina dellagenda era di pelle, consumata ai bordi. Esitava ad aprire, quasi volesse prolungare un certo piacere dellattesa. Diede una scorsa, poi unaltra.
Questa  bella!, esclam ad alta voce.
La pagine erano scritte in italiano; tranne le ultime, vergate in caratteri arabi, dove si poteva pensare che Bulk avesse fatto le sue personali annotazioni.
Il brigadiere Martusciello aveva chiamato da Cherasco facendo intendere che lassenza del maresciallo incominciava a sentirsi. Nulla di grave o durgente, ma la sostanza della telefonata si capiva. Vitale mancava da quattro giorni e le pratiche che necessitavano della sua firma si stavano accumulando. Per giunta, dal Comando Provinciale si facevano sentire con una certa insistenza, come se volessero controllare pi del necessario.
So io chi ..., rispose, Comunque non farci caso;  questione dun giorno o due.
Vitale sera dunque dato una scadenza; non poteva continuare a menare il can per laia. In definitiva, il padre di Serena aveva ormai le carte in regola per essere scagionato; mancava ancora qualche dettaglio che a tempo debito si sarebbe chiarito.
Cominotti aveva bisogno della versione di Setembrin; su segnalazione di Vitale, Barrieri aveva contattato il gestore ricevendo ampia disponibilit a testimoniare, anche in aula se necessario. Poteva affermare che era stata la ragazza con il giubbetto rosso a dare il gelato alla piccola Ellen.
Sempre secondo le dichiarazioni di Setembrin, la suddetta si faceva vedere con una certa frequenza allAcquasola. Si sedeva su una panchina e sfogliava libri, come una qualsiasi studentessa. Quel giorno era arrivata in compagnia di un bel ragazzo: lo stesso che poi si era appartato con la baby sitter peruviana. Fra una bibita e un caff serviti alla clientela, al gestore non sfuggiva quel che capitava intorno. Dopo il fattaccio dellaggressione alla bimba, nessuno si prese la briga di sentirlo. Testimonianze e verbali concordavano nellaccusare il povero Cominotti, subito bollato  con tanto di foto sui giornali  come spregevole pedofilo, pure in possesso di materiale pornografico.
Permaneva lostacolo della pm Maccara. Pur nella sostanza convinta dellinnocenza, il suo irrigidimento era dovuto al fatto che la prova della detenzione di materiale pornografico, gi acclusa agli atti, era sparita. Barrieri era convinto che qualcuno attirato dalla attraente copertina se lera portata via, non pensando minimamente alla sottrazione dun indizio di reato. Limmagine pubblicata da uno dei settimanali pi diffusi che si trova in edicola era stata fatta passare, per una serie di disgraziate situazioni, come pubblicazione oscena.
Quel scia metemu, suggerito per il verbale dal collega spazientito della vigilessa ebbe in seguito effetti disastrosi, da capo di imputazione. La vigilessa, in congedo per postumi di esaurimento nervoso, si era intanto imbarcata su una nave da crociera. Si trovava attualmente mille miglia lontana; chi diceva nel Mar Rosso, chi addirittura alle Bahamas. Se ne doveva aspettare il rientro e la sua definitiva versione dei fatti. Ci voleva tutta la pazienza del caso.
In ogni caso, la venuta a Genova e lintervento di Vitale furono fondamentali; senza di lui, Cominotti avrebbe penato per chiss quanto tempo prima di provare la sua innocenza. Se poi si aggiunge che dopo la sua tremenda avventura si trovava in stato di choc e incapace di ricordare, la cosa diventava ancora pi difficile.
La vicenda della ragazza con il cane era molto pi grave e complicata. Sebastiano cera entrato per caso e ora si sentiva obbligato a indagare per proprio conto su un caso di omicidio.
Ricapitolando, il maresciallo ebbe la ventura (un bel mazzo, avrebbe detto qualcuno) di trovarsi presente in due precisi momenti: mentre la ragazza indugiava nei pressi dellalbero  dove infilava bustine, anche se non sembrava  e quando la medesima portava a passeggio Bill dalle parti del canile. Le sue eccezionali capacit di deduzione e la prontezza con le quali aveva in seguito agito lo avevano messo in grado di venire a capo sia del traffico di stupefacenti sgominato dalla Polizia sia della scoperta e successivo arresto, operato dai militari dellArma, del presumibile assassino.
Bluffando spudoratamente con Sergio Baletto, il tossicomane rimasto nel frattempo alloscuro di quanto capitato alla sua abituale fornitrice, era riuscito a risalire alle modalit dello spaccio e ai protagonisti. Aveva catalogato quel tal Manuel (ma era il suo vero nome?): uno che diceva di fare il collaboratore domestico, ma che nella realt si spostava su auto lussuose, a Montecarlo e chiss dove.
Su Delgrano sospettava dopo aver saputo dai Ros che i suoi titoli diplomatici erano fasulli. Fu inoltre incuriosito anche dalla di lui consorte: una signora elegante e altezzosa che al citofono di casa rispondeva in spagnolo, ma che quando doveva imprecare usava espressioni tipicamente italiane, romanesche per la precisione.
Lelenco dei nomi rinvenuto dopo la perquisizione in casa di Delgrano aveva inoltre fatto maturare il sospetto che dietro la facciata di una ditta che si occupava di import-export si nascondesse, oltre alla droga, anche un traffico di clandestini extracomunitari; soprattutto donne. Fra i pochi nomi maschili che Vitale pose allattenzione dellamico Calogero Piazza, Bulk figurava come pluriomicida ricercato dallInterpol. Grazie alle rivelazioni della sventurata tossicodipendente di Sottoripa, Vitale era poi riuscito a mettersi alle sue costole e a farlo arrestare dagli uomini del colonnello Licari. Che fosse lui lassassino glielo diceva il suo istinto, che del resto raramente sbagliava; rimaneva da chiarire il motivo che aveva indotto un energumeno di cento e passa chili a infierire selvaggiamente su una giovinetta.
Sfogliando lagenda fino a un paio dore prima in possesso di Bulk, Sebastiano una certa idea cominciava a farsela, alcuni suoi dubbi si chiarivano. In certi punti sembrava una specie di registro, con tanto di numeri, nomi scritti per esteso e semplici iniziali. Le operazioni citate riguardavano la Tracon. Autore delle registrazioni doveva essere lo stesso Delgrano; sarebbe stato comunque facile appurarlo, confrontando con altri suoi scritti. Non era costui uno che parlava lo spagnolo meglio di altre lingue come aveva dato prova nel corso della sua denuncia in commissariato? Il sedicente console onorario era nella realt italiano, cos come sua moglie; le sue fasulle credenziali diplomatiche facevano da paravento, erano fumo da gettare negli occhi. Lagenda sottratta a Bulk era lo specchio della sua vera attivit. Le scritture ufficiali nei registri della Tracon erano invece non rispondenti al vero, come altri particolari che man mano affioravano.
Le partite importate erano poche e cospicue, quelle esportate tante e frazionate. Niente di strano, nel caso di merci regolari. Le iniziali di localit M e G ricorrevano spesso. Facile dedurre che si trattava di Montecarlo e Genova. A Vitale interessavano soprattutto i nomi e le date. Nella pagina al ventinove gennaio era scritto: M vista a A. Gelato. Telefonato a B. Come dire: M uguale Marina, A come Acquasola. La lettera B si riferiva a Bulk, il killer pronto a uscire dallombra al comando.
Delgrano era dunque venuto a sapere i veri retroscena del gelato che per poco non uccideva sua figlia; aveva quindi  pi che mai convinto dopo il furto nel suo appartamento di essere oggetto dun deliberato attacco  ordinato una spietata vendetta. In tal modo, intendeva rintuzzare immediatamente loffensiva rivolta contro di lui e la sua organizzazione, sulla quale qualcuno voleva mettere le grinfie. Chi poi ci fosse dietro a questo tentativo, era qualcosa che soltanto lui sapeva.
Forse quel Manuel che voleva mettersi in proprio sfruttando le confidenziali informazioni che riusciva ad avere da Maria Cruz? Sicuramente non la ragazza uccisa, usata come strumento e prontamente eliminata per lanciare un chiaro segnale.
Eccolo il movente, grid Sebastiano battendo il pugno sul tavolo e facendo un botto sentito in tutto il palazzo.
Il mistero sullintricata vicenda si stava diradando. Appariva comunque del tutto evidente che alla colpevolezza del povero Cominotti, Delgrano era lultimo a credere. A lui, la sorte del padre di Serena importava un fico secco. Al boss della droga interessava invece rintuzzare quella che appariva unoffensiva sferrata per indebolirlo o addirittura scalzarlo dal vertice del racket.
Intanto per la figura della giovanissima amante dei cani appariva sotto una luce affatto diversa: non pi unadolescente tuttal pi sventata, ma complice consapevole in un tentato omicidio. Vatti a fidare delle ragazzine acqua e sapone... Chiaro in ogni caso che Marina era a conoscenza del punto debole della piccola; non aveva di sicuro agito di sua iniziativa, qualcuno laveva debitamente istruita.
Spulciando fra le pagine, Vitale cercava di dare un volto ai personaggi menzionati, si sforzava di immaginare gli scenari in cui si muovevano, disegnare le trame in cui erano coinvolti. Si domandava: metti che qualcuno voglia fare la scarpe a Delgrano, prendere il suo posto nellorganizzazione. Non ha forse il coraggio di affrontarlo direttamente, preferisce attaccarlo nei suoi versanti meno difesi e pi facilmente espugnabili: come negli affetti familiari. Del resto, chi poteva sapere dellinfermit della piccola Ellen, la cui morte tramite un semplice gelato poteva essere un delitto perfetto. Lattentato contro la bambina, anche senza conseguenze letali, poteva apparire come un avvertimento, un terribile monito a mettersi da parte.
Di tutto ci chi poteva mai sapere?
Dopo aver spremuto le meningi, Vitale si diede una delle sue non rare manate in fronte:
Ma certo, la baby sitter....
Era sicuramente stata lei a confidare che la bimba soffriva di una forma grave e pericolosa di acidosi.
Si alz dal tavolo e and alla finestra. Le tapparelle erano abbassate, si intravedeva soltanto dalle fessure, fra una stecca e laltra. Porto e navi alla fonda erano sempre l, costretti in un limitato angolo visivo che sembrava lobiettivo di una macchina fotografica. Fece qualche passo nella stanza e non riusc a trattenere uno sbadiglio. Si avvicin alla credenza, attirato da un vaso di vetro che conteneva cioccolatini gianduiotti con involucri dorati. Ne mise uno in bocca. Come accade con le ciliegie, uno tir laltro. Al quinto, ebbe la forza di dirsi basta. Prese le stagnole, appallottol e mise in tasca, come se volesse far sparire le prove di un misfatto. Poi si vergogn. Decise infine di riparare: ne avrebbe acquistato una scatola, prima di partire. Prov un brivido: fosse stato affetto dal medesimo male della piccola Ellen, a quel punto poteva trovarsi in pericolo di morte.
Pensa e ripensa, lunica risposta plausibile ai suoi quesiti lo portava a decifrare il comportamento di Manuel nei confronti della governante e il suo ostinato corteggiamento. Lui, un fusto capace di incantare donne molto pi belle e desiderabili di quella tracagnotta con i fianchi voluminosi. Da un certo punto di vista si poteva pure spiegare latteggiamento di lei; appariva contrariata, lo respingeva, salvo poi cedere alle lusinghe di quella specie di serpente tentatore. Non voleva pi saperne e forse per questo motivo Manuel le apparve allimprovviso in piazza Manin, bello come un arcangelo piovuto dal cielo, a bordo di unauto che avrebbe fatto girare la testa a tante ragazze.
Diavolo dun Manuel! Ci sapeva fare, conosceva i modi per far capitolare le sue prede. Tutto bene, ma allora perch i due erano stati risparmiati, non avevano fatto la medesima fine di Marina? Unipotesi plausibile era che i due fossero protetti, che avessero padrini influenti nei loro paesi dorigine e che a Delgrano non conveniva mettersi contro di loro. Messa cos, lipotesi poteva pure reggere.
Dal contenuto dellagenda emergevano inoltre dati che avvaloravano lesistenza del racket di manodopera. In pratica, Delgrano faceva da ufficio di collocamento, si muoveva per far s che le donne, quasi tutte provenienti dallAmerica Latina, trovassero occupazione presso famiglie facoltose. Sul suo senso altruistico e di solidariet cera da dubitare; Vitale non ci avrebbe scommesso un baiocco. Se uno come il sedicente console si comportava come aveva fatto significava qualcosa di preciso; non esclusa la creazione di punti dosservazione utili per mettere a segno furti nelle abitazioni, ricatti, estorsioni.
Da questo a concludere che tante brave ragazze venute in Italia soltanto per lavorare fossero consapevoli basiste per azioni criminali ne correva, sarebbe stato esagerato anche soltanto il pensarlo. Delgrano aveva creato unassociazione che teneva contatti con i paesi dorigine. La Agostino Iturbide  sempre secondo la preziosa miniera di informazioni contenuta nellagenda  aveva tanto di statuto e comitato direttivo; perseguiva scopi di tutto rispetto, nulla che facesse pensare a organizzazioni criminali. Poteva apparire immacolata, operante esclusivamente nella tutela di tante giovani lontane dalle loro case; ma anche distogliere lattenzione dal core business di quella specie di holding facente capo alla Triplanet, per scendere a Tracon: vale a dire lacquisto allingrosso e lo smercio al minuto di grossi quantitativi di sostanze stupefacenti.
Che fosse una struttura efficiente e occulta fu dimostrato da quanto appurato a Montecarlo. Su segnalazione della Polizia italiana, le autorit monegasche ebbero la sorpresa di scoprire che allindirizzo della Triplanet cera un ufficio deserto, con la sola segreteria telefonica e il fax, dove peraltro nessuno telefonava o riceveva messaggi. In definitiva, una scatola vuota, anche se ogni mese il corrispettivo dellaffitto dei locali veniva regolarmente accreditato in banca: tanto per dare parvenza di credibilit, consentire di scrivere sulla carta intestata della Tracon anche il nominativo della collegata monegasca.

18.

Di fronte allespressione assorta del colonnello, Vitale spiegava in dettaglio quanto da lui appreso o semplicemente dedotto in pochi giorni di soggiorno a Genova. Con Licari cerano un maggiore, lo stesso che aveva comandato loperazione a casa di Baletto, e due capitani. Dalle facce severe degli ufficiali traspariva scarsa disponibilit a farsi coinvolgere in una ricostruzione che, allo stato dei fatti, rimaneva ancora da provare. Poco per volta dovettero ricredersi; quanto riferito da quel semplice maresciallo di stazione, che si poteva presumere finora occupato principalmente in furti nei pollai, appariva credibile e verosimile. Lipotesi che nelle mani dellArma ci potesse essere lassassino di Marina non era tuttavia ancora del tutto pacifica e accettata. Il soggetto arrestato era sicuramente implicato in traffici di droga, ce nera quindi abbastanza per trattenerlo; ma per il resto...
Quando Vitale si decise a mostrare lagenda in suo possesso ci furono dapprima occhi strabuzzati, poi sorrisetti imbarazzati. Licari si fece ancora pi serio:
E lei come ne  venuto in possesso....
Faccio appello a tutta la sua indulgenza rispondendo che, almeno per il momento, non posso rivelarlo.
Il colonnello abbozz. Non era superiore diretto del maresciallo e nemmeno era il momento di tirare in ballo gerarchie e presunte irregolarit. Naturalmente Sebastiano si guard bene dal rivelare che lagenda laveva sottratta approfittando del trambusto in seguito allarresto di Bulk. Fu qualcosa che non si doveva fare, ma che egli non di meno fece, spinto dal solo desiderio di scoprire la verit su un intrico che lui solamente in quei momenti era in grado di sciogliere in tempi ragionevoli.
Il colonnello diede una scorsa. Si dimostr impassibile, ma cap subito che si trattava di materiale interessante, capace di far recuperare allArma lo svantaggio nei confronti della Polizia, la stessa che nel frattempo si era pavoneggiata in una conferenza stampa. Nel corso dellincontro con i giornalisti, questore, dirigente della Mobile e titolare del Commissariato Centro illustrarono i particolari delloperazione denominata Neve disciolta, vale a dire larresto degli insospettabili componenti di una banda di trafficanti che aveva messo radici nel cuore della citt.
Nelle indagini non appariva  e non poteva essere diversamente  Paco Correro, detto Bulk. Il pericoloso killer era infatti il regalo in esclusiva fatto da Vitale alla sua Arma di appartenenza.
Il questore e altri, compreso Leoncilli, non avevano nemmeno accennato allapporto di Vitale. Questi non se ne risent. Con Leoncilli era entrato in sintonia, si erano scambiati favori, avevano familiarizzato e promesso di trovarsi con le rispettive mogli. Il maresciallo non aveva dimenticato il sostanzioso aiuto avuto dal commissario nel chiarire le colpe attribuite a Cominotti. Leoncilli fu del resto ben contento quando venne a sapere la verit sulle presunte violenze alla bambina. Senza lapporto di Vitale, lanziano pensionato sarebbe stato condannato almeno in primo grado. Sapendolo ora innocente, il commissario non se lo sarebbe mai perdonato.
Immagino che adesso lei stia pensando al modo migliore per inchiodare lassassino..., disse Vitale rivolgendosi al colonnello.
Tanto per rimanere nel personaggio, fece unaltra goffaggine delle sue. Era pi forte di lui: in certi momenti le parole gli uscivano di bocca senza che potesse trattenerle, soprattutto se convinto di essere dalla parte del giusto.
Gli altri ufficiali fecero una faccia che definire esterrefatta non era eccessivo; sarebbero forse intervenuti per redarguire la sfrontatezza, se non si fossero accorti che il colonnello non lo avrebbe consentito. In effetti, quanto suggerito da Vitale poteva essere occasione per permettere ai Carabinieri di riprendere la scena televisiva e dei giornali. Nessuno lo ammetteva esplicitamente, ma era quella la vera sostanza del problema con la quale si dovevano fare i conti. La telefonata giunta a Licari da Roma non era dencomio; anzi. Il Nucleo Operativo di Genova era stato preso in contropiede e nelle alte sfere si stentava a comprendere come, su fatti eclatanti come quelli messi in luce dalla questura, lArma ne fosse alloscuro.
Al colonnello si parava quindi loccasione per risalire la china, dimostrare  anche se era nuovo sulla piazza  di non essere uno sprovveduto. S, fare luce sul delitto di Lumarzo ne dava la possibilit e quel curioso tipo di maresciallo un po presuntuoso poteva venire pure utile; al punto che si poteva anche fare una telefonata al Comando di Cuneo per raccomandare il prolungamento di una licenza.
Dagli interrogatori non era uscito gran che. Bulk era un osso duro. Il torchio degli inquirenti per lui non era una novit. Oltre tutto, faceva finta di non capire litaliano; a ogni contestazione ripeteva come una macchinetta: Non comprendo.... Neanche gli interpreti riuscirono a cavarsela pi di tanto. Fu anche difficile, se non impossibile, stabilire la sua vera nazionalit. In un primo momento convinto che fosse turco o albanese, lo stesso Licari si ricredette. Quel colosso con la testa pelata poteva anche essere magrebino. Secondo lInterpol, era invece colombiano e proprio dalle carceri di Bogot aveva preso il volo, dopo essersi beccato una condanna allergastolo. Quando si seppe della sua cattura, cominciarono ad arrivare richieste di estradizione e chiarimenti da mezzo mondo. Licari temette addirittura che gli fosse tolto dalle mani. Dopo qualche telefonata a Roma, si tranquillizz; fu anzi incoraggiato a proseguire verso laccertamento dei fatti e la prevedibile incriminazione. Al Nucleo di Genova era stato perfino messo a disposizione il Ris, la scientifica dei Carabinieri. Licari declin lofferta, almeno per il momento.
Sebastiano aveva detto alla moglie di tenersi pronta a partire. Per Marisa non fu una notizia esaltante. A Cherasco, oltre al gatto, non cera infatti nessuno che laspettava; e poi con Serena si trovava bene. Nel ricordare le tante estati trascorse insieme, si sentiva ringiovanita. Il soggiorno nella soleggiata e tiepida Genova era piacevole e, non fosse stato per il padre dellamica che si trovava in un mare di guai, pure spensierato. Marisa, come del resto suo marito, sera subito fatta coinvolgere dal fascino un po misterioso che emana la citt. Passeggiando per i viali alberati e le crse di Castelletto inondati di sole, in quel paesaggio fatto di palazzi adagiati su immaginarie montagne russe che si alzano e sabbassano, si sentiva attratta da una natura prodiga che si manifesta a ogni angolo con sempreverdi e arbusti fioriti; mentre, a soli pochi chilometri di distanza verso nord, gelo e nebbie la fanno da padroni.
Dal canto suo, tutto quanto poteva fare Vitale laveva fatto.
Ora se la sbrighino un po loro..., si diceva riponendo le sue cose in valigia, quelle almeno che la moglie non aveva ancora raccolte.
Oh! Non sono mica il Padreterno..., continuava a dire con intenzione di convincersi; ma non ci riusciva. In lui cera un tarlo che rodeva, lo rendeva insoddisfatto. Eppure cosaltro ancora, con i suoi soli mezzi fatti soprattutto di intuizione e buona volont, anche se di ferro.
Indugiava, ogni tanto si affacciava alla finestra, guardava il mare e sotto, verso gli alberi; pens al cane della ragazza, o meglio ai cani visto che aveva deciso di adottarne uno. Per come si erano messe le cose, ora il povero Bill rischiava di rimanere ancora a lungo senza padrone. Preso da tanti pensieri, non sent nemmeno il telefono. Marisa gli apparve allimprovviso:
 per te.
Chi sar mai....
E io che ne so.
Pronto....
Sentendo la voce del colonnello, Vitale scatt sugli attenti.
Se mi risulta che Bulk abbia una macchina? No, non mi pare. Certo, concordo,  molto importante. Non mancher. Agli ordini....
Quando pos il ricevitore, si sarebbe preso a schiaffi. La macchina: ma come aveva fatto a non pensarci! Daltronde, il colosso con la zucca pelata lo aveva sempre visto a piedi, con quei suoi stivaloni da gigante delle sette leghe che rimbombavano sui selciati. Chi mai poteva sapere?
La sua mente si illumin; si precipit verso lentrata dellappartamento dove era appeso il giubbone imbottito. Tocc nella tasca e sorrise. And in cucina dove Marisa e Serena erano sedute davanti alla calda caffettiera.
Io esco....
Pi o meno quando ritorni?.
Per ora di cena, rispose senza convinzione.
Attese per buoni dieci minuti lautobus; poi si spazient. Raggiunse il capolinea della funicolare di cui aveva sentito parlare e vi sal. Raggiunse di corsa De Ferrari. Percorse su e gi i portici di Sottoripa, guard nei negozi. Pass davanti al bar, quello con il titolare dalla faccia perennemente indispettita. Benedetta ancora non si vedeva. Aspett per quasi unora consumando le suole sulla pavimentazione sconnessa. Infine si decise: quel barista era pure antipatico, ma poteva essere la persona giusta.
Si ricorda di me?.
Laltro fece una smorfia, come se gli avessero domandato notizie sui suoi calli dolenti. Vitale si qualific. Come per incanto, lesercente cambi atteggiamento, gli si illumin il volto:
Era ora che vi faceste vivi.  una vita che denuncio che nel mio locale gira brutta gente....
Il maresciallo prese la palla al balzo:
Ha presente quel tale grande e grosso; con la testa pelata?.
Come no.
E la povera tossica?.
Quella che le ha offerto il caff....
Bravo. Dove posso trovarla?.
 una parola; oggi  qua, domani l. Dopo che lhanno sfrattata, non ha neanche pi un tetto per ripararsi....
Di solito che cosa fa durante la giornata?.
Va in giro, a mendicare. Una volta la dava per pochi soldi. Adesso, pi che desiderio, suscita piet. Ha provato al Bascone? So che qualche volta ci va....
Il Bascone: perch no? Disse fra s Vitale.
Per caso lei conosce il sacerdote che va a dare una mano?.
Chi il cappellano del lavoro?.
Sebastiano fu incerto, ma gli venne istintivo dire di s.
Viene qui ogni tanto, a prendere il caff.  uno simpatico, per come si esprime, non sembra nemmeno un prete. Con lui si pu tranquillamente parlare di tutto.
Dove posso trovarlo?
Hanno la sede da queste parti, ma non saprei di preciso. Sa che potrebbe fare? Domandare in Curia. L le sapranno sicuramente dire.
Grazie tante.
Per la mia denuncia?.
Me ne occuper io stesso. Ora devo salutarla....
Don Blengino era di turno alle acciaierie. Per arrivare a Cornigliano, Vitale prese il lungo autobus che fa capolinea a Caricamento. Dopo un percorso costretto fra alti caseggiati, lautomezzo sbocc in una spianata. Le torri metalliche apparvero alte e torve, come giganti fumiganti e sbuffanti. Scese e imbocc una via laterale. Allentrata dello stabilimento, domand del prete.
Chi lo vuole?.
Per non stare a spiegare la rava e la fava, mostr la tessera, il rettangolino di plastica che aveva potere di aprire le porte.
Se vuole aspettare. Lo faccio chiamare allaltoparlante.
Fu fatto accomodare in un una sala ampia e luminosa. Alle pareti erano appese alcune gigantografie con vedute prospettiche e dallalto degli stabilimenti; in altre, si vedevano impianti rischiarati da colate metalliche. Il cancello dellentrata si apriva e chiudeva di continuo. Uscivano autotreni carichi allinverosimile. Il personale di sorveglianza controllava carte e documenti. Alle spalle sent un voce:
Mi cercava?.
Si volt; fu riconosciuto.
Quando mhanno detto che mi volevano i Carabinieri, a tutti avrei pensato, meno che....
Mi ricorda?.
Molto bene. Lei  quello che voleva sapere a proposito di un suo parente. O era solo una scusa....
Reverendo, con lei voglio essere sincero: quello non  affatto un parente, ma un assassino matricolato, un pericoloso malfattore.
Senti senti. Lo ha poi trovato?.
S, in un certo senso. Ora per mi rivolgo a lei per un altro motivo. Mi dovrebbe aiutare a rintracciare una povera tossicomane allultimo stadio che si aggira raminga nei vicoli. So che  stata qualche volta al Bascone. Una certa Benedetta....
 tanto importante?.
Non immagina quanto....
Il sacerdote estrasse il telefonino e compose un numero.
Sono don Blengino.  lei direttore?.
La ricerca fu unautentica maratona. Al Bascone, la tossica aveva dormito la notte prima. Da quanto si sapeva, trovava ogni tanto un letto grazie alle pie donne della Maddalena; ma anche l nessuna traccia. Si attiv anche il titolare del bar. Da Sottoripa a Macelli di Soziglia era tutto un rincorrersi di voci, anche le pi disparate: cera chi diceva di averla vista nel tal posto, chi addirittura sosteneva che era lei la morta in seguito a overdose rinvenuta in un certo appartamento di Pr.
Morta? Non direi. Lho vista proprio qualche ora fa, disse una esercente con negozio in via degli Orefici.
Fra le tante voci, ce ne fu una che il barista si sent di riferire immediatamente al maresciallo:
Perch non cercano a Bogliasco. Lei  di quelle parti....
Quando venne informato, Vitale corse alla stazione e sal sul primo treno locale diretto verso Levante. Sceso alla fermata dopo Nervi, non seppe che fare. Gli venne la brillante idea di recarsi in municipio. Quando spieg il motivo della sua richiesta di colloquio con il sindaco, lusciere sembr preoccupato. Alz il telefono e disse:
Pu venire? Gi ci sono i Carabinieri; vogliono sapere dove si trova la Scapati....
Dopo neanche un minuto, apparve il sindaco.
Cosaltro avr mai combinato quella sciagurata....
Vitale rimase sorpreso. Domand:
La conosce?.
Se la conosco? Altroch....
Possiamo parlarne?.
Se vuole seguirmi nel mio ufficio....
Salirono due rampe di scale.
Si accomodi.
Non vorrei recare disturbo. Mi  stato detto che avete una riunione di giunta. Per  molto importante: se sa dove si trova Benedetta, lei me lo deve assolutamente dire.
Ultimamente se nera occupato il parroco....
Innanzi tutto, mi parli di lei.
Che le posso dire: che ha rovinato la sua famiglia? Che i genitori sono stati costretti a vendere le propriet per soddisfare le sue continue richieste di denaro? Che il padre  morto di crepacuore e la madre sta vivendo amaramente i suoi ultimi giorni alla Casa per Anziani? Le basta?.
Ma come  potuto succedere?.
La droga, la stramaledetta droga. Fino ai diciottanni, faceva vita regolare; era una bella ragazza allegra e vivace. Poi, quasi allimprovviso,  cambiata. Sera messa con un tipaccio, frequentava brutte compagnie. Ogni notte che passava, i suoi la passavano in ansia, aspettandosi di essere chiamati da poliziotti e Carabinieri....
Negli ultimi tempi?.
Siamo intervenuti come servizi sociali, pi duna volta. Non  servito a niente. Ci siamo interessati per farla ricoverare in una struttura di recupero. Fatica sprecata. Dopo qualche giorno scappava, riprendeva a fare la vagabonda, schiava pi che mai del suo vizio.
Mi diceva del parroco....
Anche la parrocchia ha fatto molto. Credo che don Galli ci abbia messo di tasca sua pi duna volta, soprattutto per aiutare i genitori. Dalle ultime che so, Benedetta dovrebbe essere ospitata al Piccolo Cottolengo, qui a Bogliasco; se non se n andata. Capir, non possono mica tenerla legata....
Vitale giocherellava con la bustina che teneva in tasca. Non osava sperare che fosse tutto cos facile, al punto di trovare la ragazza in un istituto di religiosi.
Pu farmi parlare con il parroco?.
Senza dubbio....
Il sindaco alz il ricevitore:
Santina mi chiami il don....
Trascorsero un paio di minuti. La stanza era esposta al sole, faceva caldo. Fu aperta la finestra e laria di mare rinfranc lambiente. Squill il telefono, si sent una voce:
Professore? Don Galli  molto occupato. Se il maresciallo Vitale vuole casomai andare da lui....
Sebastiano fu incuriosito. Non si aspettava di sentire il suo nome al viva voce. Come se avesse letto nel pensiero, il sindaco comment:
Qui le voci corrono... Laccompagnerei volentieri, ma ho dovuto interrompere una riunione.
Ha fatto fin troppo. La chiesa  quella che si vede uscendo dalla stazione?.
Giri a sinistra e poi prosegua. Non pu sbagliare....
Un altro che mi dice che non posso sbagliare; devessere un modo di dire genovese..., pens Vitale.
Percorse a ritroso via Mazzini. Fu attratto dalla vetrina dove era esposto un completino intimo che sarebbe stato bene addosso a Marisa. La piazza era ampia e alberata; i rami contorti si alternavano ai sostegni dei lampioni. Prima di entrare, si appoggi a un muretto e rimase a guardare il paesaggio da cartolina che si parava ai suoi occhi. Don Galli lo accolse in tuta da lavoro. Stava aiutando a dare il bianco in sacrestia.
Scusi se la ricevo con questa veste. Qui i lavori non finiscono mai....
Quando il maresciallo spieg il motivo, il prete non parve troppo sorpreso.
Se vuole, laccompagno....
Mi farebbe un grosso favore.
Un minuto che mi metto addosso qualcosa di decente. Se vuole intanto aspettarmi in chiesa....
Vitale sedette al banco della prima fila. Oltre a lui cerano due donne assorte in preghiera. In quellatmosfera di quiete e raccoglimento ricord che da tanto tempo non metteva pi piede in una chiesa; contrariamente a Marisa che andava a messa tutte le domeniche e feste comandate. Un po per ragioni di servizio e anche per pigrizia, raramente gli capitava di accompagnarla. Osserv i grandi quadri che rappresentavano santi e Madonne in pose estatiche. Gli affreschi della volta erano illuminati dal sole che filtrava dalle vetrate colorate. Don Galli si rifece vivo.
Passiamo per di qua....
Scesero una scaletta metallica che dava su un piccolo cortile. Il prete mise in moto la macchina e Vitale si premur di richiudere la basculante. Lauto si insinu in uno stretto passaggio fra muri di case, uno dei tanti che si incontrano a Genova e in Riviera e che ai foresti fanno venire i brividi o perlomeno la sensazione di essersi cacciati in un ginepraio da dove non se ne pu uscire. Giunti sullAurelia, dopo un po don Galli segnal a sinistra.
Ecco, siamo arrivati. Se non se n andata raminga come suo solito, Benedetta dovrebbe essere qui....
La ragazza fu trovata dopo lunghe ricerche in un posto che nessuno si aspettava: la cappella. Vitale temeva ormai di aver fatto lennesimo viaggio a vuoto.
Detta, c un signore che vorrebbe parlarti....
Uscirono su un grande terrazzo. Investita dalla luce intensa, la ragazza socchiuse gli occhi, come un animale notturno esposto improvvisamente al sole. Adesso se non altro indossava un vestito decente; lo sguardo non era per mutato: perso nel vuoto, da cane bastonato.
 molto importante che tu risponda alle domande che ti far questo....
Esit a rispondere. Vitale si intromise:
Benedetta, ti ricordi di me. Ci siamo visti un paio di giorni fa al bar di Sottoripa....
La ragazza guardava smarrita. Senza la presenza del parroco, Sebastiano avrebbe allungato la mano nella sua, per farle un certo regalo. Ora per non era il caso.
Puoi dirmi se Bulk ha unautomobile?.
Una volta mi ha portato a fare un giro....
Vitale non credeva alle proprie orecchie.
Non sai dove la tiene?.
Da Piero....
Chi , dove si trova?.
Detta fece un gesto, come se tutti sapessero.
Se ti porto l, mi puoi dire di preciso?.
Intervenne don Galli:
Sai che se qui ci sono io,  per il tuo bene....
Il maresciallo prese da parte il prete:
Non si secca, se chiamo i Carabinieri?.
Lauto del parroco entr nel cortile dellarcivescovado, a due passi dal commissariato. Quando Vitale usc con lui e Benedetta, si fece piccolo coprendosi il volto: gli sarebbe dispiaciuto farsi vedere da Leoncilli o anche da Santomarro: quella a cui non sfuggiva mai niente. Presero via San Lorenzo, proseguirono fin oltre i portici di Sottoripa. Nei pressi cera unofficina di meccanico: piccola e mimetizzata fra le case che quasi non si notava.
 lei Piero?, domand il maresciallo.
S, perch?, rispose un uomo duna certa et con camicia bisunta che spuntava per met dal fondo di unautomobile. Benedetta si avvicin alle due vetture che si trovavano nel locale e senza esitazione ne tocc una; dopo di che torn nuovamente accanto al parroco, come sotto ad ali protettive.
Questa  la macchina di Bulk, non  vero?, domand Vitale.
Il meccanico si guard intorno, ebbe la sensazione di trovarsi nei guai. A un cenno del maresciallo, si trov subito dopo circondato da Carabinieri armati; per poco non svenne. Cera pure il maggiore, quello che faceva il difficile. Quando lufficiale si tolse il passamontagna da incursore, Vitale fu lusingato da tanto illustre presenza.
Lautovettura segnalata dalla donna, una Mercedes bianca, fu spinta fuori e poi caricata su un carro attrezzi. Quando il colonnello la vide arrivare assieme al titolare dellofficina, alz il telefono e chiam Roma:
 sempre valida lofferta dei Ris?.

19.

Va l che a Genova male non ci siamo stati..., disse allimprovviso Marisa. Sebastiano non rispose; continu a disfare le valigie. Non appena entrata nellappartamento al primo piano della stazione dei Carabinieri di Cherasco, la prima cosa che fece sua moglie fu di telefonare allamica che si era offerta di tenere il gatto.
Non ti disturbare, vengo io da te....
Prima di salire, Vitale si era trattenuto. Il brigadiere Martusciello lo aggiorn su quanto accaduto durante lassenza. Leonardi, il carabiniere di leva, era accanto al calendario appeso alla parete; su ogni giorno cera un frego di pennarello. Il maresciallo si rivolse a lui:
Ve, sei poi cos sicuro che dopo il congedo non sentirai nostalgia....
Sicuro che la sentir. Anzi, se proprio lo vuole sapere ho fatto domanda per raffermarmi....
Vitale gli and contro e fece finta di mollare uno scappellotto e non sarebbe stato il primo.
Ma come, se non vedevi lora....
Beh? Uno  padrone di cambiare idea. No?.
Il maresciallo scosse il capo; le nuove leve proprio non riusciva a capirle. Per giunta, nellArma era pure previsto larruolamento delle donne...
Verr pure il giorno che me ne andr in pensione, sbott.
Il brigadiere e gli altri lo guardarono meravigliati. Una frase simile, da lui, non se la sarebbero mai aspettata. I tempi cambiavano per davvero.
Quando sal per aiutare a disfare i bagagli, fu raggiunto da una telefonata.
C un certo avvocato Balleri.
Pronto! Ah  lei Barrieri, mi pareva....
Volevo informare che sua eccellenza la vigilessa si  finalmente degnata di far ritorno fra noi mortali. Sono stato da lei, lho convinta e insieme ci siamo recati dalla dottoressa Maccara, la quale sembra essersi persuasa che il presunto materiale pornografico altro non era che una copia di Panorama.
E allora?.
Per farla breve, non si andr nemmeno alludienza preliminare.
Vuol dire, se non sbaglio....
Che il povero Cominotti, anche dopo la deposizione di Setembrin,  libero da ogni accusa.
Finalmente! Ci voleva tanto?.
Guardi che la piemme non poteva comportarsi diversamente.
Spero che Cominotti sia contento....
Per la verit, lultima volta che lho sentito mi  sembrato gi di corda e un po svanito.
Si stupisce? Vorrei vedere un altro al suo posto, con tutto quello che ha dovuto patire....
Ancora grazie per la sua preziosa collaborazione. Le far avere al pi presto la sue competenze.
Ho detto fin dal primo momento che non....
Troppo tardi. Barrieri aveva attaccato.
Mentre metteva in frigo i vasetti con il pesto fatto da Serena, squill nuovamente il telefono.
Ma insomma, ho detto che non volevo... Chi? Il generale? Acc... Passamelo. Signor generale agli ordini....
Mi hanno chiamato poco fa dal Comando Regione Liguria, a proposito di lei....
Oddio. Che cosa le hanno detto....
Non ho capito bene; anzi  il caso che lei venga a riferirmi di persona, al pi presto. Hanno comunque avuto parole di elogio; del resto, qualche giorno fa mi era stato chiesto il prolungamento della sua licenza....
Non si preoccupi, le riferir in dettaglio; vengo oggi stesso se per lei va bene.
Oggi no.
Domani?.
Meglio dopodomani....
Vitale rimase a rimuginare. Licari, bont sua, aveva parlato bene di lui. Mentre apriva lultima valigia, il telefono si fece nuovamente sentire.
E adesso chi c....
Il maggiore Dettori...
Chi?.
Non so, chiama da Genova.
Sebastiano fece mente locale.
Non sar mica... Pronto, qui Vitale.
Buongiorno maresciallo, telefono per conto del colonnello Licari....
Ah  lei. Scusi, sul momento....
Il signor colonnello mi ha incaricato di informarla sugli ultimi sviluppi....
Dica, dica, lascolto. Ero rimasto al sequestro dellauto di Bulk e al fermo del meccanico....
Questultimo  stato rilasciato, dopo aver ammesso che la vettura gli era stata data in consegna dallo stesso Bulk nei confronti del quale era alloscuro della sua attivit criminosa. A proposito, pare veramente che sia magrebino. Non posso trattenermi a lungo. Sappia comunque che, in seguito ai rilievi dei Ris, i residui di fango rinvenuti sulla carrozzeria sono del tutto uguali a quelli che si trovano nelle boscaglie di Lumarzo. Altri elementi fondamentali che hanno consentito la formale incriminazione per omicidio volontario del suddetto Bulk sono state macchie sospette trovate sui sedili e foglie secche sui tappetini; nonostante il tentativo di cancellarle,  stato accertato senza ombra di dubbio che le prime sono tracce di sangue, dello stesso gruppo appartenuto alla vittima. Il materiale di origine vegetale  inoltre del tutto simile a quello che si pu trovare nei boschi di Lumarzo. Manca ancora la prova definitiva del Dna che si aspetta a giorni, ma  sicuro.  ancora in linea?.
Vitale sera distratto. Le scandite parole del maggiore gli giungevano come note piacevoli di ninnananna; dunque, tutte le sue fatiche non erano state vane.
Se interessa, posso farle avere copia del rapporto inviato allautorit giudiziaria.
Non sincomodi, signor maggiore. Mi basta quanto da lei detto.
Dopo aver agganciato, si sent improvvisamente svuotato, leggero come una piuma. Quando Marisa lo vide domand:
Che hai, ti senti male?.
No, mai stato cos bene....
Fu soltanto in quei momenti che scaric la tensione accumulata fatta di pazienti ricerche, inseguimenti, ragionamenti e sottili deduzioni che avrebbero fiaccato corpo e cervello a chiunque. Ricord la sua visita a Leoncilli, prima di partire.
Volevo salutarti....
Te ne vai di gi?.
Beh, gi mica tanto. Mi sono trattenuto pi del previsto.
Allora, molto piacere della tua conoscenza. Se passi nuovamente da Genova non mancare....
Mi sar difficile. Piuttosto, se tu e la tua signora vorrete venire dalle mie parti. Conosco un paio di trattorie....
A Leoncilli luccicarono gli occhi, al pensiero delle sbobbe quotidiane da lui stesso cucinate.
Prima di congedarmi, voglio restituirti una parte almeno delle cose preziose che mi hai messo a disposizione.
Apr la mano e pos la bustina sul tavolo.
Ne ho fatte andare due; non sai quanto mi siano state utili....
Ti ho dato delle bustine? Non ricordo.
Vitale si irrigid, guard Santomarro che pigiava alla tastiera del computer; era impassibile, come se pensasse ad altro. Decise di cambiare argomento; andando verso di lei, le disse:
Posso permettermi di salutarla, agente....
Santomarro.
Ecco, appunto....
Stringendole la mano, aggiunse alcune parole che in lei ebbero lo stesso effetto di una decorazione sul campo:
Se mai decider di lasciare la Polizia per entrare in qualche altro Corpo militare, me lo faccia sapere....
Dopo cena, Sebastiano e Marisa erano seduti luno accanto allaltra davanti al televisore, come in casa Vitale capitava raramente. Durante il telegiornale apparve uno che sembrava il colonnello Licari. Ma s, era proprio lui, in una conferenza stampa, vicino a un generale; dietro, impettito, cera pure il maggiore Dettori. Parlavano dellarresto e dellincriminazione di un pericoloso assassino ricercato dalle polizie di mezzo mondo. Sullo sfondo, cera un cartello con la scritta: Orco punito.
Al maresciallo scapp da ridere.
Prima quegli altri con Neve disciolta, ora questi con Orco punito. Quelli delle pubbliche relazioni se le sognano di notte....
Fu lultima cosa a cui pens. Subito dopo, gli venne labbiocco; rimase con la bocca aperta e il capo reclinato. Riusc ancora a percepire lo squillo del telefono. Fu comunque sua moglie che, arrivando di corsa, lo fece sobbalzare.
Ho sentito Serena; suo padre  da lei e anche i bambini. Lhanno scagionato.
Che bella notizia....
Non sai ancora tutto. Sono andati al canile e si sono presi Bill. Domani vanno a Teleligustica; li vogliono intervistare....
Ma allora le belle notizie non finiscono mai....
Marisa era contenta come una Pasqua. And in camera da letto con uno sguardo malizioso e invitante. Il marito stava per raggiungerla, quando  ancora una volta  si sent il telefono.
 lei maresciallo Vitale? Sono Sandra Botero....
Non ci creder, ma con mia moglie stavo proprio parlando di lei....
Volevo ringraziarla dello scoop che mi ha consentito di fare.
Davvero? E quale....
Lavvocato Barrieri ci ha dato la notizia dellarchiviazione decisa dal pubblico ministero nei confronti di Cominotti; mha inoltre fatto sapere che lei ci teneva che fosse la mia emittente a farla sapere per prima. Stasera il nostro telegiornale  andato in onda con il servizio. Abbiamo battuto la concorrenza. I cronisti dei giornali mi stanno continuamente telefonando per saperne di pi, avere chiarimenti. Abbiamo avuto un successone....
Sebastiano fece il pesce in barile:
Una cosa da niente. La prenda come un omaggio alla sua brillante professionalit....
Tutto il sonno che lo aveva preso subito dopo cena era svanito. Ora si rigirava, non riusciva a riaddormentarsi. Sebastiano rivedeva volti e fugaci immagini, ricordava sequenze di situazioni e avvenimenti che si rincorrevano vorticosamente nelle pieghe della memoria.
And alla finestra. Dopo aver sollevato la tapparella, invece del mare, gli apparve nitido il profilo del Monviso che si stagliava gelido in un cielo limpido e stellato.
...
Fine.